CRONOLOGIA DELLA MONETA UNICA
Cambio euro/dollaro dall'1/1/1999
1999 2000
2001 2002
2003 2004
2005






1999

1° gennaio: nasce l'euro e vale 1,16675 dollari.
4 gennaio: sale a 1,1885 dollari, suo massimo storico.
2 dicembre: per la prima volta in parità con il dollaro.

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2000

27 gennaio: scende sotto la parità col dollaro.
24 febbraio: l'euro aggancia la parità per l'ultima volta. La riconquisterà solo il 15 luglio 2002.
26 ottobre: l'euro crolla al minimo storico di 0,8229 cents. Il dollaro vale quindi oltre 2.350 vecchie lire.

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2001

3 gennaio: i segnali negativi sull' economia Usa spingono
l'euro che inizia l'anno toccando un massimo di 95,70 cents.
5 luglio: l'euro in caduta tocca il nuovo minimo dell'anno a quota 83,71 cents.
13 agosto: torna nuovamente sopra quota 0,90 dollari.
11 settembre: attacchi terroristici alle Torri Gemelle e al
Pentagono, l'euro oscilla tra gli 0,8639 e gli 0,91 dollari.
17 settembre: l'euro tocca quota 93,31 cents.
8 ottobre: offensiva Usa in Afghanistan, euro a 92,14 cent.

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2002

1° gennaio: arriva nelle tasche dei cittadini di Eurolandia e l'indomani supera 0,90 dollari.
20 giugno: tocca quota 96,47, massimo dal giugno 2000.
15 luglio: dopo 29 mesi l'euro torna alla parità con il dollaro e va oltre fino a 1,0023.
19 luglio: sale fino a 1,0190 dollari.
23 luglio: l'euro torna sotto la parità a 0,9867.
5 novembre: l'euro riaggancia la parità con il dollaro e
viene scambiato a 1,002.
6 dicembre: a 1,0119 dopo le dimissioni del segretario al Tesoro Paul O'Neill e del consigliere economico della Casa Bianca Lawrence Lindsey.
27 dicembre: l'euro sale oltre il livello di 1,04 dollari con un massimo di seduta a 1,0439.

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2003

9 gennaio: torna sopra 1,05 dollari
16 gennaio: sfonda la soglia 1,06, il livello più alto dall'ottobre 1999.
21 gennaio: prosegue il rally e raggiunge 1,0732 sulla scia
della crisi irachena.
24 gennaio: supera anche la soglia di 1,08 dollari raggiungendo un massimo di 1,0806.
27 gennaio: l'euro in pieno rally supera 1,09 dollari, a 1,0905 dollari segna massimo dal 15 ottobre 1999.
5 marzo: i venti di guerra in Irak fanno volare l'euro a quota
1,1 dollari (1,1001), il livello più elevato dal 19 marzo 1999.
6 marzo: la Bce taglia i tassi di un quarto di punto, l'euro
prosegue la corsa toccando a 1,1007 massimo dal marzo del 1999.
11 marzo: l'euro sale a quota 1,1083.
12 marzo: il dollaro si rafforza, l'euro sotto 1,10.
20 marzo: attacco americano all'Irak, l'euro oscilla tra 1,05-1,06 dollari
22 aprile: dopo cinque settimane l'euro ritrova quota 1,10 dollari. La vittoria in Irak ha solo momentaneamente riossigenato il dollaro che ora sconta le incerte prospettive di ripresa dell'economia Usa.
1° maggio: sale ancora e supera 1,12 dollari.
8 maggio: la Bce non riduce i tassi e il differenziale con quelli Usa fa salire l'euro sopra 1,15 dollari.
12 maggio: supera quota 1,16 dollari, dopo che il segretario al Tesoro John Snow afferma che il dollaro debole sta facendo rafforzare le esportazioni americane.
19 maggio: nel fine settimana al G7/G8 di Deauville Snow
definisce il deprezzamento del dollaro «ragionevolmente
modesto», dichiarazione che alla riapertura dei mercati, porta l'euro sopra quota 1,17 sul biglietto verde.
27 maggio: sul mercato di Tokio alle ore 13.30 (le 6.30 in Italia) l'euro raggiunge il massimo storico a 1,1933.
2 giugno: l'euro sotto 1,17 dollari dopo che il presidente americano George W. Bush, al G8 di Evian, conferma il sostegno dell'Amministrazione al dollaro forte.
16 giugno: l'euro supera nuovamente quota 1,19 dollari (1,1930), in vista del taglio dei tassi di interesse da parte della Fed.
11 luglio: il Cancelliere tedesco Gerhard Schroeder affonda
l'euro che scende a quota 1,12 dollari, segnalando il rischio
delle ricadute di super-euro sull'export europeo.
26 agosto: l'euro scivola sotto 1,08 dollari in scia ai
segnali di ripresa dell'economia Usa.
30 settembre: l'euro schizza sopra 1,17 dollari proseguendo
l'ascesa innescata dal G7 di Dubai del 20 settembre quando gli Usa hanno caldeggiato una maggiore flessibilità delle monete.
18 novembre: l'euro a nuovi massimi storici tocca prima la
quotazione di 1,1956 dollari in Europa e poche ore dopo 1,1979 a Tokio con l'acuirsi del rischio terrorismo e delle tensioni in Irak, che provocano anche una diminuzione degli acquisti di titoli Usa da parte degli investitori esteri.
28 novembre: l'euro ritocca nuovamente il nuovo massimo storico sul dollaro registrato a metà mattina, fino a raggiungere quota 1,20 dollari. La divisa unica si rafforza anche nei confronti dello yen, superando quota 131, complice la debolezza di alcuni dati macro giapponesi.
1-2-3 dicembre: l'euro continua a inanellare record: lo fa tre volte nel giro di tre giorni, portandosi a 1,2043, poi fino a 1,2091 per poi sfondare nella notte tra il 2 e 3 dicembre quota "1,21", raggiungendo coin il dollaro il cambio a 1,2115. I mercati valutari continuano a vedere con timore il rischio del "twin deficit" Usa (bilancio e partite correnti) e considerano il rischio permanente di nuovi attentati. Il dollaro perde quota anche nei confronti delle altre principali divise.
4-5-8-9 dicembre: quattro giorni di rialzi ripetuti della moneta europea, che si porta in rapida sequenza a 1,2276 sul dollaro. Più dei tassi troppo bassi (la Fed decide il 9 dicembre di lasciarli invariati), la debolezza del biglietto verde sta nel doppo deficit americano
18 dicembre: la moneta europea sale a 1,2436, ma sono in molti a ritenere che anche questa sia l'ennesima tappa in vista di nuovi record. Non fanno ostacolo all'euro i buoni dati macro provenienti dagli Stati Uniti che indicano prospettive di forte ripresa economica. Esponenti della Bce fanno sapere, senza uscire dall'anonimato, che l'istituto di Francoforte non intende intervenire per bloccare l'ascesa prima di quota 1,35.
29 dicembre: l'euro supera di slancio anche l'importante soglia psicologica di 1,25 dollari.
31 dicembre: la moneta unica chiude l'anno con l'ennesino record sulla piazza di New York a 1,2648. Il "super-euro" sarà al vaglio del G7 di Boca Raton in Florida il 6 e 7 febbraio, nel primo incontro dei ministri finanziari dei maggiori Paesi industrializzati, da quando nel settembre 2003 fu decisa a Dubai la strategia del dollaro "flessibile".

