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Tecnologia e Business
PROPRIETÀ intellettualE
6 luglio 2005
No al brevetto software

Si ferma il percorso sulla brevettabilità del software. L'aula di Strasburgo, riunita in sessione plenaria, ha bocciato con 648 voti contrari la controversa proposta di direttiva sulla brevettabilitá dei software (Computer-Implemented Inventions directive), adottata dalla commissione giuridica dell'Europarlamento. La decisione segna dunque la sconfitta di major dell’informatica e delle tlc come Microsoft, Sap e Nokia e segna la vittoria di giganti come Sun e di primi attori del mondo Open Source come Red Hat. La relazione del socialista Michel Rocard, chiedeva che il software di base fosse protetto quando un brevetto viene concesso ad un’invenzione attuata con un computer. Il testo, frutto dell'intesa tra Consiglio e Commissione europea, è stato respinto dunque a larga maggioranza, in seconda lettura, imponendo così di ripartire da zero con l'intera procedura. La commissione giuridica raccomandava in sostanza, di non modificare il testo proposto dal Consiglio nella posizione comune, sul quale la delegazione italiana si era astenuta. Il rigetto della "posizione comune" del Consiglio Ue da parte dell'Assemblea è stato accolto con un grande applauso da parte degli eurodeputati, e spiegato dal relatore, Michel Rocard, come un messaggio "di collera collettiva" inviato dall'Europarlamento alla Commissione europea per "il modo inammissibile in cui siamo stati trattati, con il disprezzo totale verso gli emendamenti approvati in prima lettura, l'assenza dei commissari durante l'elaborazione degli emendamenti della seconda lettura e il tentativo di impedire anche il dibattito tra i governi" su questa questione. Il veto del Parlamento europeo significa la fine del cammino legislativo della proposta di direttiva, in virtù di quanto previsto dalla procedura di codecisione. La Commissione europea, che fino alla vigilia del voto di Strasburgo, aveva affermato di non voler presentare una nuova proposta di direttiva sulla brevettabilità dei software, subito dopo la bocciatura della direttiva ha dichiarato in aula, per bocca del responsabile delle relazioni esterne, Benita Ferrero Waldner, di essere disponibile a discutere con il Parlamento europeo un'eventuale nuova proposta generale sul brevetto europeo, che però non riguarderebbe più il solo settore informatico. I sostenitori dei software open source, tra i quali figurano piccole imprese ma anche giganti come Sun, auspicano che i brevetti siano limitati alle invenzioni stesse, lasciando i software di base senza protezione e dunque a disposizione di altri utenti. I grandi dell’informatica, risultati oggi perdenti con il no dell'aula, sostengono da sempre un sistema di brevetti che protegga l'invenzione che utilizza dei programmi informatici, ma anche gli stessi programmi. .

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