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Un tour in bicicletta sulle Dolomiti, di rifugio in rifugio

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DIARIO DI VIAGGIO

Un tour in bicicletta sulle Dolomiti, di rifugio in rifugio

Maratona Dles Dolomites
Maratona Dles Dolomites

L'Hotel Tabl di Corvara si definisce amico dei ciclisti, e tale si dimostra. Alla reception il personale mi saluta cordialmente agitando la mano, mentre spingo la mia bicicletta sul lussuoso tappeto verso l'ascensore.

Da queste parti sono abituati ai ciclisti, che arrivano per cimentarsi sulle famose salite del Giro d'Italia (che passato di qui e ha visto la vittoria del britannico Chris Froome), o per prendere parte alla Maratona delle Dolomiti, una delle pi importanti corse d'Europa per dilettanti. Sulle Dolomiti, per, c' ben altro che l'asfalto.

Sono venuto per sperimentare un nuovo percorso che utilizza le infrastrutture dello sci e dell'escursionismo – le seggiovie, i sentieri e i rifugi – per creare nuovi itinerari che consentono ai ciclisti di addentrarsi sulle alte montagne. Mentre siamo a colazione, il mio amico Ben e io facciamo la conoscenza della nostra guida: si chiama Andr Mersa, cresciuto quass, in un paesino a due chilometri dalla Val Badia, e ha i tipici polpacci ramati di chi trascorre la maggior parte delle sue estati a pedalare.

Inizieremo con un giro di una giornata attorno al massiccio del Sella, prima di partire per un itinerario di quattro giorni, fermandoci ogni notte in un rifugio di montagna diverso o in un alberghetto. Con un “okey” gridato da Andr, partiamo. Il circuito di 60 chilometri della Sella Ronda la principale attrazione della zona per gli sciatori, e le ovovie e le seggiovie si snodano attorno alle pendici pi basse della montagna. Ci portano in alto: da l scenderemo in bicicletta, sfrecciando su prati e pendici rocciose, scansando radici di alberi e percorrendo 4500 metri sempre in discesa, pi di quanto sia riuscito a macinare in bicicletta in un mese nel Regno Unito. Essendo uno che di solito sfiora il masochismo nello scalare le montagne in bicicletta alla vecchia e faticosa maniera, mi sembra che utilizzare le seggiovie sia un po' come imbrogliare. “Non ti preoccupare” mi rassicura Andr con uno sfavillio nello sguardo, “questa solo la fase di riscaldamento”. Le discese, in ogni caso, hanno le loro ripide difficolt.

Il panorama di Passo Sella

La mattina, quando ho ritirato la mia bicicletta in fibra di carbonio a noleggio, il proprietario del negozio Rossano Targhetta si lamentato dicendo che non c' molto da guadagnare a noleggiare mountain bike, perch purtroppo tendono a rompersi assai spesso. “Con gli sci tutto pi semplice”, dice. E quasi per dimostrare che ha ragione, poche ore dopo sono di ritorno da lui e gli indico la ruota posteriore che ondeggia facendo uno strano rumore. Se si eccettuano le rimostranze per le riparazioni, la mountain bike si va diffondendo sempre di pi e porta nuova vita in questi paesini le cui economie hanno sempre fatto affidamento perlopi sullo sci. “Sempre pi persone da queste parti percorrono i sentieri pedalando in mountain bike” dice Targhetta, e l'avvento delle mountain bike a pedalata elettrica assistita ha reso accessibile questo sport anche al ciclista improvvisato. Nel negozio di Targhetta, il noleggio delle cosiddette “ebike” ormai supera di gran lunga quello delle bici tradizionali. Sistemata la mia ruota posteriore, pedaliamo per otto chilometri fino alla bella cittadina alpina di San Cassiano per cenare nell' elegante pizzeria dell'albergo Rosa Alpina. Proprio l accanto, c' il loro ristorante a due stelle Michelin, ma purtroppo giorno di chiusura.

Da queste parti i locali nei quali si mangia molto bene non mancano: in Sud Tirolo ci sono ben 25 locali stellati, compreso il ristorante dell'Albergo La Perla di Corvara, gestito dall'eccentrico Ernesto Costa (immaginate un signore con cache-col, lederhosen e scarpe da corsa). Il nostro ristorante preferito risulter essere il ristorante da Aurelio: non ha stelle ed vicino ad Alleghe. Sulle sue accoglienti panche di legno spazzoliamo con grande gusto un filetto di cervo al tartufo, cos tenero che sembra fondersi in bocca, e cannelloni ripieni di ricotta cosparsi di nocciole tritate.

Il secondo giorno, di mattina, lasciamo i ristoranti e le seggiovie di Corvara e iniziamo il nostro tour che, di rifugio in rifugio, ci far attraversare le montagne. I rifugi sulle Dolomiti possono essere spartani ripari di montagna o alloggi dotati di tutti i comfort di un albergo a tre stelle. E il primo rifugio nel quale facciamo sosta, Utia de Brz, rientra sicuramente nella categoria di quelli confortevoli. Ci rallegriamo del lusso aggiuntivo del recapito dei nostri bagagli direttamente alla reception, perch niente attenua la gioia pura di pedalare in mountain bike pi di un bagaglio pesante. In terrazza, mentre sorseggiamo un Aperol spritz, studiamo con attenzione in alto la parete del Sas de Putia, e gli escursionisti che si fanno strada salendo verso il passo sotto la cima. Andr ci spiega che il giorno seguente percorreremo una parte dell'Alta Via 1, la pista ciclabile pi nota delle Dolomiti. Aggiunge anche che, in teoria, la maggior parte dei sentieri da trekking percorribile in mountain bike, ma indispensabile sapere quali sentieri scegliere perch alcuni sono scoscesi per le biciclette, mentre altri hanno alcuni tratti di via ferrata (con scale di metallo, stretti passaggi e cavi assicurati alla roccia).

