L’Eurispes ha presentato oggi un contro-paniere per il calcolo dell’inflazione. Risultato: le famiglie italiane che contano solo sul proprio reddito non arrivano alla fine del mese, se non con l’aiuto dei nonni. “Ci siamo accorti che anche con due redditi - spiega Gian Maria Fara, presidente dell’Eurispes – che le famiglie non riescono ad arrivare a fine mese. Siamo convinti della assoluta scientificità del nostro impegno. Il nostro paniere ha una pesatura diversa da quella dell'Istat perché dà maggior spazio a voci che riteniamo importanti ma sottovalutate”.
L’Eurispes ha identificato la famiglia di riferimento in una coppia relativamente giovane (38 anni lui e 30 lei), con due figli, un maschio di 8 anni e una femmina di 6. E’ una famiglia che vive con stile spartano, con i due genitori che lavorano a tempo pieno, con una vita dignitosa, ma cercando di fare economia su tutte le voci di bilancio, in particolare su svaghi e divertimenti. Il costo mensile della vita per una famiglia di 4 persone è di 36.529,39 euro all’anno, 3.044 euro al mese.
“La validità di questo paniere - spiegano all’Eurispes – risiede innanzitutto nel fatto che è rappresentativo di una famiglia che dispone di soli redditi da lavoro. Si tratta, a nostro avviso, del paniere più corretto a rappresentare l’andamento dei prezzi per il calcolo delle variazioni salariali automatiche e per la definizione del tasso di inflazione programmata da applicare ai contratti collettivi”. La famiglia Eurispes, a differenza da quella Istat, ha un reddito medio pro capite molto più basso di quello medio italiano su cui si basa il paniere Istat, che tiene conto del reddito complessivo disponibile di tutte le famiglie italiane.
Le differenze con l’Istat
Nel paniere Eurispes, 341 voci contro le 207 Istat, non compaiono sigarette estere, servizi domestici, garage, noleggio di automobili, taxi, trasporto aereo, imbarcazioni, alimenti e servizi per animali, manifestazioni sportive, luna park, stabilimenti balneari, discoteche, lotterie e scommesse, libri non scolastici, alberghi, oreficeria, orologi, valigeria, servizi bancari. La seconda differenza riguarda i consumi che fanno parte del paniere Istat: bar, ristoranti, cinema, teatri che la famiglia tipo Eurispes può permettersi di rado. La terza è che la famiglia tipo paghi l’affitto o il mutuo di casa.
Nel paniere Istat, inoltre, le voci sono ordinate in base a un criterio merceologico, mentre quelle Eurispes secondo le esigenze della famiglia e le logiche del bilancio familiare. Le voci che hanno maggior peso sono quelle relative a casa-affitto e spese correnti (27,17%), alimentari (27,14%), abbigliamento (10,56%) e trasporti (8,7 per cento).
Le spese della famiglia tipo
L’Eurispes ha collocato la famiglia tipo in dieci contesti diversi: Roma, Torino, Genova, Treviso, Bologna, San Benedetto del Tronto, Capodimonte (Viterbo), Caserta, Cosenza e Noci (Bari).
Le spese della casa vanno da un minimo di 813 euro a Capodimonte a un massimo di 1.516 a Bologna (la causa è da ricercarsi nel costo dell’affitto). L’assicurazione auto e i trasporti pubblici incidono per dai 334 euro a Caserta e ai 249 euro di Noci. Sul fronte dell’alimentazione aggiungendo alle spese correnti quelle di compleanni, Natale, Capodanno e Pasqua di ottengono valori annui che oscillano fra 12.129 euro e 8.972,64 euro.