Tempo libero e Cultura
mostre
9 marzo 2006
Gli dei e gli eroi a Firenze con Giambologna
di Annalisa Serpilli

Giambologna, "Mercurio"La materia scivola tra le mani dello scultore e diventa equilibrio e perfezione formale, fantasia e astrazione.

Dopo la grande mostra di Vienna del 1978, la città di Firenze celebra uno dei più grandi artisti che abbiano mai operato alla corte dei Medici. Al museo del Bargello è in mostra “Giambologna, gli dei, gli eroi”. Una grande esposizione di 100 opere firmate e documentate del grande scultore.
”Giambologna fu dopo Michelangelo, il massimo scultore del suo secolo e anche se le sue opere furono scolpite o gettate in bronzo a Firenze e per Firenze, i bronzetti prodotti dalla sua bottega, trasformarono il suo stile in un idioma universale”. Così descrive l’opera di questo grande artista lo storico dell’arte John Pope Hennessy, uno dei più importanti studiosi dell’opera dell’artista.
Il percorso espositivo, che si apre con il grande “Bacco”, realizzata nel 1560 per Lattanzio Cortesi da San Gimignano, si suddivide in cinque tappe. Al visitatore spetta un sali e scendi tra il cortile, il pian terreno e il primo piano del Museo del Bargello.
La prima parte descrive la formazione italiana dell’artista fiammingo. Protagonista è Michelangelo che Giambologna individua come suo maestro ideale quando entra in contatto per la prima volta con i suoi lavori nel 1556 a Roma.
Poi la Camera delle meraviglie o “Wunderkammer”. Si scoprono al visitatore i meravigliosi bozzetti, grazie ai quali Giambologna progetta le sue opere maestose e le sue fontane arricchite di figure di dei ed eroi.
Della terza sezione sono protagonisti i bozzetti in terracotta delle opere commissionate dal principe Francesco. Rarità che, di solito, sono visibili solo al Victoria and Albert e dal British Museum di Londra da cui provengono.
Ad attrarre la partecipazione del visitatore sono poi i monumenti equestri che diventano esempi imitatissimi dalla statuaria successiva. In mostra i bronzetti che in piccolo traducono l’energia e la forza vitale delle più maestose raffigurazioni di Cosimo I e Ferdinando I. La mostra si chiude col Giambologna creatore di giardini nella sezione “Nel giardino del principe” allestita nella Loggia del Bargello. Allora è possibile vedere i documenti e i bozzetti che hanno condotto l’artista alla creazione delle fantasiose fontane popolate da uccelli in bronzo, da putti, pescatori, del ciclopico Appennino che solleva sapientemente la crosta terrestre come un saggio vecchio e stanco.
I contemporanei furono affascinati dalla prodigiosa abilità tecnica del Giambologna . “Il massimo della mimesi illusionistica nel massimo della sublimazione concettuale e della pregnanza simbolica”. Così possono essere definiti la maniera del Giambologna e gli aspetti di uno stile che affascina i contemporanei, durante la Controriforma e che trova un successo senza pari nelle corti di mezza Europa
La scultura in bronzo del granduca Cosimo I, collocata in Piazza della Signoria nel 1595, divenne il prototipo della statua equestre celebrativa, l’archetipo della icona bronzea “di Stato” da piazzare nel cuore della città, accanto al Palazzo del Potere, per incutere nei sudditi stupore, timore, reverenziale ammirazione. E infatti a quella statua si ispirano gli allievi del Giambologna nelle loro più significative imprese europee: Pietro Francavilla a Parigi per il monumento di Enrico IV di Francia, Pietro Tacca a Madrid, per le statue equestri dei re di Spagna Filippo III e Filippo IV. Ma il successo di questo artista in grado di creare una Koinè europea è ancora visibile: il Mercurio volante concepito a Bologna nel 1563 e conosciuto nella variante conservata al Bargello è stato adottato, ai nostri giorni, dai francobolli delle Poste Aeree Australiane.
La fortuna internazionale dello scultore si affida soprattutto ai celebri bronzetti; oggetto da sempre, in tutto il mondo, del collezionismo d’élite e dell’antiquariato più raffinato per il loro costo contenuto e per la trasportabilità delle opere.
Così si crea un idioma universale che parla di eroi, di divinità ma soprattutto della poesia di un artista che grazie alla scultura sa raccontare di “dei, di armi e di eroi”.
Firenze
Museo del Bargello
Fino al 15 giugno
www.giambologna2006.it/

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