Sono quasi 4 mila le tonnellate di rifiuti rimosse dalle strade di Napoli e provincia nell'ambito del piano straordinario scattato ieri sera per ripulire le vie. Lo ha reso noto il commissariato per l'emergenza ai rifiuti sottolineando che è stato predisposto un altro piano che scatterà da stasera fino al 28 di maggio. L'obiettivo è quello di conferire fino a lunedì 2 mila tonnellate al giorno nei siti di stoccaggio provvisorio individuati.
Il piano di raccolta straordinaria per far fronte all'emergenza rifiuti in Campania è scattato alle 22 di ieri. Ma mentre gli autocompattatori e le pale meccaniche sono tornati in azione non sono mancate le proteste. Da Acerra a Montecorvino Pugliano è stata una giornata ad altissima tensione, di proteste e di attese disilluse. Ad Acerra i cittadini non vogliono che nell'area antistante il costruendo termovalorizzatore venga stoccata la spazzatura; a Montecorvino Pugliano (Salerno) i residenti sono pronti a scendere in piazza per dire no alla riapertura di una vecchia discarica, quella di località
Parapoti, che in 23 anni di esercizio ha ingoiato oltre 5 milioni e mezzo di metri cubi di rifiuti. Un invaso chiuso otto mesi dopo una clamorosa protesta che nel giugno del 2004 bloccò per diversi giorni i collegamenti ferroviari lungo la linea tirrenica. Si è registrata anche la protesta in altri centri della provincia da parte di cittadini che non ne possono più di convivere con montagne di rifiuti, ormai alte anche diversi metri. A Napoli, se non vi saranno ulteriori intoppi, per far sparire i sacchetti dalle strade di
tutti i quartieri sarà necessario attendere almeno altri quattro-cinque giorni. Con il piano scattato ieri sera l'Asia - l'Azienda speciale igiene urbana - ha potuto liberare tutti gli automezzi disponibili e avviare, impegnando il personale al completo, una raccolta
straordinaria. Una situazione pesante si registra ancora a Quarto (Napoli), dove in mattinata commercianti e cittadini hanno bloccato corso Italia, la strada principale della cittadina, riversando i rifiuti sulla sede stradale e creando notevoli disagi alla circolazione. Intanto, oggi si sono susseguite numerosi incontri negli uffici della prefettura di Napoli per definire con il capo del dipartimento della Protezione
civile, Guido Bertolaso, il piano di lavoro per i prossimi giorni. Oltre ai siti provvisori di stoccaggio si potrebbe far ricorso anche al trasferimento all'estero. Si parla di nuovo dei viaggi in Germania ed in Polonia, che sarebbero sempre più indispensabili anche alla luce che domani chiude la discarica di Villaricca, l'unica finora in esercizio che ha consentito al sistema di smaltimento di funzionare, anche se faticosamente. Un'ipotesi che però si scontrerebbe con la necessità di limitare i costi di un'emergenza che dura purtroppo da 14 lunghi anni. Ma si lavora anche alla piena attuazione del decreto emanato due settimane fa dal governo che oltre a conferire nuovi poteri al commissario di governo ha previsto l'attivazione di quattro discariche: una a Terzigno, in provincia di Napoli, una in provincia di Benevento, un'altra in Irpinia e infine una a Serre, in provincia di Salerno. Oggi il capo dipartimento della Protezione Civile ha presieduto un vertice anche negli uffici della prefettura di Salerno dove ha incontrato il sindaco di Montecorvino Pugliano per comunicare che la discarica di Parapoti purtroppo dovrà essere riaperta, anche se per un breve periodo di tempo. Una decisione che nel piccolo centro del salernitano è stata accolta dai residenti in lacrime.