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Panpsichismo, ovvero l'anima è nella materia
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| (Domenica, 23 gennaio 2005) |
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di Roberto Casati (Filosofo)
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Essendo un fisicalista (o materialista, come si diceva quando si aveva un'idea meno chiara di che cos'è la materia), penso che la coscienza qualitativa sia una proprietà del mondo fisico. Fin qui niente di strano; molti fisicalisti lo pensano. Alcuni hanno anche proposto che la coscienza sia una proprietà precisa; per esempio oscillazioni a 40 hertz nella corteccia cerebrale. Ma fermiamoci un attimo: perché 40 hertz sono la luce della coscienza, e a qualsiasi altro valore corrisponde solo buio? Non è solo l'apparente irrazionalità del fatto bruto a lasciarci perplessi. La coscienza ha un certo qual valore adattivo, e sappiamo che i picchi isolati nei paesaggi adattivi sono molto problematici: come ha fatto l'evoluzione a scoprire i vantaggi del 40 hz nello spazio infinito delle frequenze possibili? Si aggiunga a ciò il fatto che la tesi fisicalista va letta anche nel senso inverso. Se si accetta che tutto ciò che è coscienza è fisico, si dice che almeno qualcosa di fisico è coscienza. Ma messa in questo modo la tesi appare strana. Veramente il fisicalista pensa che ci siano delle proprietà fisiche che non siano un semplice e cieco distribuirsi di valori nello spaziotempo, ma siano gioiose sensazioni di color porporino, qualia di piacere e dolore, gradevoli passaggi musicali? Eppure deve ammetterlo. Se si unisce l'implausibilità di una coscienza confinata a una sola proprietà fisica, e il riconoscimento dell'aspetto qualitativo della realtà fisica, ci si ritrova con una tesi che assomiglia al panpsichismo. Ogni singola manifestazione di quantità fisica sarebbe in realtà anche un episodio di coscienza qualitativa. Forse Leibniz pensava a qualcosa del genere con la teoria delle monadi. È un'idea che può piacere o non piacere, ma che i fisicalisti devono prendere in seria considerazione in quanto discende da alcuni assunti della teoria. E l'intuizione dietro quest'idea, con la quale ogni tanto mi trovo a lottare, potrebbe da un lato renderci amico il mondo delle cose considerate fin qui inerti e stupide, le cose materiali, ogni parcella delle quali conterrebbe un tesoro di qualia; e dall'altro potrebbe ridimensionare la pretesa per cui la nostra differenza dalle cose materiali sarebbe nel possesso di una coscienza qualitativa. Per questo scommetterei senza prove empiriche su una forma (moderata e non connotata religiosamente) di panpsichismo. Sono fisicalista; non c'è altra realtà che la realtà fisica; ma la realtà fisica è qualitativa. Non serve un supplemento d'anima.
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