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Antitrust: i radiotaxi bloccano la concorrenza. Vittoria per Mytaxi

di Redazione Roma

Antitrust: i radiotaxi bloccano la concorrenza. Vittoria di Mytaxi


2' di lettura

Le clausole di esclusiva contenute negli atti che disciplinano i rapporti tra i principali operatori di radiotaxi attivi a Roma e Milano e i tassisti aderenti, «nella misura in cui vincolano ciascun tassista a destinare tutta la propria capacità operativa, in termini di corse per turno, ad un singolo radiotaxi, costituiscono reti di intese verticali restrittive della concorrenza» e devono quindi cessare. Lo ha stabilito l'Antitrust, dopo una segnalazione di Mytaxi, dando 120 giorni alle imprese di radiotaxi per avviare le dovute iniziative.

Sei le società coinvolte
In sostanza, quindi, la decisione dell'Antitrust spiana la strada alla app di Mytaxi, con la quale si può facilmente prenotare un'auto dal cellulare, indicando la strada che dovrebbe consentire ai tassisti di aderire al servizio senza dover lasciare la loro cooperativa di appartenenza, così come accade ora proprio a causa di questi vincoli. Sono sei le società coinvolte dal provvedimento dell'Antitrust, che ha deciso di non procedere con la sanzione perché la portata “restrittiva” delle intese «è emersa, e divenuta evidente, solo con lo sviluppo di nuove tecnologie che hanno consentito l'affermarsi di piattaforme aperte», quindi l'Autorità ha ritenuto le intese «non gravi». Sono tre a Roma (Radiotaxi 3570 - Società Cooperativa, Cooperativa Pronto Taxi 6645 - Società Cooperativa, Samarcanda - Società Cooperativa) e tre a Milano (Taxiblu Consorzio Radiotaxi Satellitare Società Cooperativa, Yellow Tax Multiservice Srl e Autoradiotassì Società Cooperativa). Le clausole di esclusiva che disciplinano i rapporti tra gli operatori e i tassisti aderenti, spiega l'Antitrust, «vincolano ciascun tassista a destinare tutta la propria capacità operativa, in termini di corse per turno, ad un singolo radiotaxi»: in pratica, attualmente il tassista non può “rispondere” a una chiamata di Mytaxi e quindi si tratta di vincoli che “costituiscono reti di intese verticali restrittive della concorrenza». Insomma, l'Autorità ha verificato che tali clausole «sono idonee a determinare un consistente e duraturo effetto di chiusura del mercato della raccolta e smistamento della domanda del servizio taxi a Roma e Milano, ostacolando l'accesso a nuovi operatori che adottano un diverso e innovativo modello di business, come Mytaxi, e, più in generale, la concorrenza tra piattaforme chiuse (come i radiotaxi) e aperte».

Istruttorie avviate su segnalazione di Mytaxi
L'Autorità ha inoltre verificato che la presenza delle clausole di esclusiva «non ha alcuna giustificazione di natura giuridica o economica». Le istruttorie sono state avviate dall'Autorità proprio su segnalazione di Mytaxi, società appartenente al gruppo automobilistico tedesco Daimler AG, che gestisce una piattaforma aperta attraverso un'app liberamente accessibile dai tassisti affiliati, i quali, in base alle proprie esigenze, possono mettere a disposizione della piattaforma una quota variabile di corse.

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