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Della mia coscienza non resterà nulla
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| (Domenica, 16 gennaio 2005) |
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di DuIan McEwan
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Ciò che credo ma non posso dismostrare è che nessuna parte della mia coscienza sopravvivrà alla mia morte. E con questo non intendo una presenza sempre più evanescente nei pensieri altrui, o aspetti della mia coscienza percettibili nei miei scritti o nel gibollo sulla mia vecchia auto. Sospetto che tra coloro che contribuiscono a Edge, molti riterranno questa premessa un dato di fatto, vero ma non significativo. Eppure è cruciale nel dividere il mondo, e danni immensi sono stati arrecati al pensiero e alle persone da chi è certo che una vita c'è, una vita migliore e più importante, altrove. Invece la sua breve durata e la coscienza come dono casuale di un cieco processo rendono la nostra esistenza ancora più preziosa e la nostra responsabilità verso di essa ancora più profonda.
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