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Milano, 5 gite in bici fuoriporta

FUORI DALLA METROPOLI

Milano, 5 gite in bici fuoriporta

Le vacanze in bicicletta sono un lusso per chi ama la natura e l'avventura. Finalmente liberi di guardarsi attorno e di viaggiare con l'aria nei capelli e gli occhi, non costretti negli orizzonti dei parabrezza di un'auto o con i gomiti poggiati su una scrivania a guardare il mondo dallo schermo di un computer in ufficio. Chi ha provato una volta la bella sensazione di libertà che si prova facendo una vacanza in bicicletta, prima o poi ci riproverà. Ma bisogna prepararle le vacanze in bici. Imparare intanto ad andarci in bicicletta. A saperla usare bene, ad affrontare discese, curve, salite e, soprattutto, il traffico senza paura. E poi prepararsi a pedalare con qualche uscita di allenamento per evitare che dopo la prima giornata di vacanza alla sera ci si ritrovi tramortiti dalla stanchezza in albergo, con le gambe piene di acido lattico e la sensazione di essere nel posto sbagliato.

La guida Milano e dintorni in bicicletta

Per far sì che questo non succeda vi consiglio di fare qualche uscita fuoriporta prima di programmare la vostra vacanza estiva su due ruote. E via via aumentare la distanza e il tempo trascorso sulla bici. Con la primavera (che quest'anno fatica ad arrivare) nel fine settimana si possono provare a fare delle gite di mezza giornata o di una giornata. Il treno può aiutare i più arditi che si spingono più lontano a tornare indietro a casa senza problemi: il trasporto delle biciclette è consentito sui treni regionali con il pagamento di un supplemento oltre al biglietto del passeggero (se il gruppo di ciclisti è numeroso, oltre i dieci, bisogna fare una richiesta a Trenord o Trenitalia almeno sette giorni prima). Sulla metropolitana invece la bici viaggia gratis. Di seguito vi consiglio qualche gita possibile nei dintorni di Milano. Ho scelto dei percorsi protetti, su piste ciclabili, lungo la rete dei Navigli o in strade minori per evitare il traffico e tutti i rischi connessi. Molti di queste gite le ho provate sui pedali. Per chi volesse saperne di più consiglio un libro che è un po' la bibbia di chi ama il cicloturismo e vive nel capoluogo lombardo, scritto dal mio amico Matteo Scarabelli e da Alberto Soana: “Milano e dintorni in bicicletta”, Edicicloeditore, euro 14,50. Buone pedalate.

1) Lungo il Naviglio Grande Dal Naviglio Grande, il canale navigabile che parte da Sesto Calende sul Lago Maggiore e arriva fino alla Darsena di Milano, anticamente le merci arrivavano con i barconi trainati dai cavalli. Nella pista che costeggia il canale ora passano le biciclette. Una gita lungo i Navigli è un tuffo nella Milano del passato e anche in un contesto naturalistico ancora per gran parte intatto che passa in una delle aree agricole più fertili d'Europa, con scorci bellissimi, vecchie cascine, ville patrizie un tempo dimora di villeggiatura dei nobili milanesi. Partendo dalla Darsena si arriva alla Chiesa di San Cristoforo e da lì si procede sempre dritti fino a Gaggiano (km 12,5). Arrivati a Gaggiano per continuare a pedalare sul Naviglio bisogna passare sul lato sinistro del canale (tornando indietro sul ponte o passando sul ponticello pedonale). La ciclabile continua attraversando campi e vecchie cascine fino ad Abbiategrasso, in località Castelletto (km. 20). Da lì per continuare a percorrere il Naviglio Grande bisogna passare di nuovo il ponte dopo il piccolo cimitero di campagna e riprendere la ciclabile sull'altro lato del Naviglio (lato destro venendo da Milano). Continuando sulla sinistra si va verso il Naviglio di Bereguardo (vedi gita numero 3). La gita sul Naviglio Grande continua attraversando Cassinetta di Lugagnano, Robecco (km 26) e le antiche ville patrizie (la Pro Loco di Cassinetta offre visite gratuite con guide turistiche volontarie alle antiche ville) che si possono ammirare accanto al canale navigabile. Per chi volesse ancora continuare, la ciclabile arriva a Boffalora sopra Ticino, Bernate e Gaggiano che offrono degli scorci ottocenteschi, fino a Turbigo (km 41). Per gli ardimentosi che volessero spingersi ancora oltre con un giorno di tempo magari, si può proseguire fino alla diga Villoresi e a Sesto Calende, punto di arrivo dell'itinerario dopo 73 chilometri (si può tornare in treno a Milano). Vi rimarrà negli occhi il ricordo di paesaggi inaspettati a poca distanza dalla metropoli.

