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Attualità ed Esteri
terrorismo
3 agosto 2005
Brisard:«Sui gruppi radicali pioggia di miliardi sauditi»

C ome si è finanziato Osama Bin Laden, e chi sostiene oggi l'organizzazione denominata Al Qaida? L'esperto francese di terrorismo Jean Charles Brisard, che ha fatto parte anche del collegio legale delle vittime dell' 11 settembre, smonta la leggenda del miliardario che ha dedicato alla causa il suo patrimonio.
« Non era necessario: all'inizio è stato sponsorizzato dai servizi segreti di Riad, e poi la maggior parte dei fondi è venuta da donatori privati: ricchi musulmani, in gran parte sauditi e del Golfo » .
Secondo Brisard, « i quattromila prìncipi sauditi di sangue reale finanziano i movimenti islamici radicali, come un tempo gli agiati commercianti del mondo cristiano acquistavano le indulgenze per guadagnarsi un posto in Paradiso » .
Brisard cita l'esempio di Djamil Abdelatif, finanziere saudita e azionista della Sony, che anni fa offrì un milione di dollari ad Ahmed Simozrag, tesoriere del Fronte islamico di salvezza ( Fis) algerino.
Ma qual è il bilancio di Al Qaida oggi? « I servizi americani — spiega Brisard — sostengono che in precedenza si aggirava intorno ai cinquanta milioni di dollari l'anno, scesi adesso a quindici » . Cifre importanti ma non stratosferiche, come ogni tanto si legge sui giornali; sufficienti però a sostenere un network internazionale.
Brisard ha appena pubblicato in Francia una biografia del terrorista giordano Al Zarqawi, investito da Osama del ruolo di rappresentante di Al Qaida in Irak.
Quali sono i rapporti tra Osama e Zarqawi? « Incrociando qualche dato e le stime dell'intelligence si ritiene che attualmente Al Qaida dedichi i quattro quinti dei suoi fondi al sostegno del gruppo Zarqawi » .
Brisard, avvocato, ex capo dei servizi di sicurezza della Vivendi, assistente del giudice francese antiterrorismo Alain Marsaud, ha indagato a lungo sui rapporti tra finanza islamica e terrorismo: un'inchiesta raccolta tempo fa in un libro, La verità negata ( editore Marco Tropea), che è un atto di accusa, costato anche qualche denuncia, contro l'Arabia Saudita. « I sauditi hanno giocato un ruolo chiave nella propagazione dell'Islam radicale, e in questa azione di propaganda hanno incanalato miliardi di dollari attraverso banche, organizzazioni caritatevoli e donazioni private. Osama, da questo punto di vista, è una figura emblematica dell'incrocio tra interessi religiosi, finanziari ed economici che sostiene lo stesso regime saudita. Questa rete, che si tratti di istituti di credito, organizzazioni umanitarie islamiche o uomini d'affari, non è certamente destinata a sparire con Osama bin Laden.
In Occidente si è ancora indagato troppo poco su questo network per non mettere in pericolo oliati rapporti d'affari con Londra, Washington e le maggiori piazze finanziarie mondiali » .