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RAPPORTO PAESE | Brasile

Una grave crisi istituzionale che ipoteca ogni certezza

  • –di Roberto Da Rin



La crisi politico istituzionale del Brasile, a tre mesi dall'inizio delle Olimpiadi di Rio de Janeiro, contiene tutti gli elementi per essere rappresentata in tv e al cinema.
Il Senato ha approvato l'impeachment del presidente in carica Dilma Rousseff, accusata dalla Corte dei conti di aver nascosto la reale entità della crisi economica, nella Finanziaria 2014. La Corte suprema ha respinto il ricorso e la votazione al Senato è stata definitiva.
L'ironia corre sui social network brasiliani, basta scorrere tra gli hashtag “Impeachment” per leggere la partecipazione e la preoccupazione con cui i cittadini seguono la vicenda. C'anche un hashtag “Tchau querida”, ciao Cara, sempre rivolto a Rousseff. Si riferisce al modo familiare con cui l'ex presidente Lula salutava Dilma al termine di una conversazione telefonica intercettata per ordine della magistratura e data in pasto ai giornali dal giudice Sergio Moro, il grande accusatore di Lula, diventato nuovo paladino degli oppositori di destra.
La votazione al Senato avvia quindi il procedimento di impeachment della presidente Dilma Rousseff. La Corte Suprema brasiliana ha respinto il ricorso contro la procedura di impeachment. È stata necessaria la maggioranza semplice dei voti: 41 su 81 senatori.

A rendere ancora più instabile il quadro istituzionale del Paese vi è la probabilità che anche il vicepresidente Temer, attualmente capo di governo ad interim, venga accusato di impeachment per gli stessi reati di Rousseff.

La presidente Rousseff è attualmente sospesa dalle sue funzioni e avrà 180 giorni di tempo per costruire la sua difesa. Dopo di che potrà essere reintegrata o estromessa, a seconda del voto del Senato.

La crisi che investe il Paese potrebbe rappresentare un fattore di instabilità , date le dimensioni dell'economia brasiliana, per l'intera regione latinoamericana.
A conferma dell'interesse per questa fase critica è intervenuto Papa Francesco. «Dio effonda abbondantemente i doni del suo spirito sul Brasile, affinché il paese in questi momenti di difficoltà proceda in armonia sui sentieri della pace e del dialogo». Bergoglio ha pregato così in piazza San Pietro in riferimento alla crisi istituzionale in corso.

Brasile nel pallone, il Brasile di...un colpo di scena al giorno. Questo Paese grande diventato un grande Paese pare irriconoscibile, rispetto a pochi anni fa. Se ne parlava e soprattutto se ne scriveva come di una locomotiva latinoamericana ma soprattutto di se stessa. Un Brasile trasformato, più ricco, meno iniquo e, al di là di ogni aspettativa, stabile e affidabile.
Ora sembra che si sia sgretolato tutto in pochi mesi.
Tre statisti illuminati, Fernando Henrique Cardoso, Luiz Inacio Lula da Silva e Dilma Rousseff, lo avevano accompagnato nel pantheon di quel primo mondo anelato per decenni.
Ora due di questi tre presidenti, Lula e Rousseff, debbono difendersi da accuse politiche e giudiziarie quanto meno ingiuriose. E persino il presidente ad interim Michel Temer potrebbe essere costretto a entrare in questo tunnel di processi per impeachment.

A rendere più complessa l'uscita da questa impasse è la sovrapposizione delle crisi: in Brasile non vi è solo una crisi istituzionale, ma ce n'è una politica, una economica e una sociale.

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