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E ora gli audiolibri imitano la tv in streaming. Arrivano le serie originali

di Gianni Rusconi

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3' di lettura

È un mercato che corre. E parecchio. Su scala globale siamo nell'ordine del 40% di incremento su base annua. Secondo le rilevazioni dell'Audiobook Publishers Association (Apa), gli audiolibri sono il segmento in più rapida crescita dell'editoria digitale e negli Stati Uniti, vera culla di questo fenomeno (un americano su quattro ha ascoltato un audiolibro negli ultimi dodici mesi), il giro d'affari del 2017 è salito a 2,5 miliardi di dollari, rispetto ai 2,1 miliardi dell'anno precedente. Il boom degli audiobook è stato un toccasana per aziende come HarperCollins, Hachette e Penguin Random House, capaci di compensare la flessione di domanda per gli ebook, generando margini per le rispettive divisioni digitali, proprio grazie alle vendite dei prodotti audio. La sfida, osservano gli esperti, si gioca su un fronte molto definito, quello del pubblico giovanile, perché sono gli under 35 i più importanti fruitori di questo servizio. Catturare e fidelizzare un'utenza molto ricettiva al richiamo del contenuto in formato “liquido”, sfruttando come canale di distribuzione lo smartphone, è dunque l'obiettivo, o meglio la priorità, di un po' tutti gli editori. Una priorità che si specchia con un'altra delle prerogative del consumatore digitale, quella di essere multitasking: il libro si ascolta mentre si è impegnati nelle faccende di casa, mentre si fa sport, mentre ci si sposta sui mezzi pubblici. E il fattore user experience, anche in questo caso, diventa quindi decisivo.

Il libro in versione cartacea continuerà a vivere ma lo scenario è cambiato, in modo irreversibile. Chi lavora in questo settore deve fare i conti, per esempio, con un fenomeno che si chiama podcasting. In Italia non è ancora così diffuso, ma negli Usa è qualcosa di abitudinario per un terzo della popolazione e non a caso quasi tutti i grandi retailer di audiobook lo vedono come una porta d'ingresso per i libri da ascoltare. Per questo le varie Audible, Tunein, Overdrive e Scribd hanno creato delle vere e proprie unità podcast “in-house”, convinte del fatto che la disponibilità di contenuti gratuiti da fruire on demand possa fare da volano alla sottoscrizione di un abbonamento o all'acquisto di un titolo. Nel caso di Audible, azienda fondata nel 1995 e passata nelle mani di Amazon nel 2008 per circa 300 milioni di dollari, la sfida si gioca anche sul mercato italiano, dove il servizio è stato lanciato a maggio del 2016 con un modello “all-you-can-listen”, simile a quello di Netflix. Si paga cioè un abbonamento mensile di 9,99 euro e si accede in modo illimitato al catalogo di audiolibri e contenuti originali. “Stiamo crescendo, da due anni a questa parte, con tassi a tre cifre”, ci dice Marco Azzani, Country Manager di Audible in Italia, confermando come il numero medio di titoli ascoltati per utente in un anno sia salito a 18, dato in linea con quello registrato su scala mondiale. Un quadro positivo, dunque, che riflette la preferenza per diversi generi di contenuto (thriller, testi storici e fantascienza fra quelli che vanno per la maggiore) e che nasce da lontano. “Amazon – spiega il manager - ha investito cinque milioni di euro in Italia nel primo anno di vita della piattaforma e ora siamo su livelli molto superiori, senza includere i costi di marketng”. A catalogo, oggi, ci sono circa 13mila titoli e quelli in italiano, che sono oltre un terzo del totale, coprono il 96% dell'ascolto complessivo. E la concorrenza? C'è ed è molto eterogena, spazia da Apple (con i suoi ebook da scaricare su iPhone e iPad) a specialisti come Storytel e Audiobooks.com per arrivare a Google, che ha già reso disponibili anche in Italia i suoi primi audiolibri (a pagamento) attraverso il proprio negozio di applicazioni. Audible si muove in due direzioni. La prima sono gli accordi con gli editori (da Mondadori a Longanesi, tutti i grandi operatori italiani sono sotto contratto) per le versioni audio dei libri a catalogo. La seconda prevede la produzione di contenuti originali di vario genere: il progetto in Italia è decollato a metà 2017 e l'obiettivo è quello di sfornare una quindicina di titoli nel corso del 2018 e di salire a una trentina nel 2019. La fruibilità del servizio (via app da telefonino o tablet oppure in streaming anche dal personal computer) rimane il vero “topic” e per elevare la qualità dell'esperienza d'uso è in fase di sviluppo una funzionalità dell'applicazione espressamente dedicata alle serie originali. “In Italia – ha concluso Azzani - non c'è ancora una grande cultura dell'audiolibro ma gli editori hanno capito l'opportunità di differenziare la propria offerta, affiancando l'audiolibro al libro tradizionale: il prodotto digitale non cannibalizza l'originale ma può essere anche un mezzo per valorizzare i contenuti premium disponibili”.

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