diversificazione

Curioso sui Cir, il single teme il rischio Paese

di Federica Pezzatti


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(massimo_g - stock.adobe.com)

3' di lettura

Ho un portafoglio abbastanza sbilanciato sul nostro Paese. In particolare detengo dei BTp con scadenza 2022 (40mila euro) e 20 mila CTz scadenza ottobre 2019 (Isin IT0005289274); fondi comuni d'investimento bilanciati per 100mila euro circa (ai valori del 30 settembre) che in questi giorni stanno scendendo parecchio. Vorrei diversificare all'estero anche perché in futuro potrei trasferirmi in Germania dove abita la mia compagna e dove potrei ottenere un contratto lavorativo decisamente vantaggioso, sia in termini economici sia in termini di ore di lavoro. Non ho più molta fiducia sull'Italia e temo anche per il sistema bancario, inoltre ho paura di una eventuale patrimoniale.
Sono poi comunque incuriosito dai Cir di cui si sta parlando in questo periodo. Potrebbero essere un'opportunità?

Lettera non firmata
(via e-mail)
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risponde Federica Pezzatti
f.pezzatti@ilsole24ore.com

Dalla sua lettera emerge un comportamento un po' incoerente. Da un alto ha paura a continuare a investire nel Belpaese anche in vista del suo trasferimento in Germania. Dall'altro è incuriosito dai Cir, pur ritenendo di essere sbilanciato verso il mercato italiano e i sui titoli di Stato. Partiamo subito dai Cir. Una bozza di progetto elaborata dai tecnici della Lega e consegnata nei giorni scorsi al Mef, disegna i nuovi Conti individuali di risparmio (Cir). Nel documento si spiega come il lancio sia finalizzato al consolidamento, miglioramento e sviluppo delle infrastrutture con vincolo di acquisto all'emissione e possesso fino a scadenza. Le somme investibili in Cir, fino a 3mila euro annui, non possono eccedere i 90mila euro complessivi. A fronte di questo, il regime fiscale prevede la «non imponibilità dei rendimenti», la «deduzione del 23% sul massimo di 3mila euro annui che matura nell'anno dell'acquisto dei titoli» e l'«irrilevanza Irpef delle eventuali plusvalenze e minusvalenze» nonché «l'inapplicabilità dell'imposta di donazione e successione a condizione che le somme non vengano distratte per almeno 18 mesi». Quindi una soluzione che non potrà rappresentare un parcheggio per le somme di cui lei ci parla.Quanto alla scarsa fiducia sull'Italia e sul sistema bancario, il rischio di controparte può essere annullato se al posto di liquidità, acquista, anche dall'Italia, prodotti di mercato monetario o titoli di Stato (di altri Paesi area euro). Deve anche tenere presente che per le somme su conto corrente(fino 100mila euro per depositante e per istituto) esiste la garanzia del Fondo interbancario di tutela depositi (Fitd), anche se va fatta qualche riflessione sulla sua reale tenuta.
Il rischio sul patrimonio liquido sussiste anche presso banche di altri Paesi, quindi la scelta di trasferire all'estero somme di denaro deve comunque essere valutata attentamente considerando anche i fattori di costo.
Riguardo agli aspetti legali e fiscali in Italia non esiste nessuna limitazione né divieto per una persona fisica residente a trasferire e detenere all'estero attività finanziarie (sia liquidità sia investimenti), sia in euro sia in altre valute (dollari e franchi svizzeri).
Tuttavia la normativa fiscale richiede che tali investimenti siano oggetto di dichiarazione nel quadro Rw del modello di dichiarazione dei redditi, e che i proventi finanziari siano altresì dichiarati e soggetti a tassazione (con le medesime aliquote applicate dagli intermediari italiani). Inoltre dal 2017 (per i conti in Svizzera dal 2018) è operativo un sistema di scambio automatico di informazioni (Crs) attraverso il quale le autorità fiscali italiane ricevono annualmente informazioni circa il valore del conto estero e i relativi redditi. Questo potrebbe comportare una richiesta di informazioni da parte dell'agenzia delle Entrate anche in presenza del quadro Rw compilato, in quanto i criteri di esposizione e valorizzazione sono spesso difformi. Bisogna poi capire il motivo per cui lei vuole trasferire all'estero i suoi averi al di là del trasloco pratico in Germania. Se teme un periodo difficile per l'Italia, basta investire in titoli esteri; se invece ha paura di una patrimoniale allo stato attuale c'è dunque poco da fare per sfuggire al Fisco (l'imposta di bollo o l'Ivafe esistono già e sono di fatto delle mini-patrimoniali, il Fisco potrebbe semplicemente rendere proporzionale l'aliquota), se non l'ipotesi di trasferimento “genuino” della residenza fiscale all'estero.

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