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2004
20 gennaio: appello alla stabilità del cambio, difesa di un euro "in linea con i fondamentali" dell'economia. Sono queste le parole con cui i ministri finanziari dell'eurozona partecipano all' "offensiva verbale" aperta nei giorni precedenti dalla Bce.
28 gennaio: dollaro molto volatile dopo la decisione della Fed di lasciare i tassi invariati. La Fed, nell’occasione, ha affermato di poter "essere paziente" prima di abbandonare una politica accomodante.
30 gennaio: l’euro termina sui massimi rispetto al dollaro (1,2491), dopo avere oscillato per tutta la seduta attorno all’importante resistenza posta in area 1,24. A pesare sul biglietto verde il dato sul Pil Usa, la cui crescita nel quarto trimestre 2003 si è attestata al 4% dopo l'8,2% dei tre mesi precedenti.
6 febbraio: la moneta unica si rafforza sul dollaro e chiude appena sotto quota 1,27. Sull'indebolimento del dollaro pesano sia i dati poco brillanti dell'occupazione Usa, sia la sensazione degli operatori che dall’imminente G7 non verrà alcun sostegno concreto per il biglietto verde.
9 febbraio: dollaro debole dopo il vertice del G7 di Boca Raton. La messa in guardia contro eccessi di volatilità e movimenti disordinati sui mercati valutari non è riuscita a contenere le pressioni sul biglietto verde, che nei confronti della sterlina scivola addirittura ai minimi degli ultimi 11 anni (1,8593).
17 febbraio: l'amministrazione Bush è favorevole a un dollaro forte. Lo ribadisce il segretario al Tesoro Usa, John Snow, sottolineando che "abbiamo una politica molto articolata: siamo favorevoli ad un dollaro forte che riteniamo positivo per l'America".
25 febbraio: l’euro cede sotto quota 1,26 dollari all'annuncio del deludente dato sulle vendite delle case esistenti negli Usa e di riflesso all'intervento alla commissione Bilancio del Congresso del presidente della Fed, Alan Greenspan.
3 marzo: euro in rallentamento di riflesso alla delusione per il dato sull'indice Pmi servizi dell'eurozona e a fattori tecnici (violato il supporto posto in area 1,215-1,217 dollari).
31 marzo: la moneta unica recupera posizioni sul dollaro e torna sopra 1,22 dollari sulle piazze europee, che vedono grande protagonista lo yen che ha schiacciato il dollaro sotto quota 104, tornando sui livelli del giugno 2000.
21 apr ile: euro debole sotto quota 1,19 dollari, per le parole del presidente della Fed Alan Greenspan, che nella vigilia aveva dichiarato che la deflazione non è più una minaccia per l'economia Usa. Tra i trader si diffonde l'interpretazione che la Fed si starebbe apprestando ad intervenire per il rialzo dei tassi, attualmente ai minimi da 46 anni.
26 aprile: il dollaro tocca il massimo dell’anno rispetto all’euro (1,1761) dopo un G7 che non ha mosso il mercato. Il comunicato finale del G7, in linea con il precedente di febbraio, ha lanciato ben pochi spunti al mercato che resta concentrato sul futuro dei tassi Usa.
5 maggio: euro sostenuto dopo la decisione della Fed di lasciare invariati i tassi Usa, ma di lanciare un messaggio di una graduale stretta per il futuro.
13 maggio: moneta unica sopra i 1,18 dollari sfruttando le difficoltà del dollaro dopo il deficit commerciale Usa ed il peggioramento della situazione in Irak.
8 giugno: l'euro si indebolisce leggermente sotto 1,23 dollari sulle parole del presidente della Fed Alan, secondo cui il mercato "è preparato in maniera adeguata a un rialzo dei tassi" e la "Fed fara' il possibile per tenere sotto controllo l'inflazione".
14 giugno: l'euro conclude sopra 1,20 dollari, sui massimi della seduta raggiunti dopo i dati Usa delle vendite al dettaglio di maggio e della bilancia commerciale di aprile.
8 settembre: le parole del presidente della Fed, Alan Greenspan, si rivela un boomerang per il dollaro, che chiude la seduta in deciso ripiegamento sull'euro (1,2039). L'atteggiamento tutt'altro che aggressivo mostrato dal banchiere sull'inflazione e l'accenno ai rischi sul deficit di bilancio a lungo termine hanno più che compensato i toni favorevoli con cui è stata disegnata l'economia Usa.
5 ottobre: seduta decisamente difficile per il dollaro che, indebolito da una ulteriore serie di dati macroeconomici deludenti dopo quello sul deficit commerciale, continua a perdere terreno raggiungendo i minimi da marzo nei confronti dell'euro (1,2414).
18 ottobre: la moneta unica ritorna dopo 8 mesi a quota 1,25.
5 novembre: euro a nuovi massimi su un dollaro (1,2856), affossato dal crescente pessimismo del mercato sui "deficit gemelli" Usa, dopo la conferma di George W. Bush alla Casa Bianca.
23 novembre: il dollaro perde terreno contro l'euro (1,3088) e le principali divise mentre il petrolio riparte al rialzo e il Wti tornasopra i 50 dollari per la prima volta da inizio novembre.
3 dicembre: il biglietto verde risente dei contraccolpi dei deludenti dati sul mercato del lavoro Usa.
23 dicembre: l'euro viola al rialzo la soglia di 1,35 dollari, spinto da alcuni dati Usa che non hanno convinto gli esperti sul positivo andamento dei consumi.
29 dicembre: massimo storico della moneta unica 1,3647 dollari.

