auto
13 settembre 2005
Montezemolo: «In Ferrari non scenderemo sotto il 56%»

Fiat non intende scendere sotto l'attuale 56% di Ferrari, mentre Mediobanca potrebbe discutere sulla sua quota. Lo ha detto il presidente del gruppo torinese, Luca Cordero di Montezemolo, a margine del salone dell'auto di Francoforte, dove ha anche sottolineato i vantaggi del recente accordo tra Fiat e Ford per le vetture del segmento A. «Non abbiamo nessuna intenzione - ha detto Montezemolo - di quotare il nostro 56%, forse Mediobanca potrebbe discutere per la sua quota» . A inizio agosto Mediobanca ha perfezionato la cessione a Mubadala Development Company del 5% di Ferrari insieme a Popolare Emilia e Commerzbank per 114 milioni di euro. Dopo la cessione, Mediobanca detiene l'11,7% di Ferrari, senza considerare il bond convertibile da 171 milioni di euro, pari a un ulteriore 7,5% di Ferrari.

«La Ferrari punta a un utile molto "importante" a fine esercizio, anche in termini di incidenza sul fatturato», ha detto Montezemolo . «La Ferrari guadagna - ha aggiunto - e non perde soldi. Quest'anno sigleremo inoltre il nuovo record di consegne con oltre 5mila vetture. Andiamo bene in Cina, dove abbiamo aperto 10 concessionari e con 90 vetture raddoppieremo le vendite dello scorso anno. Ma anche negli Stati Uniti dove la lista d'attesa è di due anni. Risultati positivi arrivano anche dal Sudamerica e dall'est dell'Europa».

Al Salone di Francoforte i riflettori sono puntati sul patto Fiat-Ford per la produzione di utilitarie basate sulla piattaforma della Panda. «L'accordo con Ford è fondamentale e importante», ha detto Montezemolo. «È il primo accordo - ha aggiunto - dopo tanto tempo nel campo automobilistico, che va anche nella direzione delle altre Case, se pensate ad esempio a quello tra Toyota e Psa. Soprattutto in un segmento, quello A, in cui noi abbiamo intenzione di crescere dopo il grande successo di Panda. Vogliamo affiancare alla Panda la 500 in molte versioni». Montezemolo ha poi ricordato che la Fiat da questo accordo «trarrà grandi benefici in termini di costi da condividere con Ford sul fronte delle piattaforme e dei componenti. È una intesa - ha ribadito - che va ad inserirsi in un segmento in cui noi potevamo utilizzare molto bene l' eccezionale piattaforma della Panda che altrimenti sarebbe rimasta solo nell' ambito del nostro Gruppo».

La prima conferma del patto arriva da Ford Europe. «Ford ha siglato con Fiat una lettera di di intenti. Dobbiamo lavorare ai dettagli di un progetto che verte sullo sviluppo di una vettura di segmento A per entrambi i partners e che per Ford sarà l'erede la Ka. Continueremo a lavorare nei prossimi mesi ma non saremo in grado di essere più precisi sui dettagli prima di fine anno». Questo ha detto John Fleming presidente di Ford Europe ai giornalisti che al salone di Francoforte gli chiedevano notizie sull'intesa con Fiat riguardante la produzione comune in Polonia di due modelli su pianale Fiat Panda. Fleming, da soli cinque giorni ai vertici di Ford Europe, di cui in precedenza era responsabile del manufacturing (produzione), ha poi aggiunto che «se guardiamo agli attuali volumi (del segmento A.) la cifra di 100mila unità annue prodotte (cui se ne aggiungerebbero 100mila per Fiat) e forse anche un po' di più, può essere definita ragionevole». Nessuna indicazione, invece, sulla data del debutto della nuova Ka che secondo i media dovrebbe avvenire a inizio 2008 (fine 2007, invece, per Fiat Cinquecento). L'attuale Ka, dal lancio avvenuto nel 1996 ha venduto 1.600.000 unità sul mercato europeo ed extra europeo. «E' ancora presto per fare valutazioni sulle sinergie - ha commentato con soddisfazione il presidente di Ford Italia Massimo Pasanisi - ma entrambi i probabili partner hanno una grande esperienza. Ford Italia non può che valutare positivamente il possibile accordo sia perchè si tratta di un marchio nazionale sia perchè è un segmento dove possono nascere sinergie importanti».

Montezemolo ha rilanciato anche sul nuovo corso del Lingotto «C'è ancora tanto lavoro da fare e bisogna guardare avanti, ma se ripensiamo a due anni fa c'è una situazione completamente diversa per atmosfera, prodotti e marchi». Lo ha detto oggi a Francoforte il presidente della Fiat, Luca Cordero di Montezemolo, parlando del rilancio del settore auto del Lingotto. «Dopo l'accordo con Gm - ha spiegato - avevamo detto che uno dei vantaggi sarebbe stato lo spacchettamento dei marchi. Oggi infatti vedo cinque marchi diversi fra loro per identità, posizionamento, immagine, prodotto, clienti e management. Ferrari è una cosa, Maserati un' altra e Fiat, Alfa Romeo e Lancia sono cose diverse. Vedo marchi con forte identità singola e con una propria missione. Ho visto in tutti i nostri stand prodotti ricchi, nuovi, molto orientati ai gusti del pubblico e di grandi contenuti. La Fiat non è solo la Grande Punto».

Se la nuova Panda costituirà la base di un accordo di vasta portata con Ford, nulla del genere è al momento previsto per la futura media del Lingotto, che è destinata a sostituire l'attuale Stilo. «Per il momento non c'è nessun progetto - ha affermato Luca di Montezemolo - su un'alleanza industriale con un altro partner per la nuova Stilo». La nuova vettura Fiat del segmento C erede dell'attuale Stilo dovrebbe essere lanciata sul mercato a cavallo tra il 2006 e
il 2007. Lo sviluppo è stato affidato all'austriaca Magna Steyer.