rapporto su relazioni e stili di vita

Censis-Auditel, banda larga in una famiglia su due

di Nicola Barone

Oltre il 95% delle famiglie ha almeno un cellulare

3' di lettura

In Italia la connessione al web è «ormai capillare e coinvolge anche gli anziani. «Il 49,6% delle famiglie dispone di una connessione a banda larga, con una forte oscillazione territoriale (che penalizza il Sud) e sociale (che penalizza le famiglie a basso livello socio-economico)». Il dato emerge dal primo Rapporto Auditel-Censis su convivenze, relazioni e stili di vita delle famiglie italiane, presentato al Senato.

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Wireless e connessione mobile, in casa, al lavoro, negli esercizi e spazi pubblici, rendono il web imprescindibile nelle dotazioni individuali e nelle relazioni collettive. Il rapporto conferma la spiccata propensione dei minori verso il digitale: il 17,6% dei bambini tra i quattro e i dieci anni possiede il cellulare, il 6,7% utilizza il pc fisso, il 24,2,% il portatile, il 32,7% il tablet e il 49,2% è connesso al web. I nati dal 2000 in avanti sono il banco di prova tangibile degli effetti sociali, anche sulle relazioni familiari, dei nuovi strumenti tecnologici.

In 28 milioni usano lo smartphone anche di notte
Nelle famiglie italiane lo smartphone è utilizzato dalla quasi totalità dei membri, in piena solitudine e non in fruizione collettiva. Gli utilizzatori notturni che lo hanno eletto partner inseparabile sono 28 milioni e 11,8 milioni di italiani usano sempre e ovunque lo smartphone per navigare sul web. Secondo il Rapporto Auditel-Censis le famiglie «sono alle prese con la potenza erosiva degli smartphone, che azzerano i momenti di aggregazione collettiva. Una persona, uno smartphone è la metrica ormai imperante in tutte le tipologie familiari». La v - contro cui negli ultimi anni è stata messa in atto una vera e propria crociata» - si rivela essere un mezzo molto più aggregante. «Nella maggior parte delle famiglie - si legge nel Rapporto - la tv aveva e ha ancora una fruizione prevalentemente collettiva: riunisce dinanzi a sé i membri delle abitazioni, con un'alternanza di silenzi (per ascoltare) e scambi di opinione tale da poter tranquillamente affermare che il televisore crea i presupposti tecnici e di contenuto della relazionalità familiare».

Oltre 6 milioni le donne capofamiglia
Le donne con ruolo di capofamiglia sono 6,3 milioni, pari al 25,7% del totale dei nuclei. Oltre alle donne che vivono in solitudine, ce ne sono 2,9 milioni in coppia - con o senza figli - di cui 1,7 milioni che assolvono da sole al ruolo di genitore. Nonostante il ruolo crescente della donna, il potere decisionale maschile su settori vitali della vita familiare nelle coppie con o senza figli rimane un punto fermo. Gli acquisti quotidiani e di elettrodomestici sono, infatti, gli unici ambiti a prevalente potere decisionale femminile: il resto è tutto in mano ai maschi. Cresce il peso dei figli nel caso di decisioni di spesa per i device informatici. Spiccata la propensione a convivere con persone del proprio gruppo sociale, per livello di scolarità e per professione svolta. Le donne, più degli uomini, tendono a fare coppia con partner che svolgono attività professionali dello stesso livello e sono più propense ad accettare uomini meno colti. Vince su tutto l'omogeneità socio-economica e professionale delle coppie, in sintonia con una società dalla mobilità sociale bloccata quasi per ceti. In Italia 1,3 milioni di persone vivono con parenti, o con altre persone con cui non hanno relazioni di coppia o genitoriali per ragioni economiche. I bambini tra quattro e dieci anni si rivelano precoci digitali, grazie anche al boom clamoroso di accessori domestici. Lo studio si basa sulla ricerca di base Auditel che, sette volte l'anno, passa in rassegna - casa per casa - le abitudini di 41 mila italiani, puntando l'obiettivo su dotazioni delle famiglie (dal tostapane alla fibra ottica), interazioni e ruoli decisionali, consumi mediatici.

Crimi: i supermercati globali mettono a rischio i minori
«Occorre recuperare sin dall'infanzia la socialità e proteggere i minori» ha detto il sottosegretario all'Editoria Vito Crimi commentando i dati dello studio. Rispetto al bombardamento digitale cui sono sottoposti i minori, Crimi ha invocato l'urgenza di un nuovo percorso educativo. Il sottosegretario ha poi citato i supermercati globali della nostra epoca: da Netflix “il supermercato globale del cinema”, a Spotify “il supermercato globale della musica”, che spingono i consumi, «ma non consentono di monitorare l'utilizzo del denaro
Ancora pochi genitori sono a conoscenza degli strumenti di parental control», ha concluso il sottosegretario. Secondo il presidente del Censis Giuseppe De Rita «la famiglia, collante della società, ha cambiato pelle con l'evoluzione sociale. Siamo passati dalla famiglia spa - che combinava redditi e patrimoni - alla famiglia di cura, fino all'attuale rischio di una famiglia disintermediata, alle prese con le sfide che minacciano la relazionalità interna».

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