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Le gallerie argentine fanno lobby con Meridiano

di Silvia Anna Barrilà

Meridiano

3' di lettura

Il mercato dell'arte argentina si sta aprendo al mondo, ma le sfide per aumentare la visibilità dell'arte argentina sono ancora molte. Per rinforzare il mercato sia all'interno che all'esterno, le gallerie d'arte hanno messo insieme le forze e si sono unite nell'associazione Meridiano. Ne abbiamo parlato con la coordinatrice Camila Charask.

Quando avete fondato Meridiano?
Un anno fa, a gennaio 2016. Abbiamo iniziato a lavorarci dal 2015 con lo scopo di creare accordi per creare uno statuto.
Qual è stata la motivazione alla base della fondazione dell'associazione?
La nostra motivazione principale era quella di generare uno spazio comune che includesse numerose voci. In Argentina abbiamo una scena artistica importante, con grandi artisti e tante gallerie. Lo scopo di Meridiano è promuovere l'arte argentina sia a livello locale che globale e di rafforzare ul ruolo delle gallerie come agenti culturali.
Inoltre vogliamo contribuire alla definizione delle politiche pubbliche e incoraggiare il dialogo tra i vari attori del governo sui vari livelli (municipale, provinciale e nazionale) e con il settore privato, e vogliano contribuire alla promozione del mercato interno e internazionale.
Com'è cambiato il mercato dell'arte in Argentina negli ultimi anni e con il nuovo governo?
È difficile rispondere considerato che il nuovo governo è entrato in carica solo un anno fa. Quello che possiamo dire con certezza è che stiamo lavorando a nuove politiche pubbliche per aiutare lo sviluppo del mercato dell'arte argentina.
Per esempio?
Dal 2014 lavoriamo con la Agencia Nacional de Inversiones y Promoción Internacional e con la Cancillería Argentina per promuovere l'arte argentina all'estero. Per esempio abbiamo partecipato a diverse fiere in tutto il mondo con il sostegno di queste due istituzioni.
L'anno scorso abbiamo pubblicato, insieme al governo, un annuncio su Artforum per promuovere le gallerie argentine ad Art Basel Miami Beach a dicembre. Abbiamo lavorato con il governo anche per Arco 2017, dove l'Argentina sarà l'ospite d'onore con 12 gallerie in una sezione speciale curata da Ines Katzenstein, mentre altre otto saranno nella sezione principale e una nella “Opening section”. Anche noi, insieme al Ministero della cultura, presenteremo varie mostre con più di 60 artisti in 17 organizzazioni tra cui il Reina Sofia e il Museo Thyssen-Bornemisza. Inoltre stiamo lavorando con la città di Buenos Aires sul programma Art Basel Cities. Siamo molto eccitati riguardo a questo progetto. Insieme al governo, agli artisti, ai musei, ai curatori e ai collezionisti Meridiano sta cercando di sviluppare un ecosistema artistico virtuoso.
Quali sono le necessità e le sfide delle gallerie?
La maggior parte delle sfide è legata alla dogana argentina e alle regolamentazioni fiscali per l'arte. Nel nostro paese è ancora molto difficile esportare le opere d'arte e questo è il motivo per cui ci aspettiamo che vengano fatti degli emendamenti alla legge per la libera circolazione delle opere d'arte. A questo scopo stiamo lavorando con il Ministero della cultura, l'Agencia Nacional de Inversiones y Promoción Internacional e l'Administración Federal de Ingresos Publicos.
A quanto ammonta l'Iva sull'arte?
È pari al 21%. Se si acquista un'opera d'arte in Argentina, si può chiedere una riduzione dal 21% al 10,5% se si ottiene lo status di collezionista, secondo un procedimento amministrativo del Ministero della cultura. Il problema principale è che abbiamo lunghi processi burocratici in dogana che richiedono tempo, denario e non sono semplici. Questo è quello che vogliamo cambiare.
Quante gallerie include l'associazione?
Sono 45 di cui solo un paio da Rosario e un paio da Cordoba e le altre da Buenos Aires. Quasi tutte le gallerie argentine contemporanee sono parte dell'associazione e altre stanno diventando membri.

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