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Attualità ed Esteri
calcio malato
13 maggio 2006
Una cupola del Pallone giocava senza regole
M.Cia.

Un uragano si è abbattutto sul calcio italiano: decine di indagati, con nomi eccellenti e accuse penali di notevole gravità.

Nel mirino degli inquirenti non c'è più solo la Juventus del sistema Moggi, ma anche Milan, Fiorentina e Lazio che risultano indagate a Napoli. E il Pallone, la sua "industria" e il suo indotto, la sua immagine escono a pezzi. Ci sono, infatti, dirigenti di società di calcio, della Figc, arbitri, pubblici ufficiali appartenenti alle forze dell'ordine e un giornalista tra i destinatari dei 41 inviti a comparire emessi dalla procura di Napoli nell'ambito dell'inchiesta partenopea sul "calcio malato". I reati ipotizzati dai pm Filippo Beatrice e Giuseppe Narducci sono: associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva, frode sportiva, rivelazione di segreti d'ufficio e peculato. Al centro delle indagini dei magistrati partenopei ci sono 19 partite del campionato di calcio di serie A nello scorso anno 2004/2005, oltre a una gara di serie B. Le squadre coinvolte nell'inchiesta sono Juventus, Milan, Lazio e Fiorentina. I carabinieri del nucleo operativo di Roma sono entrati venerdì 12 maggio nella sede della Federazione e hanno acquisito documenti relativi all'indagine che i militari della capitale stanno conducendo sul cosiddetto "sistema Moggi" per conto della procura napoletana.

Tra i nomi eccellenti coinvolti ci sono quelli del presidente dimissionario della Figc, Franco Carraro, la cui abitazione è stata perquisita dai carabinieri a Roma, il vice presidente e il segretario della Figc, Innocenzo Mazzini e Francesco Ghirelli. Ci sono poi vertici di club di serie A come Andrea e Diego Della Valle, alla guida della Fiorentina; il presidente della Lazio, Claudio Lotito; l'amministratore delegato della Juventus, Antonio Giraudo; il dirigente del Milan, Meani. Un ruolo di primo piano nella vicenda quello che, secondo la Procura di Napoli, sarebbe stato svolto dagli arbitri Bertini, l'internazionale De Santis, Dondarini, Gabriele, Racalbuto, Rodomonti. Coinvolti anche gli ex designatori arbitrali Bergamo e Pairetto e il presidente dell' Associazione italiana arbitri, Lanese. Inviti a comparire sono stati spediti al generale della Finanza, Francesco Attardi e al giornalista di Rai Sport, Ignazio Scardina.

Nel provvedimento della magistratura napoletana si indica l'esistenza di condizionamenti del mondo dell'informazione. Vengono citati nomi di giornalisti - nei confronti dei quali, comunque, non è stato adottato alcun provvedimento - e di una trasmissione televisiva di successo come «Il Processo di Biscardi» trasmessa da La 7.

Il direttore generale dimissionario della Juventus, Luciano Moggi, e l'amministratore delegato dimissionario, Antonio Giraudo, sono anche indagati per concorso in sequestro di persona: un accusa che si riferisce ad un episodio avvenuto al termine della partita Reggina-Juventus del 6 novembre 2004 (conclusasi con il risultato di 2 a 1 per i calabresi). In quell'occasione i due dirigenti avrebbero chiuso a chiave negli spogliato l'arbitro Paparesta e i suoi collaboratori Copelli e Di Mauro. Si sarebbe trattato di una punizione per un'arbitraggio non ritenuto «soddisfacente» dai due dirigenti bianconeri. Luciano Moggi sarà interrogato a Roma dai magistrati napoletani lunedì 15 maggio.

Un terremonto scuote l'industria del pallone.
Un terremoto dunque scuote le fondamenta del calcio italiano, tant'è che non si esclude che vi siano altre persone nell'ormai ampio registro degli indagati. L'inchiesta sta mettendo in evidenza l'esistenza di un'organizzazione criminosa guidata da una "cupola" e finalizzata ad alterare e condizionare l'esito delle partite, l'andamento del campionato di calcio e ottenere vantaggi nell'interesse della Juventus e alcune di società amiche, con la realizzazione di ingentissimi, quanto illegittimi, profitti. È quanto sostengono i pm di Napoli, Filippo Beatrice e Giuseppe Narducci nell'illustrare le motivazioni alla base della contestazione del reato di associazione per delinquere. «In tal modo - scrivono i pm - predeterminando gli esiti del campionato di calcio di serie A per la stagione 2004/2005 (scudetto, piazzamenti per le coppe europee e retrocessioni) e, più in generale, controllando e condizionando l'intero sistema del calcio professionistico italiano nell'interesse della Juventus e delle altre società legate all'associazione, realizzando in definitiva illeciti profitti economici per tutti gli affiliati all'organizzazione ed ai soggetti che comunque ad essa fanno riferimento. Un danno gravissimo per l'intera industria del pallone, per il sistema economico italiano e anche per la borsa vista la presenza di Club quotati.

Per Luciano Moggi, Antonio Giraudo, Innocenzo Mazzini, Paolo Bergamo, Pier Luigi Pairetto, Massimo De Santis vi sarebbe anche l'aggravante di «aver promosso, costituito ed organizzato l'associazione». Dopo l'interrogatorio di Moggi sarà il turno di tutti gli altri indagati che saranno probabilmente ascoltati nella sede della Procura al Centro Direzionale di Napoli. L'inchiesta potrebbe rivelare altri clamorosi sviluppi.

Moggi «interveniva» su Lippi
Il direttore generale della Juventus Luciano Moggi sarebbe più volte intervenuto nei riguardi del commissario tecnico della nazionale Marcello Lippi perchè le convocazioni degli azzurri fossero anche «in relazione ai contingenti interessi» della stessa Juventus. In questa prospettiva, sono state intercettate alcune telefonate prima e dopo la partita Italia Bielorussia del 13 ottobre 2004. In particolare il 12 ottobre Moggi e Giraudo fanno riferimento, in una telefonata, a una precedente conversazione con Lippi in cui Moggi avrebbe dato disposizioni tecniche sulla scelta della formazione della Nazionale. In un' altra telefonata, del 14 ottobre, giorno successivo alla partita, è lo stesso Lippi - scrivono i magistrati - che parla con Moggi della formazione schierata, e quasi chiede rassicurazioni sulle scelte fatte, con particolare riferimento all'esclusione di Cannavaro, richiesta da Moggi.