e-commerce

Con Giglio shopping su web e tv

di Marta Casadei


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(© Dean Northcott)

2' di lettura

Guardare la televisione comodamente seduti sul divano, notare un abito che si vorrebbe acquistare mentre scorrono le immagini, inquadrare il Qr code che compare sullo schermo e terminare la transazione dal proprio smartphone, in attesa che il pacco venga consegnato a casa in pochi giorni.

In un mondo in cui le abitudini d’acquisto si basano su livelli sempre più complessi di integrazione, quella tra vendite online e media non è più una convergenza fantascientifica. è possibile, per esempio, in Cina grazie all’interazione tra Giglio Tv e Ibox. Entrambi fanno capo a Giglio Group: fondato da Alessandro Giglio quindici anni fa, nel 2015 si èquotato all'Aim e s marzo 2018 è stato accettato nel segmento Mta Star. L’azienda ha chiuso il 2017 - anno in cui ha acquisito la società svizzera Evolve, oggi Ibox - con ricavi a 78,8 milioni di euro, + 129% rispetto al 2016. A incidere sulla crescita, la divisione e-commerce, che assorbe circa 60,5 milioni di euro, contro i 18,2 della divisione media. La sinergia tra i due canali è fondamentale nella strategia di questa azienda che si definisce «di e-commerce 4.0»: «La convergenza media-vendite online è uno scenario di futuro immediato - spiega Alessandro Santamaria, responsabile dell’area digital - e lo osserviamo molto bene in Cina, mercato altamente recettivo sul fronte delle novità di shopping che coinvolgono la dimensione digitale, e non più solo nel lusso».

La Repubblica Popolare è, insieme agli Usa - dove Giglio Group è sbarcato con una filiale lo scorso anno e dove ha stretto accordi con Macy’s, Nordstrom, Bloomingdale’s per la distribuzione dei propri clienti - uno dei mercati nel quale Giglio porta i propri clienti, circa 70. Che per la maggior parte sono brand italiani di moda (tra loro: Max Mara, Ermanno Scervino, Patrizia Pepe, Pinko, Liu Jo). «Il cliente cinese sta cambiando rapidamente - continua Santamaria - e oggi è spesso una donna tra i 25 e i 35 anni, che non vive necessariamente a Pechino o Shanghai e acquista prodotti per sé, principalmente di fascia premium. Noi aiutiamo i brand a entrare nel mercato, fornendo anche supporto hi-tech e logistico, ad aprire in poco tempo un sito localizzato sul mercato e ad aprire shop in shop su piattaforme cinesi».

Tra i clienti di Giglio Group non ci sono solo big ma anche «piccole imprese che hanno bisogno di un supporto a 360 gradi, e con le quali usiamo un approccio olistico e seguiamo dalla A alla Z tutta la filiera», spiega il responsabile digital. L’orizzonte di Giglio Group è sempre più quello di un modello sell-through che integra sia le vendite B2c sia quelle B2b, con la società Ibox distribution.

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