2)Il Naviglio Martesana fino a Lecco
Il Naviglio Martesana, detto anche Naviglio Piccolo in contrapposizione a quello Grande parte da Via Melchiorre Gioia, nel quartiere Maggiolina e arriva a Trezzo sull'Adda: 35 km alla portata di tutti, esclusivamente in sede protetta. Fino a Cassano d'Adda il percorso è segnalato con i pannelli della ciclovia n. 6 della Provincia di Milano. Più ci si allontana dalla città e più diminuiscono i capannoni e gli stabilimenti. A Cernusco sul Naviglio comincia il verde, parchi cittadini tra le case (km 12) dove ci si può fermare per un pic nic. Si procede attraversando campi coltivati e piccoli orti dopo Cassina de' Pecchi fino all'abitato di Gorgonzola. Dopo 20km si arriva a Bellinzago, la ciclabile qui piega verso sud seguendo il canale fino a Inzago (22km) dove si possono ammirare le antiche ville patrizie. Gli ultimi 8 km sono quelli più belli. Si ammira il castello di Cassano d'Adda, il paese del campione di ciclismo Gianni Motta. Al km 32 si arriva a Vaprio D'Adda e al suo ponte storico per i romani il Pons Aureoli. L'ultimo sforzo per raggiungere al km 35 Crespi D'Adda, villaggio operaio ottocentesco patrimonio dell'umanità Unesco, lungo l'altra sponda dell'Adda, che è la conclusione di questa bella gita sui pedali. Da Trezzo sull'Adda si può rientrare in treno a Milano. Per chi volesse allungare il percorso per l'intera giornata, da Trezzo parte un altro percorso ciclabile che risale l'Adda fino a Lecco (lungo altri 37 km). Percorso protetto con paesaggi davvero suggestivi.

3)Da Abbiategrasso a Pavia, passando per Morimondo
Il percorso di 35 km è quello che si dipana lungo il Naviglio di Bereguardo, che parte da Abbiategrasso , da Castelletto al “bivio” d'acqua con il Naviglio Grande. Abbiategrasso si raggiunge in treno dalla stazione milanese di Porta Genova in 15 minuti. Oppure in alternativa si può ritornare da Pavia dopo aver percorso il Naviglio Pavese (percorso numero 4) sul Naviglio di Bereguardo a ritroso fino ad Abbiategrasso. Una sosta in questo itinerario la merita l'abbazia cistercense di Morimondo con il suo piccolo borgo medievale. Il Naviglio di Bereguardo attraversa una zona agricola dove non si trovano punti di ristoro: riempite la borraccia prima di partire. E buon vento.

4)Lungo il Naviglio pavese
Dalla Darsena prendete il Naviglio Pavese (sulla sinistra del Naviglio Grande) lungo l'Alzaia, la via che tiene il canale sulla sinistra. Proseguite con attenzione perché il percorso lungo questo primo tratto non è protetto ma il traffico è limitato. Al comune di Assago (km 5,4) parte la pista ciclo pedonale che resta attaccata al Naviglio fino a Pavia, dove arriverete dopo 33,5 km. Vale una sosta la Certosa di Pavia che si raggiunge uscendo dal Naviglio prendendo un viale alberato dopo circa 23 km

5)Il canale Villoresi
Il motivo per cui la Lombardia era una delle zone più fertili d'Europa era la sua rete irrigua, creata a fine Ottocento da un ingegnere lombardo, Eugenio Villoresi, il cui nome è rimasto legato a questa enorme opera di ingegneria idraulica. Il Canale Villoresi è il canale artificiale più lungo d'Italia: 90km che collegano il fiume Ticino al fiume Adda. E poi attraverso una rete di rami secondari del canale estesi per 130 km che diventano 1.400 km se si considerano i canali di terza grandezza, portano acqua irrigua su un bacino di 85mila ettari di terreno agricolo. Il polmone verde della Lombardia. La pista ciclabile parte dal comune di Castano Primo che si raggiunge facilmente in treno da Milano con Trenord (40minuti) e arriva fino a Monza. A pochi metri dalla stazione di Castano inizia il sentiero protetto che si collega con la riva del canale. Dopo poche pedalate ci si trova in aperta campagna. Dopo una decina di km si arriva nel Parco del Roccolo – boschi e campi coltivati – nel comune di Busto Garolfo. In vista di Parabiago la ciclabile si interrompe per un chilometro circa fino al superamento della ferrovia con un sottopassaggio. Dopo altri tre chilometri, arrivati a Nerviano, si attraversa la statale del Sempione – attenti al traffico. Dopo poco meno di 3 km di campagne, il canale piega a destra verso Lainate. Qui si passa sotto l'A8, l'autostrada dei Laghi, e si costeggia il muro di cinta di Villa Visconti Borromeo Litta (consigliata sosta e visita della villa e dei suoi giardini). La ciclabile continua attraversando Garbagnate, Senatgo, Varedo, Nova Milanese, Muggiò fino a Monza (da cui in treno si pùo ritornare a Milano). La pista del Villoresi è lunga 47 km, in gran parte su percorsi protetti. Ma, rispetto al Naviglio, attraversa territori più urbanizzati.

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