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Castelli aperti: fortezze e manieri da scoprire gratis nel week end

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GIORNATA NAZIONALE DEI CASTELLI

Castelli aperti: fortezze e manieri da scoprire gratis nel week end

Castello della Cecchignola a Roma
Castello della Cecchignola a Roma

19 regioni, oltre 33 manieri coinvolti e centinaia di eventi. Il 19 e 20 maggio si possono esplorare antiche dimore, altrimenti, non facilmente accessibili grazie all’iniziativa Giornate Nazionali dei Castelli, giunta alla 20/a edizione. Ideate e organizzate, come ogni anno, dall'Istituto Italiano dei Castelli , permettono ai visitatori di scoprire ogni anno gratuitamente luoghi storici diversi dalle edizioni passate.

“Siamo una realtà con oltre 1400 soci e con una sede in ogni regione italiana, ci prendiamo cura di un patrimonio spesso non valorizzato” dice Fabio Pignatelli della Leonessa, presidente dell'Istituto Italiano Castelli. “E' sempre da ricordare che le opere di difesa (le fortificazioni), per numero e diffusione, sono seconde solo alle opere di architettura religiosa. Non è esagerato parlare di 100.000 reperti e quasi tutti i comuni d'Italia hanno sul proprio territorio almeno un'opera (più o meno conservata) di natura “castellana” spiega GianMaria Labaa, vicepresidente del consiglio scientifico dell'istituto.

Tra le tante iniziative del week end ve ne segnaliamo tre: due che riguardano dimore private in Friuli e nel Lazio e una, danneggiata dal sisma, che si trova ancora in una zona rossa nella provincia di Macerata

Centro storico di Caldarola e esterno Castello Pallotta (Macerata)
Caldarola, comune italiano di 1.780 abitanti in provincia di Macerata, è stato fortemente danneggiato dai terremoti del 2016/17 che hanno rovinato in maniera irreparabile gran parte del patrimonio storico. L'edificio più importante è il castello, edificato intorno alla seconda metà del IX secolo sulle pendici del colle Colcù e successivamente modificato verso la fine del Cinquecento grazie al volere del cardinale evangelista Pallotta per farne la sua residenza estiva. Ospitò fra gli altri il pontefice Clemente VIII e la regina Cristina di Svezia. Nel week end tutti i monumenti eccezionalmente saranno visitati solo dall'esterno e con la massima cautela essendo ancora nella zona rossa.

Castello di Rubbia (in Friuli Venezia Giulia)
Il Castello di Rubbia (in sloveno Rubijski Grad) si trova nel comune di Savogna d'Isonzo, alla confluenza dei fiumi Isonzo e Vipacco, nelle vicinanze di Gorizia. Fu edificato tra i secoli XV e XVI su insediamenti più antichi risalenti all'età del Bronzo. I danni subiti durante le guerre gradiscane nel Seicento comportarono importanti interventi che ne modificarono la costruzione originaria. L'assetto è a pianta quadrata con quattro torri angolari, due seicentesche e due di epoca più antica, mentre la primitiva costruzione era munita di torri circolari. Nel corso della sua storia il Castello di Rubbia passò di proprietà a diverse famiglie nobiliari: i Della Torre, i conti Eck, gli Edling e i Coronini. Durante la Prima Guerra Mondiale la struttura subì pesanti lesioni e fu abbandonato fino al progetto di recupero (1999-2013), avviato dall'attuale proprietario, Venceslav Čenic. L'edificio è attorniato da un parco molto esteso, contenuto entro mura ottocentesche. La leggenda vuole che Re Riccardo I Cuor di Leone al ritorno dalla Terza Crociata, nel 1192, sia stato rinchiuso in questo castello.

Castello di Cecchignola a Roma
Un altro sito abitato da un castellano a Roma è il Castello della Cecchignola. Risale al periodo romano, rintracciabile nella base della torre principale, è stato proprietà del cardinale Bessarione e nel seicento della famiglia Borghese e poi Barberini. Lo ha comprato, ristrutturato il professore e architetto Dario Del Bufalo. Dopo tre anni di intensi restauri, curati da lui stesso, il castello è tornato ai fasti del passato mantenendo inalterate le caratteristiche architettoniche. Oggi, è sede di diverse associazioni culturali, di una biblioteca specializzata in arte lapidea e sede dell'Università dei Marmorari di Roma.

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