i settori

Aerei e turismo sotto pressione

di Nicol Degli Innocenti

2' di lettura

L’incubo terrorismo spaventa i mercati europei: ad essere colpiti sono stati soprattutto i titoli del settore turismo e tempo libero, società turistiche e compagnie aeree, per il timore di una minore propensione a viaggiare nei prossimi mesi, mentre è tornato a salire l'oro, il tradizionale bene rifugio.

Il settore maggiormente colpito, dunque, è stato il settore viaggi e tempo libero, e l'indice Euro Stoxx 600 Travel & Leisure, che nell'ultimo anno aveva guadagnato il 4,35%, ieri ha perso l'1,5 per cento.

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«I mercati azionari europei stanno assorbendo gli eventi di giovedì sera, e i titoli del settore turismo e viaggi sono sotto pressione, - ha commentato ieri Rebecca O'Keeffe, responsabile degli investimenti di Interactive Investor. – L'attacco di Barcellona è stato la ragione per l'ondata di vendite, ma i problemi a Washington sono un altro fattore che sta causando grande preoccupazione tra gli investitori».

A Londra l'indice Ftse è tornato in flessione dopo tre giorni di guadagni. Due delle compagnie aeree più esposte al mercato spagnolo, International Consolidated Airlines (Iag), che comprende British Airways e Iberia, e EasyJet, hanno subìto le peggiori perdite, calando di oltre il 2 per cento.

Nel mirino anche la compagnia low-cost Ryanair, che ha molti voli con destinazione Spagna, che ha perso il 2%, e Carnival, la società di crociere, che ha perso l'1,2 per cento. Gli investitori temono anche per l'impatto sul settore alberghiero e delle vacanze: hanno perso terreno anche Tui, la società che controlla Thomson Holidays, la compagnia di viaggi Thomas Cook, InterContinental Hotels e Melia Hotels.

Tre delle maggiori destinazioni turistiche in Europa – Londra, Parigi e ora Barcellona – sono state colpite da attentati terroristici e si teme che la conseguenza sarà un calo del turismo. «L'intero settore aereo e del tempo libero è calato solo a causa degli attentati», ha detto John Moore, trader di Berkeley Capital. «L’aspettativa è che nei prossimi mesi la gente viaggerà meno all’estero».

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