Cisco Networking Academy

Gentiloni: «Il Mezzogiorno si muove, mai state condizioni migliori per investire»

di Vera Viola

3' di lettura

«Il Mezzogiorno si sta muovendo, e si muove con le proprie forze: qui non ci sono mai state condizioni migliori per investire», le parole del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni dal palco della sala assemblee del Campus della Federico II di San Giovanni a Teduccio, dove si annuncia l’ avvio della Cisco Networking Academy che includerà anche un co-innovation hub rivolto alle aziende. «È il primo luogo nel mondo – ha precisato il ceo Chuck Robbins – in cui abbiamo tentato una collaborazione con Apple. Per la prima volta insieme, nello stesso posto, metteremo insieme i nostri programmi sulla formazione».
L’interesse di Cisco per Napoli e la collaborazione con la Federico II erano nell’aria da tempo. Ora la scelta di entrare a far parte della community del polo di San Giovanni lascia presagire una maggiore interazione con imprese, giovani e con il territorio.

Il premier su Cisco ed Apple
«Ci troviamo oggi a celebrare il fatto che per la prima volta nel mondo proprio qui alla Federico II, a Napoli, nel Mezzogiorno - ha precisato il premier - nasce una collaborazione nell’ambito dell’education, nella formazione, tra Apple e Cisco: un fatto assolutamente straordinario, che accade qui e che non era mai accaduto finora nel mondo». Il presidente del Consiglio ha voluto anche sottolineare l’importanza di una ripresa che si percepisce anche nel Mezzogiorno. «Il Sud si muove con le sue forze - ha ribadito - ma anche con l’impegno del governo per creare condizioni favorevoli perché le imprese investano al Sud». Gentiloni fa cenno al bonus per gli investimenti e per l’occupazione, al recente decreto “Resto al Sud” che punta a offrire ai giovani meridionali l’opportunità di lavorare nelle proprie città.

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L’innovazione tecnologica ci aiuta a ridurre le distanze tra grandi aree urbane e territorio che le circonda, tra Nord e Sud, tra diversi quartieri della stessa città. Potenzialmente l’innovazione digitale riduce differenze, dà pari opportunità informative e tecnologiche

L’innovazione tecnologica - per il premier - è una occasione sopratutto per il Mezzogiorno. «Questa innovazione tecnologica - ha detto - ci aiuta a ridurre le distanze tra grandi aree urbane e territorio che le circonda, tra Nord e Sud, tra diversi quartieri della stessa città. Potenzialmente l’innovazione digitale riduce differenze, dà pari opportunità informative e tecnologiche». Per il premier, insomma, è con ottimismo che «dobbiamo pensare alla rivoluzione tecnologica, non come a una minaccia da cui tenersi al riparo». Ha parlato poi della positiva congiuntura dell’economia globale», ma anche di diseguaglianze all’interno delle società che tendono ad aumentare. Del rischio che «la robotica porterà via posti di lavoro». «Per rispondere a queste preoccupazioni - ha concluso - c’è un solo modo ed è investire nel capitale umano».

Chuck Robbins parte dalla Cirio
«Tutto cambia - ha commentato - qui si facevano pomodori in scatola e ora si preparano i ragazzi per il lavoro del futuro». Chuck Robbins, presidente e amministratore delegato di Cisco, si riferisce al fatto che la nuova sede della Federico II è sorta in una ex fabbrica della Cirio. Robbins inaugura la Cisco Academy di Napoli e sottolinea «l’opportunità di avere come partner una università del calibro della Federico II». La network Academy, nata venti anni fa, ha già offerto l’opportunità a migliaia di studenti. «In Italia - aggiunge Robbins siamo arrivati nel gennaio 2016 e abbiamo formato già 83mila studenti con progetti e programmi per accelerare e incoraggiare l’industria 4.0».

La Silicon Valley sotto al Vesuvio
Ne parla il rettore della Federico II, Gaetano Manfredi. «Qui stiamo costruendo un pezzo di futuro - ha detto facendo gli onori di casa - qui studenti, imprese, start app, Academy e centri di ricerca convivono. Qui si iscrivono 13mila giovani l’anno e nel nostro ateneo se ne laureanon 7000 ogni anno. Negli ultimi tre anni sono rientrati 50 docenti dall’estero, tra italiani e stranieri. Vogliamo dire che si può investire al Sud se si vuole fare bene. Si può recuperare lo storico divario poichè abbiamo grandi competenze».

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