INTERVISTA 21 luglio 2006«Dopo Israele, Hezbollah colpirà in occidente»di Cristina Balotelli | | Tel Aviv - Nonostante i pesanti bombardamenti dell'aviazione israeliana nel sud del Libano, gli Hezbollah non mostrano segni di indebolimento. Il loro leader, lo sceicco Hassan Nasrallah, ha fatto sapere che il comando resta intatto. Ma chi sono gli Hezbollah? L'«Hizb Allah», ovvero 'Partito di Diò, è un’organizzazione a cui fanno capo vari gruppi radicali Sciiti che aderiscono all'ideologia Khomeinista. Il loro obiettivo principale è stabilire una repubblica pan-Islamica guidata da personalità religiose. In questo contesto, lo Stato di Israele rappresenta un impedimento, perciò va distrutto. Il Colonello riservista Eitan Azani si è occupato a lungo degli Hezbollah, e lo ha fatto sul campo. Negli anni '90 ha diretto le operazioni di Intelligence dell'esercito israeliano (Idf) in Libano. Considerato uno dei massimi esperti dell'organizzazione, svolge la sua attività di ricerca presso l'International Institute of Counter-Terrorism di Herzliya. È la prima volta che parla a un giornale italiano. Gli abbiamo chiesto come sono strutturati gli Hezbollah. «L'Hezbollah è una organizzazione pragmatica terroristica sciita, nata nel 1982, che agisce su due livelli, politico e militare. Il primo è il sistema politico interno libanese: Hezbollah ha rappresentanti nel Parlamento e nel Governo. Ma agisce anche al di fuori del sistema politico, attraverso una milizia armata che ha il pieno controllo del sud del Libano. Qui hanno le loro infrastrutture e la loro artiglieria, mentre a Beirut hanno il loro quartier generale: nessuno può entrarvi, nemmeno le autorità libanesi. È come se fosse un'area extra-territoriale. Sono molto più potenti di Al Qaeda: nessun'altra organizzazione terroristica al mondo è dotata di migliaia di missili».
Guerriglieri o terroristi?
Utilizzano anche tattiche di guerriglia, ma la loro strategia è principalmente quella di un’organizzazione terroristica perché attaccano intenzionalmente i civili. Sono supportati da Siria, Iran e Libano. Il governo libanese non può dire di non essere responsabile delle azioni degli Hezbollah sul suo territorio, perché la Siria ha ritirato ormai le sue truppe.
Perché allora il primo ministro libanese Fuad Siniora chiede al mondo di aiutare il Libano a disarmare l'Hezbollah?
Per prima cosa chiede di fermare gli attacchi d'Israele, poi vuole che gli israeliani si ritirino dalle Shaba Farms e che rilascino i prigionieri libanesi... Conosciamo bene questo linguaggio in Medio Oriente: fermate il fuoco, poi cominceremo a parlare di disarmo... forse. La mia opinione è che Nasrallah da una parte, Siniora e tutti i ministri del Governo libanese dall'altra, non immaginavano certo questa reazione da parte di Israele. E il motivo è che, basandosi sulle esperienze passate, prevedevano che dopo il rapimento dei soldati gli israeliani avrebbero attaccato il sud del Libano, ma poi si sarebbero fermati per le pressioni internazionali e per l'opinione pubblica interna. Invece non è andata cosi. Hanno commesso un grande errore.
Cosa vogliono?
Prendere il controllo del Libano e realizzare la missione sciita nella regione, vale a dire instaurare uno Stato Islamico sciita in alleanza con l'Iran. E successivamente con l'Iraq. Nasrallah vuole il controllo del Libano, per questo nel corso degli anni ha armato la sua organizzazione. Il suo obiettivo è diventare uno dei leader più influenti in Libano, dove il 40% della popolazione è sciita. Per questo ha cercato di trasformare la sua organizzazione terroristica in partito legittimo. E in parte ha avuto successo: ha ottenuto la legittimazione dell'Europa. Solo cinque Paesi considerano l'Hezbollah un’organizzazione terroristica: Israele, Stati Uniti, Australia, Olanda e Canada. Il motivo è che, ad oggi, non esiste una definizione internazionalmente riconosciuta di 'terrorismo. Quando Israele occupava il Libano gli attacchi di Hezbollah contro i soldati potevano essere considerati atti di guerriglia. Ma se gli attacchi sono diretti, intenzionalmente, contro i civili, questo è terrorismo.
Quale pensa che sarà il prossimo passo di Nasrallah?
L'Hezbollah, dopo questo conflitto, comincerà a pianificare una operazione al di fuori d'Israele, all'estero. L'America e i Paesi occidentali, secondo me, dovrebbero studiare molto attentamente quello che sta accadendo qui in Medio Oriente: le armi che usano, il tipo di azioni militari, la capacità operativa e la metodologia utilizzata nel costruire il loro potere. L'organizzazione sta cercando di costruire una capacità operativa fuori dal Libano, ovunque sono presenti le sue cellule clandestine: in Europa, come in America.
Su quali basi può affermarlo?
Sulla base della loro ideologia e delle mie ricerche. Tra gli obiettivi di Hezbollah, oltre alla distruzione di Israele, c'è la lotta in Occidente. Vogliono essere in grado di colpire ovunque ce ne sia bisogno, per esempio in aiuto degli iraniani. Nasrallah l'ha detto più di una volta: il Libano non è il nostro unico teatro di operazioni. Hanno già colpito obiettivi occidentali: in Argentina, per esempio. Le loro cellule sono presenti in Sud America, Cipro, Stati Uniti e nel Sud-Est Asiatico.
