Tempo libero e Cultura
restauri
Pontormo, San Giovanni Evangelista, Pontorme, Empoli (FI), Chiesa di San Michele
13 maggio 2006
Empoli rende a Pontormo
la sua casa natale

di Stefano Biolchini

FIRENZE - Ci sono voluti cinque secoli perché Empoli rendesse onore a uno dei suoi figli più illustri, riscattando dal degrado la casa natale di Jacopo Carucci in contrada di Pontorme, antico borgo che al grande pittore ha dato nome.

L'inquieto Pontormo nacque nel 1494 nell'edificio di due piani in via Pontorme 97 che l'amministrazione comunale di Empoli ha acquisito in occasione del cinquecentenario della nascita dell'artista. L'abitazione, che è stata oggetto di un attento restauro, sarà la sede di un centro studi internazionale sull'arte del Cinquecento. La casa natale del pittore fu identificata grazie a supporti documentari, da Ugo Procacci nel 1956. Nel 1957 nella facciata Casa del Pontormo, Pontorme, Empoli (FI)dell'edifico venne murata una lapide con un'epigrafe dettata da Emilio Cecchi: «Mentre Leonardo e Michelangelo portavano la pittura a inarrivabili altezze, ebbe natali in questa terra Jacopo Carucci detto il Pontormo (1494-1556) solitario, tormentato, incontentabile nei suoi dipinti, seppe dire una parola nuova la cui dolente originalità sempre più è cara e fraterna allo spirito dei moderni». Né la memoria né la lapide poterono però preservare dal grave degrado l'edificio su tre piani di epoca medievale, trasformato negli anni in deposito di stracci e masserie.

«Quando nel 1994 si doveva commemorare il quinto centenario della nascita di Jacopo, si pensò che per la città sarebbe stato importante celebrare quella data con un convegno sulla sua figura e con una mostra che ne mettesse in risalto l'attività giovanile e le relazioni col luogo d'origine, e si pensò che sarebbe stato doveroso compiere un atto che non avesse i toni dell'effimero» dice Antonio Natali, direttore alla Galleria degli Uffizi e curatore scientifico della casa del Pontormo. Per l'apprezzato studioso del pittore «Parve chiaro che non si sarebbe potuto far festa per Jacopo lasciando la sua prima casa in uno stato assai più triste dell'abbandono».

Fu così che, come spiega il sindaco della città Luciana Cappelli «il comune deliberò di riscattare l'edifico per una somma di circa 125 mila euro». Oggi, dopo i restauri realizzati con finanziamenti comunali per «circa 250 mila euro» l'edificio è destinato a essere «casa d’artista e di luogo della memoria», oltre che sede della Sezione Didattica dei Beni Culturali della città e del Centro di Studi sull’Arte del Cinquecento nella Provincia Toscana. All'interno dell'edificio sarà esposta una bella Pittore fiorentino del secondo Cinquecento, Copia della ‘Madonna del libro’ del Pontormo, Casa del Pontormo, Pontorme, Empoli (FI), Terzo quarto del XVI secolotavola in cui fu replicata una delle opere più copiate del Pontormo, la Madonna del libro, eseguita nella seconda metà del Cinquecento e talora attribuita a Francesco Morandini detto il Poppi; la tavola è custodita nei depositi degli Uffizi, invece l’originale del Pontormo è tutt'ora ignoto.

Spiega ancora Natali «L'originale del pontormesco si identifica col quadro che Jacopo, secondo il Vasari, "donò a Rossino muratore per pagamento d'avergli mattonato alcune stanze e fatto muramenti". E se questa identificazione fosse giusta allora si potrebbe congetturare che il Pontormo abbia dipinto la Madonna del libro al tempo dei lavori per la sistemazione della sua casa fiorentina, in via della Colonna, e parrà suggestivo che un'opera connnessa a una dimora di Jacopo figuri, sia pure in una replica eseguita da un artefice di rango, in quella che fu la prima casa di lui».
All'interno dell'abitazione saranno collocati alcuni reperti archeologici rinvenuti durante i lavori di restauro dell’edificio, il facsimile del diario dell’artista e quelli dei disegni preparatori eseguiti da Pontormo per le pale di San Giovanni Evangelista e San Michele Arcangelo. Gli originali di queste due celebrate pale dipinte dall'artista sono conservate nella vicina vicina chiesa di San Michele. La casa natale del Pontormo, insieme a queste pale e ai numerosi monumenti di notevole interesse storico-artistico presenti nel territorio di Empoli, costituiscono così un motivo di forte richiamo turistico per la città toscana, restituendo alla frazione di Pontorme il prestigio derivante proprio dal grande artista che vi nacque.

«Una dimora umile, modesta. Restituita a nuova luce dall'investimento e dall'interesse del Comune di Empoli, della Cassa di Risparmio - ha spiegato Natali - ora destinata a nuova vita: da qui partirà il futuro motore propulsore degli studi sul Pontormo e sull'arte della provincia toscana. Anche attraverso un bollettino annuale sulla bibliografia pontormesca che cureremo da questa sede. E una biblioteca ad hoc, che potranno utilizzare scuole e studiosi».

Biografia di Jacopo Carucci detto il "Pontormo"

"Deposizione", Firenze, Santa Felicita, 1525-1528

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