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Finanza e Mercati
MERCATI
4 ottobre 2006
Il petrolio scivola verso quota 58 dollari: in due mesi ha perso il 25%

Corsi petroliferi in calo per il terzo giorno consecutivo, mercoledì 4 ottobre, con il barile che rientra verso quota 58 dollari - ai minimi degli ultimi sette mesi - grazie all'allentamento delle tensioni dei mercati sulle forniture globali di greggio. Nelle contrattazioni elettroniche sul Nymex, la Borsa merci di New York, i future sul greggio Wti in prima consegna alle ore 9 italiane calano di 31 cents, con il barile a 58,37 dollari. Sulla piazza internazionale di Londra il barile di Brent cala di 67 cents a 57,04 dollari.
In meno di due mesi i prezzi del petrolio sono calati del 25%, con circa 4 dollari al barile persi solo in quest'ultima settimana. «Sicuramente c'è molta attenzione sui fondamentali di mercato: la fornitura è ampia e si sono attenuati i timori speculativi sui rischi di un suo deterioramento», osserva Mark Pervan, analista energetico della Daiwa Securities. Tuttavia secondo Pervan il ripiegamento dei prezzi non si spingerà molto oltre, perché i trader coglierebbero subito l'occasione per rientrare sul settore. Per oggi sono inoltre attesi i consueti dati settimanali sui livelli di scorte strategiche di greggio e raffinati degli Usa. La scorsa settimana avevano mostrato un andamento stabile rispetto alla rilevazione precedente e un miglioramento del 5% su quella dello stesso periodo dello scorso anno.

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