Cosa sappiamo della loro capacità militare?
È una delle più pericolose al mondo proprio perché sostenuta da Siria e Iran. Possiedono missili a lungo raggio di fabbricazione iraniana, in grado di raggiungere anche Tel Aviv. Ma non li hanno ancora usati. Ora, per maneggiare questo tipo di missili, bisogna essere ben addestrati. Gli Hezbollah sono stati preparati dai Guardiani della Rivoluzione iraniani, presenti anche di recente nel sud del Libano. Stiamo parlando di una potente infrastruttura militare, che oltre ai missili può contare su reparti speciali, addestrati al combattimento. Il rapimento dei due soldati israeliani è opera di queste forze speciali. Nasrallah lo ha dichiarato apertamente in uno dei suoi discorsi: Hezbollah ha lavorato per cinque anni al fine di ottenere la capacità operativa necessaria contro Israele e per preparare questo momento.
Quindi è impossibile che il Governo libanese non sapesse nulla di quanto accadeva nel Sud?
Sapevano tutto, certo. Il Governo libanese è stato anche ricattato dall'organizzazione, che nel 2005 è uscita dall'Esecutivo provocando una crisi e chiedendo di riconoscere come resistenza la lotta degli Hezbollah. Il Governo ha fatto come volevano. Il rapimento dei soldati è stato, a mio parere, il grande errore di Nasrallah. Non solo non si aspettava una simile reazione da Israele, ma anche altri Paesi ora sono d'accordo sulla necessità di cambiare la situazione in Libano. Persino i leader del mondo arabo hanno capito che Hezbollah non è solo un problema di Israele. Ma il governo libanese non ha il potere o il coraggio di agire e forse la comunità internazionale dovrebbe aiutarlo inviando una forza multinazionale nel sud del Libano.
Pensa che il Governo libanese agirà?
Il cambiamento di rotta potrebbe arrivare con l'eliminazione di Nasrallah, oppure attraverso la pressione dell'opinione pubblica sciita. Nasrallah ha dalla sua parte l'opinione pubblica iraniana, ma in Libano non gode di pieno supporto. Dall'altra parte ci vorrebbe la pressione dell'opinione pubblica interna sul Governo libanese. Elementi chiave sono il leader libanese sciita Nabih Beri, il leader druso Walid Jumblatt e il figlio di Rafik Hariri, Saad Hariri. Ma non hanno ancora parlato in maniera chiara. Se le loro voci si levassero contro l'Hezbollah, il governo sarebbe costretto ad agire.
Non pensa che i bombardamenti israeliani possano avere un effetto negativo sull'opinione pubblica interna?
Questo è uno dei rischi. Per questo motivo Israele sta attaccando solo obiettivi Hezbollah ed ha avvertito la popolazione di stare lontano da queste infrastrutture.
Ma molti non hanno i mezzi per andarsene....
Alcuni non se ne vanno perché sono sostenitori degli Hezbollah. Altri perché costretti dagli Hezbollah. Altri ancora perché troppo anziani. Conosco il Libano, non è cosi difficile abbandonare i villaggi anche a piedi. Il problema è che alcuni sono costretti a non allontanarsi, mentre altri sono parte dell'organizzazione. Per esempio, in molte case di civili sono conservate le armi degli Hezbollah. Avremmo dovuto agire contro l'organizzazione già nel 2000, quando rapirono e uccisero tre soldati israeliani.
Pensa che l'Idf abbia sottostimato la loro capacità militare? La nave israeliana colpita è stata colta di sorpresa....
No, però nel caso della nave è stato un attacco che ci ha sorpreso e non eravamo preparati.
Il missile che ha colpito il deposito dei treni ad Haifa era di fabbricazione iraniana e siriana. Anche questo missile è stato una sorpresa?
No. La Siria non ha fornito solo il supporto logistico, permettendo alle armi iraniane di raggiungere il Libano, ma anche quello tecnologico: molti dei razzi lanciati contro le città israeliane provengono dalla Siria.
Prima Hamas, poi Hezbollah hanno agito seguendo la stessa tattica: imboscata e rapimento di soldati israeliani. Cosa significa?
Sappiamo che Hamas ha adottato il modello degli Hezbollah nel corso degli anni. Chi ha cominciato con gli attacchi suicidi e i rapimenti in Medio Oriente? Gli Hezbollah negli anni '80. Anche Hamas ha capito che gli attentati suicidi e i rapimenti sono strumenti strategici nella lotta contro l'Occidente. E che attraverso il rapimento di civili può esercitare una forte pressione su Israele, tale da modificare anche i rapporti con l'Autorità Palestinese, con Abu Mazen. L'Hezbollah usa i rapimenti per aiutare Hamas e per fare pressione su Israele. Il rapimento pesa sull'opinione pubblica, soprattutto se si tratta di un soldato. Infatti, colpire un soldato vuol dire colpire l'immagine dell'esercito israeliano. Tutto ciò è amplificato dai media. Ecco perché era importante una reazione forte da parte di Israele.
Ci sono possibilità di riavere indietro i soldati rapiti in un tempo ragionevole?
Sono molto scettico: ci vorrà tempo.
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