rugby

Italia in Scozia per evitare un triplo “cucchiaio”

di Giacomo Bagnasco

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(Agf)


3' di lettura

È successo una sola volta, nel 2009, e sarebbe il caso di non concedere una replica. Fu quella l'unica annata in cui – come in un incubo – il cucchiaio di legno si moltiplicò addirittura per tre, nel senso che la posata virtuale riservata a chi arriva ultimo perdendo tutte le partite toccò sia alla Nazionale maschile che a quella femminile e ai ragazzi dell'Under 20. Quindici partite in tutto e altrettante sconfitte.
Si può sperare che il fantasma venga subito scacciato domani sera, quando le Azzurre incontreranno la Scozia a Cumbernauld (19.30 ora italiana, diretta tv su Eurosport 2), anche se le ragazze del Cardo possono scongiurare quell'ultimo posto in graduatoria cui sono abbonate dal 2011.
Sullo stesso campo, alle 21,30, sarà la volta di Scozia-Italia Under 20. Gli Azzurrini hanno raccolto due punti di bonus per le sconfitte interne di misura con Irlanda e Francia, ma la casella delle vittorie segna zero; situazione simile per i giovani Highlanders, che hanno perso di una lunghezza dall'Irlanda e, quando sono stati battuti dal Galles, hanno conquistato il bonus per le mete segnate.
L'ultima chance spetta all'Italia dei grand”, che affronta a Edimburgo una squadra in grado di vincere due volte su due sul proprio terreno (ko sono andati Galles e Irlanda). Gli uomini di Vern Cotter hanno sognato a lungo anche l'affermazione finale, peccato che in casa dell'Inghilterra abbiano subìto un 61-21 da record. Mai presi tanti punti dai rivali in maglia bianca nella storia ultrasecolare dei confronti tra le due squadre, e mai presi 61 punti in un match del torneo.
Resta il fatto che la Scozia ha comunque mantenuto il quinto posto nel ranking mondiale (mentre l'Italia è ora al 15°) e che è riuscita recuperare i giocatori infortunati nella partita-incubo con gli inglesi. Mentre gli Azzurri devono fare a meno di due uomini importanti come Favaro e Campagnaro, sostituiti rispettivamente da Mbanda' in terza linea e da Benvenuti fra i centri. Possibilità di esordio assoluto per il seconda linea delle Zebre Federico Ruzza, che parte da una panchina dove siedono ben sei giocatori di mischia, nel tentativo – ha spiegato il ct O' Shea – di contrastare i cali che si verificano nell'ultima parte delle gare.
Impresa difficile, insomma, per Parisse e compagni, che proprio a Edimburgo, ormai due anni fa, hanno ottenuto la loro ultima vittoria nel torneo.
E se l'Italia vuole tenere lontano da sé il secondo cucchiaio di legno consecutivo, c'è l'Inghilterra che al contrario punta al secondo consecutivo Grande Slam, cosa mai riuscita a nessuna squadra da quando, nel 2000, la competizione è passato alla formula con sei partecipanti. Per riuscirci bisognerà battere l'Irlanda a Dublino: un successo che porterebbe alla squadra un premio supplementare di un milione di sterline e che farebbe di questa Inghilterra il team in grado di vincere più match internazionali di seguito. Se la Nuova Zelanda si è fermata a 18 nello scorso mese di novembre, sabato la straordinaria formazione allenata dal nippo-australiano Eddie Jones può arrivare a 19.
Il caso vuole che in autunno sia stata proprio l'Irlanda a fermare la striscia vincente degli All Blacks. I Verdi ce la metteranno tutta per riscattare con un successo di grande prestigio davanti al loro pubblico un torneo deludente rispetto alle attese. Non giocano certo a loro favore le assenze del mediano di mischia Murray e dell'estremo Rob Kearney, ma il pronostico non è chiuso in partenza.
L'ultimo turno (ora italiana)
Sabato 18 marzo: Scozia-Italia (ore 13.30); Francia-Galles (ore 15.45); Irlanda-Inghilterra (ore 18).
Tutti gli incontri sono trasmessi in diretta da DMax, canale 52 del digitale terrestre.
Classifica*: Inghilterra 18 punti; Irlanda e Francia 10; Galles e Scozia 9; Italia 0*. *Quattro punti per la vittoria, due per il pareggio, un punto di bonus alle squadre che segnano almeno quattro mete e a quelle che perdono con almeno otto lunghezze di scarto.
Gli azzurri in campo
Scozia: Hogg; Seymour, Jones, Dunbar, Visser; Russell, Price; Wilson, Watson, Barclay (cap.); J. Gray, R. Gray; Fagerson, Ford, Reid. A disposizione: Brown, Dell, Berghan, Swinson, Du Preez, Pyrgos, Weir, Scott. Ct Vern Cotter.
Italia: Padovani; Esposito, Benvenuti, McLean, Venditti; Canna, Gori; Parisse (cap.), Steyn, Mbanda'; Biagi, Fuser; Cittadini, Gega, Lovotti. A disposizione: Ghiraldini, Panico, Chistolini, Van Schalkwyk, Ruzza, Minto, Violi, Sperandio. Ct Conor O' Shea.
Arbitro: Pascal Gauzere (Francia).
Il match più importante
Irlanda: Payne; Earls, Ringrose, Henshaw, Zebo; Sexton, Marmion; Heaslip, O' Brien, Stander; Henderson, D. Ryan; Furlong, Best (cap.), J. McGrath. A disposizione: N. Scallell, Healy, J. Ryan, Toner, O' Mahony, L. McGrath, Jackson, Conway. Ct Joe Schmidt.
Inghilterra: Brown; Watson, Joseph, Farrell, Daly; Ford, B. Youngs; B. Vunipola, Haskell, Itoje; Lawes, Launchbury; Cole, Hartley (cap.), Marler. A disposizione: George, M. Vunipola, Sinckler, Wood, Hughes, Care, Te'o, Nowell. Ct Eddie Jones.
Arbitro: Jérŏme Garcés (Francia).

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