FINANZA
Il logo della Enron
8 aprile 2002
Enron, il gotha bancario
nel mirino delle azioni legali


      Lunedì la causa per un risarcimento da 25 mld $
      Un risarcimento danni da 25 miliardi di dollari, 28,45 miliardi di euro al cambio corrente. Questa la richiesta - una delle più imponenti nella storia legale statunitense - che sarà avanzata nei confronti del top management passato e presente dellla Enron, della Arthur Andersen e da lunedì anche di nove tra i più importanti gruppi bancari internazionali e due studi legali statunitensi. Sono tutti nel mirino di un'azione legale congiunta che verrà depositata lunedì prossimo da decine tra grandi azionisti e creditori della Enron, l'ex gigante texano dell'energia che ha dichiarato bancarotta il 2 dicembre scorso dopo una serie di malversazioni contabili e finanziarie che ne hanno causato il collasso.
      La causa, secondo fonti citate da Associated Press, sostiene che ciascuna di queste aziende sarebbe stata coinvolta nelle frodi organizzate dal top management della società di Houston che hanno ingannato gli azionisti e i creditori sulla realtà dei conti.

      Sotto accusa il "gotha" della finanza mondiale
      Le banche che verranno inserite tra i soggetti denunciati dall'azione collettiva ("class action" la definizione secondo la terminologia legale statunitense) in questa azione di responsabilità in solido saranno J.P. Morgan Chase, Citigroup, Credit Suisse First Boston Usa, Canadian Imperial Bank of Commerce (Cibc), Bank of America, Merrill Lynch, Barclays Bank, Deutsche Bank e Lehman Brothers Holding.
      Verranno denunciati per danni anche gli studi legali Vinson and Elkins di Houston e Kirkland and Ellis di Chicago, che hanno svolto il ruolo di adviser giuridici nella costituzione e nella gestione delle società off-shore e fuori bilancio attraverso le quali, secondo l'accusa, sono stati "cotti" i bilanci della Enron.
      La querela sarà depositata sotto la prima firma dell'Università della California, il cui ufficio investimenti secondo il Wall Street Journal nel crack della Enron avrebbe perso circa 150 milioni di dollari (170,7 milioni di euro circa).

      L'accusa: le banche conoscevano i conti fuori bilancio
      Secondo William Lerach, l'avvocato che guida il team legale che lunedì depositerà la denuncia, le banche sapevano perfettamente dell'esistenza delle partnership e dei "veicoli finanziari" (le cosidette Spe, Special purpose entities) fuori bilancio attraverso le quali il management della Enron conduceva le speculazioni che hanno portato a svuotare il patrimonio societario e a "gonfiare" ad arte gli utili. Intanto gli utili delle speculazioni fuori bilancio affluivano direttamente, secondo l'accusa, nelle tasche del top management di Enron.
      Partnership e veicoli che, secondo l'accusa, consentivano agli analisti bancari di conoscere dall'interno lo stato di saluite finanziario di Enron. Gli stessi analisti che consigliavano agli investitori di acquistare titoli della società di Houston. Baanche che svolgevano anche il ruolo di finanziatori della Enron e di sottoscrittori-collocatori delle sue emissioni azionarie e obbligazionarie.
      In solido con la Enron e i suoi legali dovranno rispondere delle accuse anche i revisori dei conti della Arthur Andersen. La società di audit è sotto accusa da parte del Dipartimento della Giustizia Usa con l'imputazione di ostacolo alla giustizia per aver collaborato con Enron alla distruzione di migliaisa di documenti contabili incriminanti.

      Distrutta una capitalizzazione di Borsa di 65,5 mld $
      Secondo l'accusa, la Enron avrebbe collocato titoli per oltre un miliardo di dollari nel solo periodo dall'ottobre 1998 al novembre 2001, pochi giorni prima di dichiararsi insolvente. Ma le banche - che avevanoi collaborato alla creazione e gestione delle società fuori bilancio - sapevano del rischio che il castello di carte finanziarie crollasse. Da qui il conflitto di interesse dei gruppi finanziari e quindi la loro responsabilità.
      Dal massimo raggiunto il 17 e 23 agosto 2000 a 90 dollari (con una capitalizzazione di Borsa di 65,5 miliardi di dollari, quasi 74,6 miliardi di euro), i titoli Enron - il cui valore si era triplicato in appena 14 mesi - sono crollati dopo la scoperta delle frodi fino a pochi centesimi. Il 16 gennaio scorso, ultimo giorno in cui sono stati trattati a Wall Street prima del declassamento, valevano 67 centesimi dopo aver toccato un minimo a 0,6 centesimi. Secondo l'accusa Kenneth Lay, l'ex presidente e amministratore delegato della Enron, nello stesso periodo avrebbe venduto titoli per 180 milioni di dollari, e non per i 101 milioni indicati nei documenti pubblici.
      Il "buco" causato dal collasso della Enron è stato il più ingente della storia finanziaria statunitense: il valore di bilancio degli asset coinvolti nel collasso patrimoniale, secondo i conti al 30 settembre 2001, era di 63,4 miliardi di dollari, 72,16 miliardi di euro.

      Banche nel mirino per garantirsi i risarcimenti
      Secondo alcuni commentatori, la scelta di chiamare alla responsabilità in solido con Enron e Arthur Andersen anche le banche non sarebbe affatto casuale o dettata da meri motivi di giustizia. La motivazione cardine sarebbe invece da imputare alla cattiva situazione finanziaria non solo della società di Houston (i cui conti sono protetti dai creditori in base al Capitolo 11 della legge fallimentare Usa, sotto il cui "ombrello" l'azienda si è posta dal 2 dicembre scorso con la richiesta avanzata alla Corte fallimentare del distretto merdionale dello Stato di New York) ma anche e soprattutto della Andersen, in grave crisi dopo lo scoppio dello scandalo.
      Un motivo in più, secondo gli analisti, per chiedere un risarcimento a chi invece ha consistenti disponibilità finanziarie. E chi meglio delle banche che, secondo l'accusa, avrebbero sostenuto le spericolate operazioni speculative del top management della Enron?

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