SPECIALE MATURITA' 2001
26 giugno 2001
Terza prova:
indagine-campione nei licei

Nelle città selezionate abbiamo indicato soltanto l'istituto scolastico, omettendo il numero della commissione d'esame e la classe per ragioni di riservatezza. Le prove sono state raccolte da Piero Fornara e Nicoletta Cottone

Torino
L. Classico "M.D'Azeglio" (file.rtf)
Milano
L. Scientifico "A. Volta" (formato .pdf)
Genova
L. Scientifico "Cassini" (formato .pdf)
Trento
L. Classico "Prati" (formato .pdf)
Bologna
L. Scientifico "Righi" (formato .pdf)
Firenze
L. Classico "Michelangiolo" (formato .pdf)
Roma
L. Classico "Visconti" (file .rtf)
Napoli
L. Scientifico "Calamandrei" (formato .pdf)
Reggio Calabria
L. Scientifico "A.Volta" (file .rtf)
Palermo
L. Scientifico "Galilei" (documento .xls)

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I quesiti a risposta aperta (tipologia B) sono stati la modalità più scelta dalle commissioni esaminatrici per la terza prova scritta multidisciplinare che si è svolta ieri. Hanno infatti registrato il 46% delle preferenze nei licei e negli istituti tecnici, secondo le prime stime diffuse dal ministero
della Pubblica istruzione. Al secondo posto si registra la presenza dei test che, nello scorso anno, avevano invece conquistato la prima posizione.

Ogni commissione esaminatrice ha preparato durante gli ultimi giorni della scorsa settimana i quesiti da proporre sulla base del programma svolto (sule materie non toccate dai primi due scritti), che dovevano tra l'altro contenere la verifica della conoscenza di una lingua straniera. La prova di quest'anno è stata, almeno quantitativamente, più complessa di quella della Maturità del 2000. La "griglia"delle domande è stata più articolata: cinque, e non più quattro, gli argomenti per la «trattazione sintetica», massimo 15 (e non più 12) i quesiti a risposta singola, massimo 40 (e non più 30) quelli a rispota multipla. E ancora, ai ragazzi degli istituti tecnici, professionali e artistici sono stati proposti non più di due problemi scientifici a soluzione rapida e al massimo due casi pratici e professionali e un progetto.

Dall'inchiesta del "Sole 24 Ore on line", tutt'altro che esaustiva, sono comunque emersi degli elementi per un primo commento (in parte queste considerazioni sono le stesse già fatte lo scorso anno): 1) alcune scuole hanno distribuito ai candidati dei testi con un buon editing, in altre invece la presentazione era incerta, senza un'indicazione chiara della tipologia della prova e non priva di qualche refuso (per usare, eufemisticamente, un termine giornalistico); 2) anche quest'anno c'è stato un sensibile squilibrio nelle prove assegnate fra scuola e scuola e anche fra le diverse materie delle stessa prova (è presumibile che le domande dei commissari interni fossero ispirate alle esercitazioni già fatte in classe durante l'anno) ; 3) dalle commissioni di solito si è preferito raccogliere domande di quattro o cinque materie, piuttosto che elaborare una prova pluridisciplinare, più in linea con lo spirito originario della riforma.

In generale, la terza prova come viene attualmente interpretata finisce per obbligare i maturandi a un doppio maxi-ripasso delle stesse materie, che devono essere portate all'orale pochi giorni dopo. Qualche ripensamento ministeriale migliorativo del meccanismo dell'ultimo scritto ci sembrerebbe dunque opportuno.