Il comitato del no. Con la raccolta di firme, lo striscione appeso al cavalcavia, le petizioni. Con il forum sul web. Con i consigli comunali roventi, le serate passate in piedi nell'aula consiliare a seguire l'intervento dell'assessore. Con le riunioni sul tavolo della trattoria alla ricerca delle parole giuste da mettere nel volantino di protesta. Nella palestra delle medie, il professore incita i ragazzi a coinvolgere i genitori. L'amico avvocato s'impegna nel ricorso al Tar, il coordinatore del comitato interviene al microfono della radio locale. In qualche caso, c'è il blocco della statale (a Scanzano Jonico, a Susa, a Rapolla) o della ferrovia (ad Acerra). Queste cose, moltiplicate sempre simili per centonovanta volte, sono l'Italia del no agli impianti.
Centonovanta: tante sono le contestazioni censite in tutta Italia (di cui 104 da maggio a settembre) dal Nimby Forum, l'osservatorio dei contenziosi locali promosso da Allea di Milano e al quale aderiscono le aziende e le istituzioni più coinvolte dal "no" ai progetti: ministero dell'Ambiente (in veste di patrocinatore), Fs, Impregilo, Assoelettrica, aziende di nettezza urbana e imprese del trattamento dei rifiuti, Tav, Terna e così via. La sigla Nimby è ormai un simbolo: significa "not in my backyard", non nel mio giardino. Lo studio è stato illustrato ieri dall'assemblea del Nimby Forum che si è svolta a Milano.
Sono 40 i casi di contestazioni e comitati contro gli inceneritori, una decina le discariche, 26 le centrali elettriche, una dozzina le infrastrutture, sette gli elettrodotti. Qualche vicenda fra le quasi duecento, scelte a titolo di esempio: l'alta tensione dall'Austria lungo la valle del Piave (Terna), il Mose di Venezia, il Ponte di Messina, gli inceneritori di Roma e di Trento, il rigassificatore di Brindisi (British Gas), la centrale di Lodi (Energia Spa), la superstrada Brebemi fra Milano e Brescia. «Il fenomeno Nimby esprime una crisi delle forme della democrazia, una separazione fra i cittadini e un certo modo di fare politica», commenta Fausto Giovanelli, senatore Ds. Aggiunge Alessandro Bianchi, analista di economia dell'energia al Rie di Bologna: «Questi fenomeni sono segnali di una sintassi sbagliata».
Le aziende e la politica cercando di rispondere a modo loro. A volte inciampano sulla sintassi della comunicazione con i cittadini («Non ci impressionano le fiaccolate di quanti non sanno come passare il proprio tempo», ha detto ieri in modo infelice il ministro Pietro Lunardi a proposito degli abitanti di Susa). Più spesso sbagliano il linguaggio; a sostegno dei progetti contestati danno risposte razionali (dati scientifici, analisi, studi) a una domanda che esprime invece un bisogno emotivo. Confermano alla Tav: «Le nostre controparti si chiedono perché il loro territorio debba pagare con un'infrastruttura per interessi che sono nazionali o addirittura internazionali».
Per questo motivo Francesco De Luca, direttore dell'Assoelettrica, si chiede: «Chi deve risarcire il disagio prodotto dagli impianti? Forse chi subisce l'impianto deve essere risarcito da tutti coloro che ne godono i soli vantaggi». Così nascono quei progetti, come una centrale nel Piacentino, che cominciano il dialogo in modo contrario: «Si chiede al territorio quali strumenti vuole per crescere - racconta Bianchi del Rie - e si propone la centrale come strumento per finanziare questi progetti di crescita. Questo è un dialogo che funziona».
JACOPO GILIBERTO
Il record spetta al Nord-Ovest
DOVE IL CONFLITTO È PIÙ ASPRO
Aeroporto: Malpensa;
Alta Velocità: Milano-Venezia; Torino-Lione;
Autostrade: Livorno-Civitavecchia (corridoio Tirrenico settentrionale); BreBeMi
Centrali Biomasse: Mercure (Pollino); Borgo a Mozzano; Orciano; Valbrenta (Pianello di Enego)
Centrali Termoelettriche: Bertonico; Turano Lodigiano; Calvisano; Chivasso; Civitavecchia; Cremona (Spinadesco); Mantova; Modugno; Montalto di Castro; Montorio al Vomano; Narni; Offlaga; Porto Tolle; Salerno; San Severo; Sermide; Tavazzano; Voghera
Discarica: Aragona; Atri; Bedizzole; Case Passerini; Chiaravalle; Gorla; Inzago; Malagrotta (+ gassificatore); Montesarchio; Savignano Irpino
Elettrodotti: Gropello - Castelnuovo Scrivia; Cordignano-Sesto Al Reghena; San Fiorano; Sant'Egidio - Alba Adriatica; Laino Borgo - Rizziconi; Soverzene - Scorzè;
Ferrovia: Malpensa
Impianto compostaggio: Alvito; Annone Brianza; Borgaro Torinese; Campiello di Levico; Celano; Lovadina; Terranova
Impianto trattamento: Leno; Chiaravalle
Impianto trattamento rifiuti speciali:
Isorella
Inceneritore Rot: Sulmona
Mose: Venezia
Parco eolico: Scansanese; Valli Borbera-Curone (Al)
Pedemontana
(+ Varesina bis)
Ponte Stretto di Messina
Raccordo Tibre
(Tirreno Brennero)
Rigassifigatore: Brindisi
Strada Corleone-Marineo (Riserva Ficuzza)
Svincolo Origgio
Tangenziale Est Esterna di Milano (+ Gronda Ovest)
Termovalorizzatori: Acerra; Arezzo (San Zeno); Augusta; Bari (Modugno); Bellolampo; Brescia;
Busto Arsizio; Casteltermini; Cologna Veneta (o "cogeneratore"); Ferrara; Firenze (Piana); Forlì; Genova; Gerbido; Ivrea; Latina; Livorno Ferraris; Lomello; Macomer (Tossilo); Merone; Milano (Silla2); Milano Sud; Modena; Oristano; Parma; Paternò; Perugia (Pietramelina); Reggio Emilia (Cavazzoli); Roma; S. Maria La Fossa; San Vito al Torre; Spilimpergo; Tortona; Trani; Trento; Vercelli (Palestro); Vittorio Veneto; Voghera (Parona)
Termovalorizzatore rifiuti speciali: Mogliano; Silea
Per la tabella fare riferimento al pdf
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