MATURITA' 1999 / ITALIANO
6 giugno 2001(Testi pubblicati per l'esame di Stato 1999)
I temi d'esame e il commento (*)
Le tracce della prima prova scritta
(file in formato Rtf, 481 Kb)

A leggere le tracce che siglano la nuova modalità d’esame inaugurata dal ministero della Pubblica istruzione per la prova di italiano, non si può non chiedersi: Quis custodiet custodes?

Chi veglierà insomma sull’operato delle commissioni giudicatrici di prove definite come "saggio" o "articolo di giornale"? E soprattutto: quanti di questi commissari, nella loro qualità di docenti, saranno stati in grado di insegnare ai propri alunni e cosa si intenda per saggio o articolo giornalistico, e, soprattutto, come elaborarlo?

Tanto più che le specificazioni parlano di "saggio breve" con tanto di destinazione editoriale e di "articolo di giornale" mirato alla identità stessa del luogo di pubblicazione: non senza vie di fuga conosciute, come per il primo caso il "fascicolo scolastico di ricerca" e per il secondo il "giornale scolastico" (e c’è sempre come altra via di fuga quella parolina: "altro"). A ben vedere, mi sa che alla fine, e dopo paure e incertezze su come comportarsi, chi deciderà di buttarsi in questa prova - magari senza aver mai neppur giocato al giornalino scolastico - finirà per risolverlo come un classico tema.

Le tracce e i documenti proposti, del resto, si prestano assai bene. Nel caso del tema di ambito socio-economico non si è poi molto distanti dalle classiche frasi-titolo da commentare dei passati anni: semmai con qualche ulteriore dato. Tanto più che le "consegne" parlano poi di riferirsi a circostanze immaginarie o reali, che per molti significheranno esperienze e conoscenze personali. Lo stesso aggiungerei per l’ambito tecnico-scientifico, che rischia di trasformarsi nel più classico e vetusto tema sul progresso: tanto più che lo conforterebbe la eventuale destinazione alla prevista "rivista divulgativa" (quale di essi possa invece essere pensato per rivista specialistica mi resta un mistero).

Non molto diverso si propone allo svolgimento l’ambito storico-politico, che davvero chiede al candidato una ricchezza di conoscenze personali su un argomento che mi pare difficilmente proposto in classe.

Quanto infine all’ambito artistico-letterario, ruotante attorno all’ebbrezza degli intellettuali per la guerra, la documentazione mi pare peraltro piuttosto a senso unico e anche ripetitiva (Manifesto futurista e Papini), mancando voci di partecipazioni anche diverse (Jahier) o di nette opposizioni.

La Tipologia A propone invece l’analisi de’ I miei fiumi di Ungaretti (non senza la curiosità di una nota che informa sul fiume Serchio, a riconoscimento della precaria cultura geografica odierna degli studenti). Più che di una vera e propria analisi personalizzata, ha piuttosto l’aspetto del quiz, tra parafrasi, riassunto, commento e una serie di domande da interrogazione scritta (né è diverso l’approfondimento, che riduce lo sviluppo ancora a una rispostina di conoscenza).

Ecco poi il tema storico. Qui non si è lontani dalle richieste tradizionali: piuttosto ampio il primo, perché in realtà la ricerca delle radici dei comportamenti, almeno nel caso delle culture democratiche di Francia e Inghilterra, affondano assai più indietro rispetto ai programmi dell’ultimo anno e di quel Novecento presente semmai come solo punto d’approdo.

Il tema generale è invece il consueto argomento che gli studenti hanno di certo affrontato numerose volte nel corso dei loro studi, a partire dalla scuola media inferiore, e non v’è dubbio che risulterà infine, probabilmente, il più affrontato. Va aggiunto che non manca un pizzico di demagogia: sia perché il volontariato è spesso non solo integrativo e compensativo degli interventi dello Stato, ma addirittura sostitutivo; sia perché resta piuttosto difficile capire come possa essere agganciato al "proprio percorso di studi" (se non ricadendo, ancora una volta, in un tema di ordine storico-sociale, questo sì, del Novecento).

(*) Commento di Ermanno Paccagnini, docente di Letteratura italiana all'Università Cattolica di Milano-Brescia