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Diario di viaggio: il racconto della Mille Miglia 2018

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GRANDI EVENTI

Diario di viaggio: il racconto della Mille Miglia 2018

“Motore”. Non è l'inizio di un film o di una serie televisiva ma sono le urla dei bambini che ci hanno accolto in Piazza del Campo a Siena durante la terza tappa della 1000 Miglia 2018. Ed è solo uno dei momenti di entusiasmo e calore che abbiamo vissuto nei quattro giorni che ci hanno portato da Brescia a Cervia-Milano Marittima per poi raggiungere la Capitale e risalire verso Parma alla volta di Brescia, passando prima per Milano, Arese e l'Autodromo di Monza.

Negli oltre 1700 chilometri percorsi abbiamo respirato il profumo d'Italia e l'entusiasmo degli italiani (e non solo) verso il mondo dei motori, con auto storiche e moderne. Alla 1000 Miglia possono iscriversi gli esemplari prodotti dagli anni Venti agli anni Cinquanta ma al seguito ci sono stati numerosi altri veicoli, tra cui anche la Porsche 911 carrera 4 Gts Cabrio con cui abbiamo partecipato alla manifestazione e respirato l'atmosfera della 1000 Miglia.

La partenza da Brescia è stata mercoledì 16 maggio per raggiungere in serata Cervia-Milano Marittima dopo aver percorso 324,12 chilometri. Il primo tratto sulla strada statale è stato una vera sorpresa: fiumi di persone di ogni età e genere accorsi a veder passare le auto incitando a dare gas e far sentire il rombo dei motori. Questo è stato il primo impatto con la 1000 Miglia. Strada facendo, siamo passati per Desenzano, Sirmione, Valeggio s/M, Mantova, Ferrara per poi raggiungere Comacchio, Ravenna e Cervia-Milano Marittima, dove una folla di gente attendeva l'arrivo delle auto. Giovedì 17 alle 6.30 è partita la prima auto in direzione Roma.

La tappa prevedeva un percorso di 567,54 chilometri con passaggi molto suggestivi, come Pesaro, San Marino, Sansepolcro, Arezzo, Cortona, Orvieto, Amelia per giungere in serata alla Capitale. Anche qui tanto entusiasmo e calore da parte del pubblico. Venerdì 18 partenza direzione Parma. Sempre alle prime ore del mattino, la prima auto ha lasciato la Città Eterna per affrontare la tappa più lunga di questa quattro giorni, con 589,12 chilometri. Abbiamo attraversato il Lazio, la Toscana per giungere in Emilia-Romagna passando per una parte di Liguria.

Le città toccate sono state Ronciglione, Viterbo, Radicofani, Siena, Monteriggioni, Poggibonsi, San Miniato, Lucca, Pietrasanta, Sarzana e, finalmente, Parma. Un tratto molto bello di questa tappa è stato il passaggio sul Passo della Cisa, da noi fatto in notturna. Una strada abbastanza larga con tratti più stretti e guidati che merita davvero di essere percorsa.

A Parma un'accoglienza originale, con gli ultra del Parma che festeggiavano la promozione in serie A, due feste in una! Sabato 19 è stato il momento del rientro su Brescia. Anche qui il percorso di 319,92 chilometri prevedeva il passaggio per alcune delle località più iconiche d'Italia. Siamo stati accolti dal calore di Salsomaggiore, Piacenza, Lodi e poi, passaggio sotto la Madonnina del Duomo di Milano, dove l'atmosfera è stata un po' fredda, come il tempo.

A quel punto, tappa ad Arese, dove Alfa Romeo ha festeggiato i 90 anni dalla prima vittoria alla Mille Miglia aprendo le porte del Museo e della pista che ha visto la disputa di alcune prove cronometrate. A quel punto, è stato il momento di andare nel tempio della velocità: il Circuito di Monza. Tante le persone accorse in autodromo tutte accomunate dalla passione per i motori e dalla voglia di vedere auto da museo transitare sull'asfalto brianzolo. Infine, la carovana si è diretta a Brescia, passando per Bergamo e altri paesini, tra cui Chiari e Ospitaletto.

È stato persino un peccato dover lasciare questi piccoli paesi per giungere all'arrivo a Brescia. Anche qui tante le persone ad attenderci ma con un fare più pacato. Un viaggio per l'Italia ma soprattutto tra la gente e l'entusiasmo per le auto e i motori che non potrà mai cambiare nel tempo. All'inizio siamo rimasti stupiti dalle persone ai bordi delle strade già presenti al mercoledì pomeriggio poi però abbiamo capito quanto il passaggio di queste auto fosse sentito, è stata una grade festa. A incroci e rotonde erano presenti gruppi di persone a dare indicazioni sul percorso da seguire, come a dire “anch'io faccio parte delle Mille Miglia e do’ il mio contributo ed entusiasmo per i motori”. Strano a dirsi in un'epoca in cui si parla di automazione ed elettrificazione ma l'auto classica, stando a quanto visto, non tramonterà mai e i motori sembrano quel fil rouge che mettono tutti d'accordo, facendo diventare l'Italia una nazione unita.

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