CONGEDO
9 gennaio 2004
L'addio a Norberto Bobbio

E' morto all'età di 94 anni il filosofo Norberto Bobbio. Era nato il 18 ottobre 1909 a Torino, dove si era laureato in legge e filosofia. Professore universitario, Bobbio era stato nominato senatore a vita il 18 luglio 1984. Dallo scorso 27 dicembre era ricoverato all'ospedale torinese delle Molinette a causa di una crisi respiratoria e in questi ultimi giorni alternava momenti di lucidità ad altri di torpore. Due mesi fa nella sua casa di via Sacchi il sindaco di Torino Sergio Chiamparino gli aveva consegnato il sigillo della città come «riconoscimento dell'impegno politico, della passione civile e del contributo alla riflessione storica e culturale».

La formazione culturale e l'impegno politico
Le opere
Un maestro vissuto controcorrente
di Andrea Casalegno
L'amore del dubbio
di Valerio Zanone



La formazione culturale e l'impegno politico.
Norberto Bobbio, figlio di un medico-chirurgo originario di Alessandria, compie suoi studi a Torino quando il capoluogo piemontese vive un periodo di grande elaborazione culturale e politica. Al Liceo Massimo D'Azeglio conosce Vittorio Foa, Leone Ginzburg, Cesare Pavese. All'università diventa amico di Alessandro Galante Garrone. Dopo aver studiato filosofia del diritto con Solari, insegna questa disciplina a Camerino (1935-38), Siena (1938-40) e Padova (1940-48). Il suo peregrinare per l'Italia lo porta a frequentare vari gruppi di antifascisti. A Camerino conosce Aldo Capitini e Guido Calogero e comincia a frequentare le riunioni del movimento liberalsocialista. Collabora anche con il gruppo torinese di Giustizia e Libertà, con Foa, Leone e Natalia Ginzburg, Franco Antonicelli, Massimo Mila.

Successivamente, nel 1942, aderisce al Partito d'azione. A Padova, collabora con la Resistenza, frequentando Giancarlo Tonolo e Silvio Trentin. Viene arrestato nel 1943. Nel dopoguerra, insegna Filosofia del diritto all'Università di Torino (1948-72) e Filosofia della politica, ancora a Torino, dal 1972 al 1979, diventandone poi professore emerito. La scelta di non essere protagonista della vita politica attiva non ha però mai impedito a Bobbio di essere presente e partecipe, anzi punto di riferimento nel dibattito intellettuale e politico dell'ultimo trentennio.

Nel 1966 sostiene il processo di unificazione tra socialisti e socialdemocratici. Nel 1984, il filosofo apre una forte polemica con la "democrazia dell'applauso" varata da Craxi nel congresso del Psi di Verona. Sempre nel 1984 viene nominato senatore a vita dal presidente della Repubblica Sandro Pertini. Bobbia ha avuto la laurea "ad honorem" nelle Università di Parigi, Buenos Aires, Madrid (Complutense), di Bologna è Chambéry. È stato a lungo anche direttore della «Rivista di filosofia», insieme con Nicola Abbagnano.

Le opere pubblicate
1944 La filosofia del decadentismo
1950 Scienza del diritto e analisi del linguaggio, in: U. Scarpelli (a cura di), Diritto e analisi del linguaggio
1950 Teoria della scienza giuridica
1955 Politica e cultura
1955 Studi sulla teoria generale del diritto
1958 Teoria della norma giuridica
1960 Teoria dell'ordinamento giuridico
1964 Italia civile
1965 Da Hobbes a Marx
1965 Giusnaturalismo e positivismo giuridico
1969 Profilo ideologico del Novecento, in: E. Cecchi, N. Sapegno (a cura di), Storia della letteratura italiana.
1969 Saggi sulla scienza politica in Italia
1970 Studi per una teoria generale del diritto
1971 Una filosofia militante. Studi su C. Cattaneo
1973 La cultura e il fascismo
in: G. Guazza (a cura di), Fascismo e società italiana
1976 Quale socialismo?
1978 Dalla struttura alla funzione
1978 Il problema della guerra e le vie della pace
1994 Destra e sinistra
1995 Bibliografia degli scritti: 1934-1993
1996 De Senectute, Einaudi
1997 Dal fascismo alla democrazia; Né con Marx né contro Marx
1998 Elogio della mitezza
1999 Autobiografia; Teoria generale della politica
2000 Saggi su Umberto Campagnolo
2001 Dialogo intorno alla repubblica; Il dubbio e la scelta; Intellettuali e potere nella società contemporanea
2002 Trent'anni di storia della cultura a Torino (1920-1950); La mia Italia