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2005
9 febbraio: la discesa della moneta unica tocca il minimo dell'anno a 1,2762.
20 aprile: l'impennata dei prezzi negli Usa con il balzo dell'indice "core" dello 0,4% in marzo, si riflette anche sul mercato dei cambi con l'indebolimento del dollaro e il picco mensile dell'euro a 1,3101.
30 maggio: all'indomani del referendum francese che ha respinto la Costituzione europea,l a moneta unica perde quota 1,25
31 maggio: nuova caduta del cambio euro-dollaro fino a 1,2296.
24 giugno: l'euro scende ai minimi degli ultimi dieci mesi sotto quota 1,20 dollari (1,1982).
4 luglio: il governatore della Banca di Francia Christian Noyer, membro del board della Bce, teorizza l'uscita dall'Unione monetaria degli Stati scettici: la divisa unica cade sotto 1,19 dollari, ai minimi da quattordici mesi
12 agosto: scivolone del dollaro, complici i dati sulle vendite al dettaglio e sulla bilancia commerciale Usa di giugno: la moneta unica si riavvicina a quota 1,25, ai massimi da oltre due mesi.

5 settembre: l'euro supera quota 1,25 dollari con un massimo da tre mesi di 1,2584. Fra le cause gli effetti sull'economia americana dei dati macroeconomici e l'ipotesi che fra gli effetti dell'uragano Katrina, che ha messo in ginocchio New Orleans, ci sia anche una sospensione delle politiche di stretta monetaria adottato negli ultimi anni dalla Fed..

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