legge elettorale

Berlusconi propone sistema tedesco e voto in autunno. Prove di intesa FI-Pd


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(ANSA)

4' di lettura

Manovre in corso per la riforma della legge elettorale, il cantiere sempre aperto della nostra politica. A mettere in fibrillazione i vari schieramenti sono le ultime aperture di Silvio Berlusconi ai democratici: adottare il sistema elettorale tedesco in cambio del voto anticipato in autunno. In pratica, un patto a due per dare all'Italia una legge di stampo europeo che, se confermato, vedrebbe il Pd di Matteo Renzi fortemente disposto al dialogo, come ha confermato anche il neo vicesegretario dem Maurizio Martina. Sul tema è intervenuto ieri anche l'ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia che dal palco della manifestazione di Mdp a Milano ha parlato «piccolo passo avanti», anche se ha messo in guardia dalle possibili «furberie». Ma il M5s non ci sta. Per Di Maio c'è infatti un tentativo di mettere il movimento all'angolo: «Oggi si parla tanto di modello tedesco, ma FI e Pd vogliono governare insieme», ha denunciato il vicepresidente della Camera.

La proposta del leader di Forza Italia
Per ufficializzare la proposta di siglare un patto FI-Pd per adottare il sistema elettorale tedesco che sbloccherebbe l’impasse permettendo il voto già in autunno Berlusoni ha scelto un’intervista al Messaggero di ieri in cui ha anche auspicato la possibilità di «tornare a ragionare in modo costruttivo col Pd». Sul sistema misto maggioritario-proporzionale proposto dal Pd, Berlusconi ha osservato: «Non è un sistema misto, è un sistema confuso e pericoloso. Se venisse adottato, dalle elezioni potrebbero uscire una maggioranza casuale, che sarebbe comunque espressione di una minoranza dei cittadini, o anche due maggioranza diverse fra Camera e Senato. Mi sembra un tentativo di forzatura da parte del Pd, del tutto sorprendente anche rispetto alle indicazioni del Capo dello Stato per una legge elettorale condivisa». «Il problema - ha aggiunto - non è Forza Italia: questa proposta, che non ha la maggioranza in Senato, così com'è spacca il Paese su un tema che invece dovrebbe unire, come le regole elettorali». Secondo il ragionamento dell’ex Cavaliere «il sistema tedesco, quello vero, che noi chiedevamo è uno dei due grandi sistemi possibili, accanto al semipresidenzialismo alla francese», ed è anche «l L' unico che funziona davvero in Europa nei paesi in cui non è prevista l'elezione diretta del presidente».

Le elezioni “alla tedesca” proposte da FI
Puntare su un sistema elettorale “alla tedesca” significa in pratica adottare un sistema di voto proporzionale con un importante elemento maggioritario che lo completa e integra. I punti cardine della proposta di legge di Forza Italia (elaborate da una commisisone interna del partito e presentate a febbraio) sono infatti un sistema proporzionale con premio di maggioranza alla lista o alla coalizione che superi il 40% dei voti validi (sia alla Camera che al Senato); no alle preferenze ma tutti candidati in collegi uninominali; capo della coalizione scelto dagli elettori (ogni lista anche all'interno di una coalizione indica il suo leader e la lista più votata esprimerà il premier); recupero della lista che si avvicina di più alla soglia di sbarramento in coalizione, anche senza raggiungerla (recupero del miglior perdente); voto all'estero non più per corrispondenza ma espresso in seggi predisposti dalle rappresentanze diplomatiche e consolari; niente più disparità per gli elettori del Trentino Alto Adige; sistemi per garantire maggiore controllo all'interno delle sezioni elettorali al fine di evitare brogli.

M5S all’attacco: Pd e FI vogliono metterci nell’angolo
Nel fronte delle opposizioni, la proposta di convergenza Pd-FI lanciata da Berlusconi scatena l’immediata reazione del M5S. «Stanno tentando in tutti i modi di sbarrarci la strada. Hanno fatto anche in breve tempo due proposte di legge che hanno l'obiettivo di metterci nell'angolo, ma questo non ci spaventa. Anzi, il fatto che ci temano è per noi un bollino di qualità perché non ha niente da temere chi non ha niente da nascondere», ha chiarito ieri a Taranto il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio (M5S) intervenendo a Taranto ad una convention elettorale a sostegno del candidato sindaco Francesco Nevoli. «I cittadini - ha spiegato riferendosi alla legge elettorale - devono dare una chance e far governare il Paese a chi non lo ha mai fatto e non continuare a fidarsi di chi ha ridotto il Paese in queste condizioni. Oggi si parla tanto di modello tedesco e sapete cosa è? Che FI e Pd litigano e poi, finite le elezioni, si mettono a governare insieme».

Cosa prevede il “Rosatellum”
La proposta di un Nazareno-bis lanciata da Berlusconi arriva a poche ore dell’ennesimo giro di boa per la travagliata navigazione della riforma elettorale. Domani la commissione Affari costituzionale della Camera voterà infatti la proposta di testo base da poco depositata dal nuovo relatore Emanuele Fiano che ha preso il posto del dimissionario Andrea Mazziotti (CI). Si tratta del cosiddetto “Rosatellum” (dal nome del capogruppo dem in commissione, Ettore Rosato) che prevede in sintesi una metà dei deputati eletti in collegi uninominali maggioritari a turno unico, e l'altra metà con metodo proporzionale in listini bloccati di 2-4 persone, oltre ad una soglia di sbarramento al 5 per cento.

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