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Diritto Societario
PERCHÈ SÌ
12 dicembre 2003
«Ottimo compromesso: tutela l'origine della vita»

«Mi sembra il miglior compromesso tra un legittimo desiderio di gravidanza e il rispetto della vita». È «buono» il giudizio di Alessandro Caruso, direttore dell'Istituto di clinica ostetrica e ginecologica dell'Università Cattolica, sulla legge appena approvata dal Senato. «Perché - aggiunge Caruso - pone dei limiti morali ed etici ben precisi».

Uno dei punti di maggiore attrito è il no all'eterologa: il ricorso, cioè, al seme di un donatore esterno.

Va chiarito che il ricorso a donatrici esterne è piuttosto limitato: si tratta, a esempio, di casi di donne con menopausa anticipata o con ovaie distrutte. Mentre per gli uomini la tecnica dell'Icsi (l'iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo, ndr) ha risolto molti problemi.

Per alcune donne il figlio resta, dunque, un miraggio?

Io credo che bisogna aiutare a creare un embrione che sia figlio biologico della coppia. Non deve esistere un diritto della donna ad avere un figlio a tutti i costi.

È stato criticato il fatto dei tre embrioni da impiantare tutti insieme. Che ne pensa?

È probabile che così la percentuale di successo alla gravidanza diminuisca. Però è anche vero che quanto è stato detto finora da molti tecnici non è provato da studi scientifici. Si tratta di opinioni autorevoli che citano dati episodici, ma non poggiano su un confronto scientifico inoppugnabile.

Ma con questi limiti le donne non rischiano di essere sottoposte a trattamenti invasivi?

Credo che sia molto più sconvolgente per la coppia sapere che i loro embrioni sono conservati in un freezer. O peggio sono gettati in un lavandino.

La legge è migliorabile in qualche aspetto?

È la migliore possibile. Mette, finalmente, fine alla giungla del passato. E, soprattutto, non apre le porte al principio secondo cui è lecito fare tutto quello che è possibile fare. Bensì tutela la vita sin dall'origine: e cioè dall'embrione.