MATURITA' 97/LICEO CLASSICO
Versione di latino


Solemus dicere summum bonum esse secundum naturam vivere: natura nos ad utrumque genuit, et contemplationi rerum et actioni. Nunc id probemus quod prius diximus. Quid porro? Hoc non erit probatum, si se unusquisque consuluerit, quantam cupidinem habeat ignota noscendi, quam ad omnes fabulas excitetur? Navigant quidam et labores peregrinationis longissimae una mercede perpetiuntur cognoscendi aliquid abditum remotumque. Haec res ad spectacula populos contrahit, haec cogit praeclusa rimari, secretiora exquirere, antiquitates evolvere, mores barbararum audire gentium. Curiosum nobis natura ingenium dedit et, artis sibi ac pulchritudinis suae conscia, spectatores nos tantis rerum spectaculis genuit, perditura fructum sui, si tam magna, tam clara, tam subtiliter ducta, tam nitida et non uno genere formosa solitudini ostenderet. Ut scias illam spectari voluisse, non tantum aspici, vide quem nobis locum dederit. In media nos sui parte constituit et circumspectum omnium nobis dedit; nec erexit tantummodo hominem, sed etiam habilem contemplationi factura, ut ab ortu sidera in occasum labentia prosequi posset et vultum suum circumferre cum toto, sublime fecit illi caput et collo flexili imposuit; deinde, sena per diem, sena per noctem signa perducens nullam non partem sui explicuit, ut per haec, quae obtulerat oculis eius, cupiditatem faceret etiam ceterorum.
Seneca

Siamo soliti sostenere che il sommo bene è vivere secondo natura: la natura ci ha generati per entrambe le finalità, cioè per l'osservazione del mondo e per l'azione. Ora intendiamo dimostrare ciò che abbiamo affermato per primo. Che dire quindi? Ciò non risulterà dimostrato se ciascuno indagherà in se stesso quanto desiderio abbia di conoscere l'ignoto, quanto si accenda di interesse a ogni racconto? Navigano alcuni e affrontano le fatiche di un lunghissimo viaggio per mare con l'unica ricompensa di conoscere qualcosa di misterioso e lontano. Questo obbiettivo spinge le folle agli spettacoli, questo ci costringe a cercare di penetrare le conoscenze che ci sono precluse, a indagare i misteri, a far emergere il passato, a scoprire i costumi dei popoli barbari. La natura ci ha dato un'indole assetata di conoscenza e, consapevole della propria capacità e della propria bellezza, ci ha generati spettatori dei tanto grandi spettacoli del mondo, e sarebbe destinata a perdere il frutto della propria opera, se mostrasse al deserto cose tanto grandi, tanto pregevoli, costruite con tanta raffinatezza, tanto splendide e belle in modi non uniformi. Perché tu capisca che la natura ha voluto essere indagata, e non solo guardata, osserva quale luogo ci abbia assegnato. Ci collocò al centro di sé e ci diede la visione generale di tutte le cose; non solo creò l'uomo in posizione eretta, ma, per farlo idoneo alla contemplazione, affinché potesse seguire i corpi celesti che scorrono dal loro sorgere fino al tramonto e volgere intorno il suo sguardo insieme al tutto, gli fece il capo levato verso l'alto e lo inserì su un collo flessibile. Quindi, facendo passare sei segni zodiacali ogni giorno e sei ogni notte, non celò alcuna parte di sé, per indurre in lui, attraverso quegli spettacoli che aveva mostrato ai suoi occhi, il desiderio di conoscere anche gli altri.

Traduzione a cura della professoressa Laura Pàrola
Ginnasio Liceo Statale "Parini" di Milano