Norme e Tributi
SPECIALE
Gianni Agnelli e "roi Michel",
una passione infinita

Le più grandi passioni sportive di Gianni Agnelli sono state il calcio e la Juventus. Della squadra l'Avvocato si occupò nella sua vita non solo come appassionato del pallone e tifoso, ma anche come amministratore (fu presidente dal 1947 al 1954). La Juventus insomma, per Gianni Agnelli, non fu mai un passatempo.

La scintilla risale al settembre del 1925, quando il padre, Edoardo, lo accompagnò al campo di corso Marsiglia. L'Avvocato non aveva ancora 5 anni. Fu subito amore. Dopo aver abbandonato la carica di presidente effettivo, fu presidente onorario e solo quando la conduzione della società passò al fratello minore Umberto, egli fu (apparentemente) un "semplice tifoso": semplice, come lo può essere un Agnelli, nella buona e nella cattiva sorte. Un giorno, un cronista gli chiese: "Avvocato, vinca la Juve o vinca il migliore?" Rispose, orgoglioso: "Sono fortunato, spesso le due cose coincidono".

Le sue frasi celebri. L' avvocato Agnelli divenne famoso, nel corso degli anni, anche per i suoi commenti, le sue frasi, le sue dichiarazioni, a volte lapidarie, sui giocatori che, per periodi più o meno lunghi, militarono nella Juventus. Eccone alcune:

Michel Platini. L'Avvocato fu sempre un grande ammiratore di Michel Platini, forse il giocatore che ha più lodato, ammirato e con il quale andava più d'accordo anche sul piano "umano".

4 dicembre 1993: ''Baggio ha una classe infinita, la Juventus dipende dai suoi gol e da quelli di Moeller, ma Platini era Platini''.

20 giugno 1995 (quarantesimo compleanno di Platini): ''Di fuoriclasse stranieri alla Juventus ne sono passati tanti. Io ricordo negli anni Cinquanta i due Hansen e Praest, poi alla fine dei Cinquanta e negli anni Sessanta Sivori e Charles: tutti diversi fra di loro, ma tutti grandi. Platini però era ancora qualche cosa di più, forse anche perché ha giocato in un calcio che era diventato più difficile, più duro, più veloce''. ''Era completo - aggiunse Agnelli in quell'occasione - fortissimo in tutti i ruoli: da centrocampista come da punta. In cinque anni alla Juventus ha segnato 100 reti. Come lui, forse solo Valentino Mazzola e Di Stefano. E' stato veramente speciale. Gli faccio molti auguri e un rimprovero: ha smesso troppo presto''.

Alla domanda "Che cosa le rende più felice la vita?", i cronisti si sentirono una volta rispondere: "Veder giocare Platini per dieci minuti". Il calciatore avrebbe potuto finire all'Inter, ma la Vecchia Signora era stata più decisa e rapida a portarselo a Torino. Giusto perché l'Avvocato potesse vantarsi: "Platini è venuto alla Juve per un pezzo di pane, poi lui ci ha messo il foie gras".

Zinedine Zidane
"Zidane ci mancherà, ma era più divertente che utile".
"Zidane lo abbiamo preso perchè ci farà vendere molte auto a Marsiglia e in Algeria".

Roberto Baggio
30 giugno 1994 (durante il mondiale): “L’ho visto in tv prima della partita contro il Messico: sembra un coniglio bagnato”.
"Baggio è il più grande giocatorino che abbia mai visto".

Alessandro Del Piero

"Se Baggio è Raffaello, Del Piero è Pinturicchio".
"Non prenderemo più piccoletti. Dalla tribuna non si vedono".
12 agosto 2001: Gianni Agnelli risolse il dubbio dell’estate in casa Juventus dicendo: «Come va Del Piero? Si deve svegliare un po’, in qualunque posizione giochi».

Sulla Juventus in generale
30 ottobre 1997: Enzo Biagi: ''Il famoso pentito
Buscetta mi ha detto di dirle che è un tifoso della Juventus''.
Avvocato Agnelli: ''Se avrà occasione di rivederlo gli dica che
è l' unica cosa di cui non dovrà pentirsi'' (intervista rilasciata a Biagi).

Agnelli e la vela
L'altra grande passione di Gianni Agnelli è la vela.
Stealth (Segreto) è lo sloop di Gianni Agnelli.
È stato disegnato dal progettista argentino German Frers ed è stato costruito in carbonio dal cantiere inglese Green Marine.
Varato nel 1996, Stealth è lungo 28 metri, pesa 29 tonnellate ed è rigorosamente nero, scafo e vele.
È costato 20 miliardi, lo manovra un equipaggio di 16 persone.
Stealth è una delle barche a vela più veloci del mondo: dal 1998 detiene il record di traversata del Mediterraneo, da Marsiglia a Sidi Bou Said, in 29 ore, 2 minuti e 26 secondi.

La Coppa America spiegata agli italiani
La Coppa America è una delle più antiche e prestigiose competizioni veliche del mondo (la prima edizione è del 1851), ma la storia delle partecipazioni italiane in America's Cup inizia nelle acque di Newport nel 1983 con l'indimenticabile Azzurra, messa in acqua dallo Yacht Club Costa Smeralda e progettata da Andrea Vallicelli. Del "Consorzio Azzurra" faceva parte anche Gianni Agnelli, che riuscì a convincere anche numerosi altri industriali a fornire supporto (e finanziamenti) per la sfida.
Con Mauro Pelaschier al timone e Cino Ricci come skipper Azzurra si comportò assai onorevolmente, tenuto conto che si trattò di un esordio assoluto.
Gli italiani che l'anno prima avevano provato la gioia di una vittoria ai mondiali di calcio vissero l'avventura di Azzurra con grande entusiasmo e passione. Alla fine su sette imbarcazioni sfidanti Azzurra arrivò terza, ma moltissimi italiani, da allora, grazie anche all'entusiasmo che ci mise Agnelli, sanno cos'è l'America's Cup.

Agnelli e lo sci
Gianni Agnelli ha sempre amato molto sciare, sia sugli impianti di Sestriere, sia praticando l'eliski (escursioni in elicottero sulle Alpi). Sugli sci si è procurato numerosi incidenti e fratture, ma fino a poco tempo fa non rinunciava alle piste. La sua passione per gli sport invernali è testimoniata anche dal fatto che Agnelli è stato presidente onorario del comitato organizzatore dei Giochi Olimpici invernali di Torino 2006.

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