LA GIORNATA DEI MERCATI

Borsa di Tokyo in calo (-0,8%), Nikkei sotto 19mila punti

dal nostro corrispondente Stefano Carrer

(Afp)

2' di lettura

TOKYO - L'indice Nikkei della Borsa di Tokyo ha chiuso in calo dello 0,81% a 18.909,26 punti.
Il mercato azionario giapponese ha ripiegato nella fase finale delle contrattazioni, dopo essersi inizialmente orientato al rialzo nella sessione finale dell'esercizio finanziario annuale, sulla spinta positiva di Wall Street, di uno yen più debole e di alcuni dati macro giapponesi. L'intera settimana si chiude dunque in pesante rosso, con il Nikkei tornato sotto la soglia dei 19mila punti.
Vari investitori hanno preferito passare a realizzi di profitto, in vista delle incertezze e delle possibili delusioni che potrebbero provenire nei prossimi giorni dal fronte delle politiche americane e della stessa politica interna giapponese. Alcuni operatori sono rimasti delusi dai volumi limitati di acquisti da parte delle aziende in vista della chiusura dei bilanci annuali.

La divisa nipponica e' tornata sopra la soglia di un cambio a 112 nei confronti del dollaro, il che ha favorito acquisti sui titoli delle aziende esportatrici, ma poi e' tornata ad apprezzarsi sotto quella soglia. Tra i singoli titoli, cedono terreno Morinaga e Morinaga Milk, dopo la notizia che le due societa', gia' affiliate, non procederanno a una fusione. Debole, in particolare, il comparto dell'elettronica, mentre il settore dell'energia continua ad essere oggetto di acquisti.
Una raffica di dati macroeconomici ha offerto indicazioni di tenore non univoco sullo scenario dell'economia giapponese.
Il tasso di disoccupazione e' sceso dal 3% di gennaio al 2,8% a febbraio, il minimo da 22 anni. La disponibilità di posti rispetto alla domanda si e' confermata al favorevole rapporto di 1,43. Il numero di lavoratori e' sceso dello 0,3% a 64,83 milioni, con 1,9 milioni i disoccupati. La produzione industriale a febbraio e' aumentata del 2% rispetto al mese precedente, trainata da auto, macchinari e prodotti chimici.
I consumatori, pero', restano riluttanti a spendere: la spesa delle famiglie e' diminuita del 3,8% rispetto a un anno prima. Tuttavia i prezzi al consumo “core” (che escludono gli alimentari freschi) sono riusciti a salire: +0,2% rispetto a un anno prima, dopo il +0,1% di gennaio che aveva rappresentato il primo incremento in 13 mesi. Includendo gli alimentari freschi, l'inflazione e' salita dello 0,3%.
Il “core core” Price Index (che esclude anche l'energia) risulta in aumento solo dello 0,1% per cento a febbraio, nonché in calo dello 0,2% per quanto riguarda a marzo l'area metropolitana di Tokyo (che tende ad anticipare il trend nazionale). Si tratta di valori ancora ben distanti dall'obiettivo del 2% inseguito dalla Banca del Giappone. Il miglioramento, del resto, e' legato soprattutto a una ripresa delle quotazioni petrolifere e a un cambio più basso dello yen che ha dato una spinta ai prezzi all'import: la domanda domestica resta fiacca e poco significativa nell'agevolare il sospirato arrivo di spinte inflazionistiche.

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