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Finanza e Mercati
INVESTIMENTI RESPONSABILI
21 settembre 2003
Boom di natalità per i fondi etici:
una crescita dell'80% in due anni

Solo poco più di tre anni fa erano sconosciuti, oggi i fondi etici stanno diventando un asset sempre più importante nell'industria del risparmio gestito. Gli scandali finanziari di società Usa ed europee, la guerra in Irak, i problemi ambientali sono solo alcune delle motivazioni che spingono i risparmiatori a puntare su questa categoria. Esigenza alla quale le società di gestione rispondono sfornando nuovi fondi. Ecco perché l'aumento del numero dei fondi etici offerti sul mercato negli ultimi due anni sfiora l'80 per cento. Gli asset a fine 2002 hanno toccato quota 15.487 milioni di €, in crescita del 16,27% sul 2001, e il trend non si è arrestato nel 2003. Solo in Italia negli ultimi nove mesi sono stati lanciati sette nuovi fondi. Alla crescita di interesse e di richiesta corrisponde anche l'evoluzione dei fondi stessi.

Un tempo basati quasi unicamente sulla filosofia dell'esclusione, ossia evitare di avere in portafoglio aziende legate a business come l'alcol, le armi o la pornografia, oggi i fondi etici puntano a un'attenta analisi delle società, prendendo in esame una serie di fattori legati alla trasparenza aziendale, ai buoni rapporti con i sindacati e così via. «Abbiamo iniziato a collocare fondi etici il 18 febbraio di quest'anno - dice Luca Mattiazzi, direttore di Etica Sgr, società controllata dalla Banca Popolare Etica e partecipata da Banca Popolare di Milano, da Iccrea Holding e dalla Banca Popolare di Sondrio -. Abbiamo raccolto un patrimonio di 90 milioni suddiviso su tre fondi etici: uno azionario bilanciato, uno monetario e, infine, uno obbligazionario misto.

Siamo arrivati in un momento in cui il mercato si è evoluto e ci troviamo di fronte i fondi etici di quarta generazione». Mattiazzi sottolinea che dal lancio dei primi fondi etici, nati sul modello americano e basati sull'esclusione, oggi si è passati a fondi che puntano su società scelte in base a criteri positivi (per esempio aziende che si occupano di energia solare o che sono attente alla salvaguardia dell'ambiente) o addirittura aziende che brillano per fattori legati alle responsabilità interne, come i rapporti con i sindacati o con altre associazioni che tutelano i lavoratori. «Ecco perché Etica Sgr mantiene un rapporto diretto con i cosiddetti portatori di interesse (sindacati, associazioni per la tutela dei diritti umani o dell'ambiente) - afferma Mattiazzi -. In questo modo conosciamo in maniera tempestiva e approfondita tutte le problematiche interne all'azienda sotto esame». Ma quali sono i titoli ammessi in portafoglio?

Etica Sgr ha scelto Merloni, Bmw, Nokia, Tesco e Canon, tutte società che rispondono ai criteri etici. Anche il concetto di eticità si sta evolvendo. È recente la divisione tra business dei superalcolici, non etici, e vino e birra, che invece sono visti di buon occhio. «Al di là delle esclusioni tipiche di alcuni settori, come tabacco, pornografia e armamenti, la nostra filosofia ci spinge a valutare i singoli settori e all'interno i comportamenti aziendali - sostiene Marcello Calabrò, segretario del comitato etici di Pioneer Investments, la Sgr del gruppo Unicredito -. Per questo è in corso un importante dibattito sul settore energetico che prende in esame tutte le fonti di energia, compreso il nucleare, per analizzarne i fattori critici e i comportamenti aziendali che minimizzano i fattori negativi».

In futuro sarà molto importante avere dei criteri etici universalmente riconosciuti da applicare alla selezione dei titoli. «Ora non c'è una filosofia unica nella scelta delle aziende - continua Calabrò - quindi non ci sono garanzie che un fondo sia etico veramente. Per questo motivo Eurosif (forum che raduna le società attive negli investimenti etici, ndr) si sta adoperando per stabilire le linee guida di trasparenza affinché i fondi etici lo siano davvero. Si tratta di definire un certificato pan-europeo, e non solo. Si prevede anche di dare maggiori informazioni ai sottoscrittori sui criteri di selezione dei titoli, sul comitato etico, e sulle scelte del gestore, qualora dovesse scoprire uno scandalo».

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