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Viaggio ad Amsterdam con adolescente

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DIARIO DI VIAGGIO

Viaggio ad Amsterdam con adolescente

Quest'anno le vacanze di famiglia le ha decise nostra figlia adolescente. Data l'età, non è difficile intuire la destinazione proposta: Amsterdam. Va bene. Anche se è la terza volta nella città e la quarta in Olanda, e pur non avendo visto ancora molte città europee, approviamo con entusiasmo, garantendoci in cambio la sua complicità durante il viaggio.

Quando si viaggia con un adolescente, bisogna stabilire, insieme e prima della partenza, alcune regole. Le nostre si possono sintetizzare in quattro punti: mai più di due ore al museo, un po' di shopping, un po' di tempo da soli e stare alla larga dai coffee shop.

I musei di Amsterdam difficilmente annoiano. Sanno raccontare storie, accompagnare nei percorsi, coinvolgere durante la visita. Non è facile, per esempio, spiegare una psicologia complessa come quella di Vincent Van Gogh , eppure si intuisce l'evoluzione del malessere dell'artista fino alla follia, il contesto famigliare, il rapporto fondamentale con il fratello Theo, che lo ha consegnato ufficialmente alla Storia dell'arte. Ci sarebbe da passare ore e ore in quelle sale dove è raccolta la più grande collezione di quadri e lettere, altrettanto numerose. Genitori avvinti, adolescente meno, ma i Corvi e i Mangiatori di patate se li ricorderà. (Consiglio: prenotate i biglietti online, per dimezzare i tempi d'attesa in coda, sempre estenuante).

Più coinvolgente è stata la visita alla casa di Anna Frank. Perché? «Avendo letto il libro, ho riconosciuto i luoghi di cui parlava. Aveva quasi la mia età. Immagino come si sentisse a stare nascosta in una casa, senza poter mai uscire, stare all'aperto, incontrare i suoi amici…Deve essere stato orribile». Di mostre ne abbiamo viste tante.

La casa-studio di Rembrandt , il museo della fotografia FOAM, il Museo ebraico con la mostra su Amy Whinehouse, il museo del cinema Eye, il Museo dei Canali . Quest'ultimo è un esempio di come dovrebbe essere un'esposizione chiara e sintetica (la visita dura 40 minuti): un racconto multimediale e vocale del progetto di ampliamento di Amsterdam alla fine del Seicento, con un sistema di canali che caratterizzano ancora oggi la sua struttura urbanistica. Esci che hai capito tutto.

Non ci siamo fatti mancare le birre ghiacciate al pub, le pause dolci ai cafè (carinissimo Droog, in centro, con un appartamento di design in affitto sopra), le cene al Seafood Bar, con aragosta e plateau royale, lo shopping chic nelle Nove Vie, e quello vintage al De Pejip, un quartiere bohemien con piccoli negozi indipendenti e il lunghissimo mercato Albert Cuyp: 300 bancarelle tra cibo, abbigliamento, scarpe.

Sul volo di ritorno, chiedo a mia figlia di dirmi a bruciapelo la cosa che le è piaciuta di più: «Waterlooplein, il mercatino delle pulci; ho trovato tanti regali per i miei amici, porta tabacco, cartine aromatizzate, anelli, orecchini, piccole cose che costavano poco. Mi è piaciuto anche girare per la città, dove ho imparato a orientarmi presto, e scoprire com'è facile conoscere nuove persone». Devo aggiungere che per la prima volta all'estero, mia figlia si è mossa anche senza di noi, prendendo i mezzi e la bicicletta proprio come a Milano. A un certo punto arriva un sms: «Mamma, è successa una cosa bellissima». Quando ci ritroviamo ci racconta che un giovane austriaco, figlio di uno degli ambulanti di Waterlooplein, l'ha invitata a uscire la sera.

Eccolo lì l'imprevisto inimmaginato.

E ora come ci comportiamo? Con mio marito ci consultiamo e alla fine, a malincuore devo ammettere, acconsentiamo a un paio di ore, a patto di avere un recapito telefonico dello sconosciuto e bellissimo sconosciuto. Grazie al cielo, mi sono risparmiata il patema, perché l'appuntamento è saltato, e non per colpa dei genitori. Ora però sappiamo, anzi ne siamo certi, che la situazione potrebbe riverificarsi, ed è dunque impellente escogitare una tattica per lasciare la libertà vigilata, o esercitare il controllo a distanza ed eventualmente intervenire prontamente. Provate a mettervi nei nostri panni: vostra figlia vuole assolutamente uscire con uno sconosciuto in una città straniera! Non è facile, garantisco.

Coffe shop e Red Light district

Una cosa che ha lasciato allibita la fanciulla, scientificamente istruita su fumo e droghe e relativi rischi, è la disinvoltura con cui si vendono e si usano ad Amsterdam. Avrebbe voluto almeno entrare in un coffee shop. Ma, cosa che ci ha rassicurato e reso felici per la serietà, chi li gestisce è tassativo sull'età d'ingresso: 18 anni da dimostrare con carta d'identità alla mano; non valgono documenti fotografati, né altro genere di deroghe, genitore d'accompagnamento incluso. Non c'è da scandalizzarsi. Amsterdam è anche Red Light District, con le signorine seminude in vetrina e decine di sexy shop. A dire il vero, non c'erano tante famiglie con ragazzi in giro per il quartiere, ma che importa?

La libera circolazione di tutto ciò che da noi è scandaloso o proibito è ciò che rende Amsterdam una città attraente per i giovani (e immaginate il numero di italiani). Addentrarsi in questi mondi peccaminosi è un'occasione per osservarli, per parlare di temi spesso taciuti e di una cultura più aperta della nostra, antiproibizionista. D'altra parte Amsterdam vanta 22 anni di Gay Pride e i 17 anni di matrimoni omosessuali, un traguardo che in Italia è stato raggiunto meno di 2 anni fa. Ma alla fine, a cosa serve viaggiare, soprattutto con i figli, se non a conoscere realtà nuove, e comunque diverse?

Dormire
Per un adolescente è importante stare con altri ragazzi. Ha bisogno di stare in ambienti dinamico, con ragazzi della sua età. Come suggerisce il nome stesso gli Student Hotel sono pensati partendo proprio dalle esigenze dei giovani, ma hanno comfort e cura dei dettagli, come pretendono gli adulti. Ad Amsterdam ce ne sono due. Altra idea per avvincere il ribelle adolescente alla vacanza con i genitori, è portare un amico, così, in due, non si annoiano e fanno squadra per conoscere nuove persone. Ovviamente bisogna prevedere una camera in più, e i costi salgono! Il Novotel Amsterdam City va incontro alle famiglie, offrendo il 50% di sconto sulla seconda camera.

Consiglio
Munitevi di City Card, che per 24, 48, 72 o 96 ore permette di usare i mezzi pubblici, entrare in gran parte dei musei e ottenere sconti per mostre e ristoranti. Si acquista all'ufficio del turismo all'aeroporto o alla stazione dei treni. Questa e molte altre informazioni sulla città, anche in italiano, si trovano sul sito.

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