prezzi e tariffe
10 agosto 2005
Per il caro-petrolio scatta la corsa ai rincari

Rischio stangata. L'onda lunga del caro petrolio si rovescia sull'economia italiana, innescando una spirale di aumenti nei settori più disparati, dall'industria ai servizi. Nei trasporti sale la tensione tra le compagnie aeree per i costi alle stelle del carburante, mentre anche gli autotrasportatori lanciano l'allarme gasolio. Per le tariffe elettriche e del gas si prospettano nuovi rincari, già dal prossimo 1° ottobre. Un salasso in piena regola, che si abbatterà pesantemente non solo sui conti delle imprese ma anche sui bilanci delle famiglie.

Energia. Tariffe elettriche e del gas prendono a riferimento, rispettivamente, i prezzi medi petroliferi dei sette e dei 10 mesi precedenti. Secondo gli esperti, visti i nuovi record messi a segno dal petrolio in questi giorni, c'è da attendersi un aumento delle tariffe dell'energia almeno fino al 1° aprile del 2006. Davide Tabarelli, direttore del Rie di Bologna (Ricerche industriali ed energetiche), stima per le tariffe elettriche un incremento del 3% circa rispetto al valore attuale e del 4% circa per il gas a partire dal 1° ottobre. L'effetto petrolio continuerà a pesare anche nei mesi a venire e così, dal 1° gennaio 2006, le tariffe di elettricità e gas potrebbero subire un ulteriore ritocco all'insù nell'ordine del 2-3 per cento. Tabarelli prevede poi nuovi aumenti a partire dal 1° aprile 2004. E va considerato che da inizio 2005 a oggi il prezzo dell'energia ha già subito una crescita media del 6-7 per cento. Una corsa senza fine, che penalizza la competitività delle aziende italiane in generale e, in particolare, di quelle più orientate all'export, che già devono sopportare una struttura dei costi energetici più elevata rispetto ai concorrenti stranieri.

Trasporti. Già da alcune settimane le compagnie aeree stanno correndo ai ripari per fronteggiare i rincari continui del kerosene. Dall'8 luglio Lufthansa ha modificato la sovrattassa carburante, che indica sul prezzo finale del biglietto: sui voli all'interno dell'Europa il fuel surcharge è salito di 2 euro a tratta, per un ammontare complessivo di 9 euro a rotta, mentre sui voli intercontinentali l'incremento è di 10 euro a tratta per un totale di 37 euro a tratta. La compagnia tedesca chiarisce che applicherà la sovratassa finché il prezzo del carburante per gli aeromobili non si stabilizzerà al di sotto dell'attuale livello record. Anche l'americana Delta ha aumentato di 10 dollari, dal mese di giugno, la sovrattassa carburante sulle rotte transatlantiche (Delta collega gli Stati Uniti agli scali di Milano Malpensa, Roma Fiumicino e Venezia). Tra le compagnie italiane, Meridiana ha appena elevato la fuel surcharge a 19 euro sui voli nazionali (28 euro per i voli internazionali), mentre l'ultimo ritocco di Alitalia risale a metà luglio: 5 euro in più su tutte le tratte nazionali e internazionali. Secondo l'Adusbef, le sovrattasse della compagnia nazionale arrivano complessivamente a 30 euro. Per Augusto Angioletti, amministratore delegato di Eurofly, il Governo dovrebbe correre in soccorso delle compagnie, molte delle quali schiacciate da gravi squilibri di bilancio, attuando una riduzione generalizzata delle accise sui carburanti (una richiesta condivisa anche dal mondo dell'autotrasporto).
Ed è allarme anche tra le imprese dell'autotrasporto. Secondo Maurizio Longo, segretario nazionale della Fita-Cna, «un pieno di 600 litri costa oggi a un autotrasportatore 79 euro in più rispetto al 1° gennaio 2005 e ben 159 euro in più rispetto al 1° gennaio 2004». È questa, dice Longo, la conseguenza drammatica per il settore di un aumento record nel costo del gasolio, balzato in avanti del 30,5% rispetto allo scorso anno con il risultato di far lievitare di 9 miliardi i costi di gestione delle imprese di autotrasporto rispetto al 2003.

Benzina. Il prezzo della benzina, rileva l'Unione petrolifera, è salito in un anno (da luglio 2004 a luglio 2005) del 7,6%, mentre i consumi sono crollati: -7,9% nei primi sei mesi del 2005.

La spesa delle famiglie. Secondo l'Intesa Consumatori il caro petrolio peserà per circa 600 euro in più all'anno per famiglia, di cui 270 euro solo per fare il pieno all'auto. La stima è formulata su un prezzo del barile stabile a quota 64 dollari. Un livello tale da far prevedere che il caro petrolio si tramuterà presto nel caro bolletta per elettricità e gas, come confermano gli esperti del settore energia. «Fare il pieno all'auto - spiega Rosario Trefiletti, in rappresentanza di Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori - costerà 9 euro in più. E considerando in un anno un pieno in media di 50 litri e circa 30 pieni di carburante, questo vuol dire spendere circa 270 euro in più l'anno». Poi bisognerà aggiungere, tra le altre voci, circa 140 euro in più per gli aumenti legati al prezzo del riscaldamento. «Insomma alla fine gli italiani dovranno sborsare circa 597 euro in più l'anno».

Turismo. Per i pacchetti di viaggio infine Assotravel stima aumenti compresi fra il tre e il cinque per cento.