8 dicembre 2005
Bce: «A rischio i conti pubblici di Eurolandia»
M. Do.

Grave apprensione per l’andamento dei conti pubblici dei Paesi di Eurolandia, preoccupazione per il numero e le dimensioni dei Paesi con squilibri di bilancio, timore per il tempo già trascorso da questi stessi Paesi in situazione di disavanzo eccessivo.

Lancia l’allarme la Banca centrale europea nel suo bollettino mensile, affermando che, senza misure aggiuntive, nessuna delle nazioni in disavanzo eccessivo «conseguirebbe i propri obiettivi nominali di risanamento nè nel 2005 nè nel 2006, mettendo a rischio la credibilità del Patto di Stabilità solo poco tempo dopo la sua riforma». Secondo la Bce, a meno di consistenti misure correttive, in aggiunta a quelle contemplate dalle previsioni della Commissione, tutti i Paesi che hanno registrato nel 2005 un disavanzo superiore al 3% del Pil continueranno a farlo anche il prossimo anno. Tra queste nazioni, inoltre, la Francia e la Grecia mostrerebbero anche disavanzi in ulteriore allontanamento dal valore di riferimento. La Banca centrale aggiunge inoltre che nei Paesi che presentano squilibri di bilancio «il processo di risanamento dei conti pubblici avanza troppo lentamente e vi è un elevato rischio che gli impegni assunti non vengano rispettati». La ricetta che Francoforte individua per rimettere questi Paesi sulla strada di una contabilità pubblica virtuosa è molto chiara: no alle misure “una tantum” poiché i problemi di bilancio strutturali che molti Paesi dell'Eurozona si trovano a fronteggiare «non possono essere risolti con misure temporanee», anzi, dice la Bce, rischiano di aggravare i problemi dei governi europei. Per avere margini di sicurezza sufficientemente ampi al di sotto della soglia del 3% del Pil e compiere adeguati progressi verso posizioni di bilancio solide, l’istituto di Francoforte richiama la necessità di un risanamento annuo pari ad almeno lo 0,5% del Pil (sempre al netto di una tantum e altre misure temporanee). Partendo dalla constatazione che la maggior parte dei Pesi dell'Eurozona hanno bisogno di «una strategia di riforme profonda e orientata alla crescita» la Bce segnala che, in questa direzione, il controllo e l'andamento della spesa pubblica risultano cruciali. In questa ottica, comunica l'Eurotower, i «relativi meccanismi di controllo potrebbero aver bisogno di un rafforzamento per evitare sconfinamenti che spesso comportano correzioni al rialzo degli obiettivi di disavanzo pubblico».
La Banca centrale europea sottolinea inoltre come la propria politica monetaria rimanga «accomodante e orientata a sostenere in misura considerevole un’espansione durevole e la creazione di posti di lavoro», con tassi di interesse molto bassi, seppur aumentati lo scorso primo dicembre al 2,25 per cento. La decisione dell’aumento dei tassi, sottolinea la Bce, «contribuirà a mantenere le aspettative di inflazione a medio-lungo termine ben ancorate a livelli coerenti con la stabilità dei prezzi». Sulla crescita, la Bce rileva che i dati più recenti e gli ultimi risultati delle indagini congiunturali «indicano un rafforzamento dell'attività economica nella seconda metà di quest'anno». Dopo il forte aumento registrato dal Pil nel terzo trimestre di quest'anno, ricorda la Banca centrale, «i dati disponibili segnalano andamenti favorevoli anche nel quarto trimestre». Le previsioni sui prezzi, conclude la Bce, restano comunque soggette a rischi al rialzo connessi alle incertezze sull'evoluzione (e sui rincari) dei mercati petroliferi.


Il Bollettino Bce
Francoforte, 8 dicembre 2005