Il giorno dopo, le conoscenze locali di Andr si rivelano subito, non appena ci guida gi lungo una scorciatoia nascosta e un sentiero pieno di curve e tornanti tra le foreste del Parco naturale Fanes. Uno dei sentieri si arrampica ripido attraverso i prati, mentre le famiglie tagliano il fieno nella luce intensa del mezzogiorno. “Non hai troppo caldo?” chiede Andr a una donna che avr come minimo 65 anni. Lei ribatte subito: “Se tu puoi pedalare in salita lungo questa altura, io posso tagliare il fieno!” Continuiamo a salire, pedalando lungo un torrente di pietre calcaree, e facciamo una sosta in cima alla valle per riempire le nostre borracce da una sorgente. Una mandria di mucche dagli occhi spalancati ci osserva, spintonando e facendo tintinnare i campanacci. Da l abbiamo una visuale diretta dell'ultima tappa della giornata, un tratto di sentiero su ghiaia, erto da tagliare le gambe, fino al rifugio in quota della Lavarella dove trascorreremo la notte. Questa volta la seggiovia non c', n c' ombra per ripararsi dal sole pomeridiano che picchia forte.

Il giorno seguente arriviamo ad Alleghe, una graziosa cittadina sulle sponde di un lago blu cobalto. Ad attenderci fuori dall'Hotel Alleghe c' un signore dai capelli bianchi e gli occhiali dalla montatura blu. Silvano Rudatis ha 71 anni, il proprietario dell'albergo e sar la nostra guida per la tratta clou del nostro itinerario, il giro di un remoto gruppo montuoso, le Pale di San Martino. Rudatis anche un appassionato sostenitore di ebike: “Una volta che la provi, non ne puoi pi fare a meno” ci dice mentre ci versa una birra nel bar del suo albergo, dalle pareti tappezzate di fotografie di escursioni sugli sci, in arrampicata e in bicicletta scattate nell'arco di una vita, intervallate da attrezzatura vintage da montagna. La ruota posteriore del mio amico stata vittima di una delle imperdonabili discese delle Dolomiti e, non avendo il tempo di ripararla, decide di collaudare una delle biciclette a pedalata assistita di Rudatis. Dalle previsioni del tempo sembra che ci dobbiamo aspettare dei temporali nel pomeriggio, e quindi Rudatis impaziente di partire: l'altopiano non certo il luogo ideale per farsi sorprendere dal brutto tempo. Saliamo in sella e iniziamo a pedalare, con la nostra guida che ci fa strada tutto scoppiettante di energia, e la sua bicicletta dalle ruote grosse e un campanaccio in miniatura appeso al manubrio.

Presto scopro che cosa significa essere l'unico del gruppo a non montare una ebike: mentre gli altri scivolano senza sforzo apparente lungo la prima ripida salita, io resto indietro, pedalo a tutta velocit nella loro scia, ma invano. Non posso che rallegrarmi dell'ovovia che pi tardi ci porta mille metri pi in alto, fino al Rifugio Rosetta, nella foschia vorticosa delle Pale di San Martino. Scendiamo dall'ovovia in quello che ci sembra un mondo completamente diverso, a duemilasettecento metri tra le nuvole, una distesa lunare della pi pallida roccia dolomitica. Ben presto ci ritroviamo soli in quel panorama, e l'unico altro segnale di vita alpina un gracchio che ci sorvola tra le spesse nuvole. L'altopiano famigerato per la sua nebbia densa, spiega Rudatis, e mentre proseguiamo nella foschia capisco a che cosa serva il suo campanaccio. I pericoli non mancano: nella roccia davanti a noi stato scavato un tratto di sentiero militare, che in alcuni punti stretto appena un metro. Quando dalla sommit della montagna piomba gi il primo rombo di un tuono, accelero lungo la cengia, e cerco di ignorare, senza riuscirci, le gocce d'acqua sempre pi grosse alla mia sinistra. Dopo un minuto – forse pi – di intensa concentrazione, raggiungiamo il sentiero sottostante molto pi largo, e tiriamo un sospiro di sollievo.

Adesso possiamo lasciare andare i freni e scendere in assoluta libert, sfrecciando e lanciandoci a precipizio di tornante in tornante, mentre la pioggia a cascata prosegue. Ci ritroviamo nella lussureggiante vallata sottostante, con le orecchie che si stappano e fra sorrisi di adrenalina pura. Penso che questa sia la pi lunga discesa di montagna percorsa in bicicletta di tutta la mia vita. Rientrati in albergo, Rudatis torna al suo ruolo consueto, dietro il bancone del bar. “Vedi”, mi dice ridendo mentre mi affloscio su uno sgabello, “con la bicicletta a pedalata assistita non sono stanco!”. Raccolgo le energie residue per dirgli quanto sia fortunato ad avere queste magnifiche montagne proprio fuori dalla porta di casa, e lui commenta: “Tutti dovrebbero vedere le Pale di San Martino, almeno una volta nella loro vita”. E, se posso, aggiungerei che dovrebbero percorrerle in bicicletta.

Copyright The Financial Times Limited 2018
Traduzione di Anna Bissanti

Informazioni
Tom Allan stato ospite di Dolomite Mountains, che offre un giro guidato privato di sei notti a partire da 3960 euro per due persone, comprendente trasferimenti, noleggio biciclette e cene nei ristoranti citati. Il noleggio della bicicletta dello scrittore stato offerto da Sport Kostner a Corvara.

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