internet 11 dicembre 2005Ora i blog diventano businessdi Elysa Fazzino | | WASHINGTON
Nati come voce ribelle del Web, anti-establishment e non commerciali, i blog ora accettano i soldi delle réclame e diventano un business. Il trend è ormai avanzato negli Stati Uniti, dove le aziende spendono decine di milioni di dollari per pubblicità e marketing nella blogosfera. Non è più una nicchia per pochi iniziati: quest’anno il 10% della popolazione online ha visitato i blog, abbreviazione per web log, ovvero giornale di bordo di chi naviga su Internet. La Corporate America si è accorta che i lettori aumentano e ne ha tratto le conseguenze: nel 2005 ha sborsato tra i 50 e i 100 milioni di dollari per inserzioni pubblicitarie e citazioni sui blog, dice Charlene Li, analista di Forrester Research e autrice di un codice etico per i blog che ha come primo comandamento «Dirò la verità». Le imprese hanno cominciato a corteggiare chi scrive sui blog e talvolta li invitano a scrivere nel sito aziendale. «L’atteggiamento è completamente cambiato rispetto a due anni fa o anche solo all’anno scorso», ha detto al New York Times Jim Kukral, editore di ReveNews.com, un sito che insegna a far fruttare i blog. «La gente ha cominciato a rendersi conto che è divertente e dice: ora applichiamo qualche tecnica pubblicitaria per fare un po’ di soldi». Sono molti gli autori di blog che aderiscono al programma di Google AdSense, avviato nel 2003, che paga gli editori del sito in proporzione a quante volte gli annunci pubblicitari sulle loro pagine vengono cliccati. I cosiddetti blogger guadagnano anche attraverso i network affiliati che, contrariamente al sistema automatico di Google, permettono agli autori di blog di scegliere le pubblicità da mettere sulla loro pagina. Invece di essere pagati in base ai clic, possono ricevere una commissione in rapporto alle vendite procurate dagli annunci messi sui loro siti. Tra i network che fanno incontrare i blogger e il marketing delle aziende ci sono Shareasale, Commission Junction e LinkShare. I blogger, editori faida-te, possono così diventare partner di società Fortune 500, dato che ai network si rivolgono anche grandi aziende. LinkShare, per esempio, annovera clienti come American Express, Dell e Wal-Mart. Un altro modo per far business è mettere nel blog un link alla home page delle aziende. I motori di ricerca come Google e Yahoo! fanno comparire più in alto i siti aziendali che hanno più link e citazioni sui vari siti, blog compresi.
UsWeb, una società di marketing online, ha fatto quest’anno diverse campagne pagando 5 dollari ai chi metteva sul proprio sito una citazione o link a un’azienda. UsWeb raccomanda ai blogger di informare i lettori che il sito ha finanziamenti pubblicitari attraverso citazioni a pagamento. Molto spesso, i soldi che vanno ai blog bastano appena per pagare le spese di manutenzione del sito. Dei 21 milioni e mezzo di blog esistenti nel mondo, la stragrande maggioranza non ci guadagna niente e opera solo per seguire le proprie personali passioni. Ma i blogger che fanno soldi sono tanti e aumentano. Siti di blog come Gawker Media e Weblogs moltiplicano gli incassi mettendo sul sito non solo i propri messaggi ma anche quelli di altri, aumentando le possibilità di attrarre lettori e pubblicità. In tal modo Weblogs (acquistato di recente da Time Warner) ha fruttato quest’anno qualche milione di dollari, secondo il suo amministratore delegato Jason McCabe Calacanis. Audi ha sborsato 70 milioni di dollari in pubblicità per il modello A3 su 286 blog. Molti link pubblicitari dei blog rinviavano non al sito della Casa dei Quattro anelli, bensì ad altri blog che citavano la campagna per la A3. Un circolo virtuoso ideato da Brian Clark, di Gmd Studios un blogger di ReveNews che Kukral definisce «genio straordinario». Le aziende hanno anche cominciato a lanciare blog aziendali scritti da manager e dipendenti. General Motors ne ha avviati due nell’ultimo anno è ancora attivo http://fastlane.gmblogs.com/ . Michael Wiley, direttore dei nuovi media di Gm, pensa che i blog possano un giorno sostituire molti comunicati stampa. Gm Communications tratta alcuni blogger come tratta i giornalisti, invitandoli alle presentazioni per la stampa dei nuovi modelli di auto. Piaggio Usa ha creato due blog aziendali sulla Vespa - www.vespaway.com e www.vespaquest.com - reclutando clienti che già partecipavano a blog sulla Vespa. Gli autori dei blog non vengono pagati e vengono vincolati a non rivendere il materiale che scrivono. Sono gratificati dalla maggiore visibilità offerta sul sito Vespa. «Ma se volessi scrivere di uno scooter concorrente – dice uno dei blogger – probabilmente lo farei sul mio blog personale».
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