Sri Lanka, crocevia d'interessi strategici. Il perché della strage

    Per tentare di comprendere la portata e le possibili ripercussioni degli attacchi coordinati contro le chiese e gli hotel dello Sri Lanka che domenica hanno brutalmente trasfigurato le celebrazioni pasquali non si può prescindere dal mero dato statistico: oltre 300 vittime civili di 9 nazionalità e

    – di Marco Masciaga

    Il Nord Ovest rinasce come smart land

    Inedite immagini spaziali segnano il cambiamento. Colpisce a Nord Ovest la suggestione del nuovo triangolo industriale che l'acronimo gentile Lover (Lombardia, Veneto, Emilia Romagna) stabilisce a Nord Est, con Milano global city. I dati dicono di un arretramento del Nord Ovest (Piemonte, Liguria e

    – di Aldo Bonomi

    L'unione a protezione dello stato di diritto

    Da qualche tempo l'Unione europea ha acceso un faro sulle politiche pubbliche perseguite da alcuni Stati membri: l'erosione delle garanzie dello Stato di diritto. Alcuni segnali preoccupanti provengono infatti soprattutto dai Paesi dell'Europa dell'Est che sono entrati a far parte dell'Unione dopo

    – di Marcello Clarich

    Un'isola tormentata al crocevia d'interessi economici e strategici

    Scegliendo di colpire anche tre hotel di lusso della capitale Colombo, gli attentatori hanno preso di mira quell'industria turistica alla quale tocca il difficile compito di trasformare l'immagine dello Sri Lanka nel mondo, dopo che tra il 1983 e il 2009 il Paese era finito sulle pagine dei

    – di Marco Masciaga

    Non c'è tempo da perdere, il dopo Draghi è qui

    Indicare il nome del successore di Draghi: è questa la prima cosa che i politici europei dovranno fare appena saranno chiuse le urne di maggio. Qualunque ritardo potrebbe solo gettare benzina sui focolai di incertezza e instabilità che caratterizzeranno i prossimi mesi dell'Unione. Un costo che

    – di Donato Masciandaro

    Se il manifatturiero cambia pelle la produttività torna a crescere

    C'è una notizia molto interessante, in questi giorni dominati dall'euroscetticismo di alcuni e dal diffuso pessimismo sulla crescita zero del Paese: da 10 anni l'industria manifatturiera italiana non è più in ritardo nella crescita della produttività rispetto a Germania e Francia. La segnala un

    – di Fabrizio Onida

    Gli errori (altrui) dietro il successo di nexi

    La recente quotazione di Nexi è significativa per molti aspetti. A prescindere da un prezzo di collocamento troppo elevato (il titolo ha già perso quasi l'8%), la società ha raccolto 2,3 miliardi: segno che la nostra Borsa funziona; e che c'è ampia disponibilità di capitali di rischio se a

    – di Alessandro Penati

    Torino mortificata nel desiderio di ripartire presto

    Sono trascorsi ottant'anni da quando nella primavera del 1939 venne inaugurato a Torino l'imponente stabilimento di Mirafiori, con il quale il senatore Giovanni Agnelli aveva coronato il suo sogno di "fare come Ford", di realizzare un complesso industriale che riproducesse il modello esemplare

    – di Valerio Castronovo

    Sinergia strategica nella terapia genica

    In merito al Progetto Italia Car-T, Silvio Garattini ha proposto sul Sole 24 Ore del 3 aprile di potenziare una rete nazionale di cell factory per produrre queste immunoterapie e renderle accessibili ai pazienti italiani. E' un'ipotesi che potrebbe configurare una contrapposizione tra ricerca

    – di Francesca Pasinelli*

    Università in cerca di stranieri, ma c'è il freno della burocrazia

    L'internazionalizzazione dell'offerta formativa delle nostre università (corsi di studio, master e dottorati) è uno degli obiettivi strategici che il ministero dell'Università e della ricerca ci propone. E giustamente, a mio avviso.

    – di Dario Braga*

    L'economia in frenata spinge la pressione fiscale

    Nell'ultimo trimestre dell'anno scorso la pressione fiscale è aumentata, secondo l'Istat, di ben 0,3 punti percentuali rispetto allo stesso trimestre del 2017. Un incremento di questa entità della pressione fiscale (data dalla somma delle imposte dirette e indirette, delle imposte in conto capitale

    – di Marco Fortis

    Appalti smart per stimolare l'innovazione

    Francia e Germania hanno recentemente presentato un manifesto per una politica industriale europea per il XXI secolo, stimolando un vivace dibattito sul tema in tutto il continente. Il manifesto si basa su una semplice idea: in un contesto di crescente concorrenza globale, l'Europa deve unire le

    – di Simone Tagliapietra

    Il vero tesoretto resta nell'evasione

    Immaginiamo che il nostro fabbisogno pubblico sia un lavandino. Aprendo il rubinetto (ossia riscuotendo le tasse) cerchiamo di riempirlo. Purtroppo il foro di scarico non è tappato e molta acqua (l'evasione fiscale) si perde nelle tubazioni. Cosa possiamo fare? Abbiamo due sole possibilità: tappare

    – di Mattia Losi

    Nel voto europeo un referendum sul progetto della casa comune

    Quelle del 26 maggio non saranno elezioni europee come le altre. Stavolta si andrà alle urne con meno leggerezza e distacco rispetto al passato perché in realtà si tratta di una sorta di voto referendario: siete a favore o contro il progetto di integrazione europea?

    – di Attilio Geroni

    Se le disuguaglianze economiche cambiano il modo di crescere i figli

    Quando si parla di relazioni tra genitori e figli, l'economia non è il primo aspetto che viene alla mente. Eppure le condizioni economiche hanno effetti pervasivi anche sugli aspetti più intimi e familiari delle relazioni umane. La conferma viene dalle sorprendenti variazioni tra Paese e Paese nei

    – di Fabrizio Zilibotti

    Tre profezie per affrontare le sfide decisive del presente

    Giulio Tremonti, nella sua attività di saggista, aggiunge una tessera al mosaico pazientemente costruito in trent'anni di attività molteplice e complessa, articolata e in fondo proficuamente contraddittoria perché basata sull'alternanza fra vita pubblica e vita privata, fra frequentazione del

    – di Paolo Bricco

    L'eccesso di solidarietà che nuoce alla Ue

    Tutte le formazioni politiche che si presenteranno alle elezioni di maggio hanno «Europa» nel loro programma. I seguaci di Emma Bonino l'hanno perfino nel nome, "Più Europa", secco, senza condizionali. Gli altri invece vogliono l'Europa sì, «ma un'Europa diversa», differenziando, secondo la propria

    – di Franco Debenedetti

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