L’ANALISI

Flynn lascia ma Trump sapeva

di Mario Platero


default onloading pic
(REUTERS)

3' di lettura

Michael Flynn era stato sentito dall’Fbi già tre settimane fa, nuove indiscrezioni affermano che avrebbe mentito agli agenti che lo interrogavano e che adesso, oltre a lasciare la guida la guida del Consiglio per la Sicurezza Nazionale potrebbe essere chiamato in giudizio. Non solo. Secondo il Washington Post il presidente sapeva, da gennaio, dei contatti del suo consigliere con l’ambasciatore russo.

Adesso Donald Trump dovrà scegliersi un altro “professional” per sostituire Flynn. E non c’è dubbio su quale sia il nome migliore dal punto di vista dell’esperienza e della credibilità, è quello dell’ex generale David Petraeus ex capo della Cia, forse uno dei personaggi di maggior esperienza, credibilità e capacità di gestione disponibili. La statura di Petraeus consentirebbe di tenere sotto controllo le possibili interperanze di Stephen Bannon, consigliere del presidente, esponente dell’Alt Right da poco incluso nel consiglio.

Ma Petraeus ha ancora due mesi prima di uscire dal “bando” dagli incarichi pubblici per avere svelato segreti di Stato a una sua ex amante. Fu uno degli scandali più seri nell’era Obama, ma Petraeus ha pagato il prezzo e potrebbe ottenere una esenzione dal Congresso per consentirgli di lavorare subito. Un altro candidato possibile è il vice ammiraglio Robert Harward, grande esperienza nel Consiglio per averci lavorato durante l’amministrazione Bush Jr. Comunque sia tutto ciò avviene in un contesto molto difficile - è di ieri la notizia di uno schieramento illegale di missili Cruise da parte della Russia, cosa che secondo il Pentagono e il dipartimento di Stato sarebbe in violazione degli accordi per il disarmo nucleare.

E non era certo Fynn il personaggio ideale per gestire siutazioni difficili, a detta di tutti era un personaggio inaffidabile, accentratore, malato di protagonismo e poco amato da tutti nelle forze armate. «Flynn alla Casa Bianca è una mina vagante», mi aveva detto già tempo fa un repubblicano che lo conosceva bene. Come ha dimostrato con la violazione di certe regole basilari che gli hanno imposto le dimissioni. Uno sviluppo che ha generato forte imbarazzo alla Casa Bianca, dove Flynn era uno degli uomini di maggior fiducia di Donald Trump e che rompe quel “cerchio magico” che si era formato attorno al presidente. Questo il passaggio chiave nella lettera di dimissioni di Flynn, che spiega la vicenda: «Sfortunatamente nel corso di eventi intensi ho inavvertitamente riferito informazioni incomplete al vicepresidente Mike Pence riguardo le mie conversazioni con l’ambasciatore russo Sergey Kislyak». In questa frase ci sono tutti gli ingredienti: una conversazione che non avrebbe dovuto esserci sulle sanzioni di Obama contro Mosca con l’ambasciatore russo a Washington. E una bugia sull’accaduto al vicepresidente Pence. Pence smentì le indiscrezioni sulla discusszione tra Flynn e Kislayk. È stato a quel punto, dopo l’intervento pubblico di Pence, che il dipartimento per la Giustizia ha informato la Casa Bianca dell’esistenza di intercettazioni condotte come normale misura di sicurezza dall’intelligence, che confermavano la conversazione sulle sanzioni da parte di Flynn.

Che le dimissioni potessero essere forzate su Flynn lo si era capito già lunedì mattina: la posizione del consigliere per la Sicurezza Nazionale si era improvvisamente aggravata per la conferma dettagliata della sua conversazione con Kislyak, avvenuta prima che Flynn diventasse capo del Consiglio per la Sicurezza Nazionale. Nella transizione infatti, da una parte Flynn aveva informazioni privilegiate sulla sicurezza del paese, per essere pronto ad assumere il suo ruolo, ma dall’altra non poteva usarle fino a quando non si fosse insediato alla Casa Bianca. Invece Flynn, che ha rapporti molto forti con Mosca, alzò il telefono, chiamò Kyslyak e cercò di minimizzare la portata delle sanzioni.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...