profumeria

Kurkdjian: «Con Lvmh ho accelerato lo sviluppo del marchio»

di Silvia Pieraccini


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Un ritratto di Francis Kurkdjian e Brigitte Montaut (Atelier Renard)

2' di lettura

«Perché ho venduto a Lvmh? Per due motivi: innanzitutto per sopravvivere, e poi perché quel gruppo mi ha dato grande libertà». Francis Kurkdjian, 49 anni, franco-armeno con maison profumiera a Parigi, è uno dei nasi più corteggiati di Francia fin da quando, nel 1995, firmò il suo primo profumo, Le Mâle di Jean Paul Gaultier. Da allora le sue collaborazioni artistiche si sono moltiplicate (da Dior a Guerlain, da Lancôme a Lanvin, da Ferragamo a Acqua di Parma), fino all’apertura (con Marc Chaya) della maison che porta il suo nome nel 2009.

Nel suo ufficio-atelier dalle pareti rotonde in rue Etienne Marcel, nel centro di Parigi, Francis Kurkdjian spiega perché nel marzo dell’anno scorso, ad appena otto anni dalla nascita, ha ceduto la maggioranza (80%) della sua maison al più grande gruppo mondiale del lusso: «Il fatto è che i miei competitor, oggi, sono i grandi gruppi come Estée Lauder, che hanno tanti marchi e hanno comprato anche nomi della profumeria artistica. Avere bei profumi è fondamentale, ma non è più sufficiente. Lvmh è un grande gruppo che mi ha garantito indipendenza totale, anche nella distribuzione».

Poco è cambiato negli ultimi 18 mesi nella gestione della maison Francis Kurkdjian, a parte il quartier generale (ampliato) e lo sviluppo (accelerato): il 2017, secondo il bilancio depositato nel registro francese delle imprese, si è chiuso con un fatturato di 16,2 milioni di euro, in crescita del 65% sull’anno precedente, e un margine operativo lordo pari al 38%. In cinque anni, dal 2012 al 2017, il fatturato si è moltiplicato per sei (era 2,5 milioni). L’export oggi sfiora il 90% ed è diretto in una quarantina di Paesi (circa 600 punti vendita) con gli Stati Uniti come principale mercato. Francis è rimasto direttore creativo del marchio e sta per lanciare un nuovo sofisticato profumo fatto di 49 ingredienti, Gently Fluidity, definito «il profumo della maturità»; Marc ha continuato a fare il presidente della maison.

«Ora il nostro obiettivo è consolidare il marchio - spiega il profumiere - potenziando il marketing, allargando i mercati e facendo nuovi prodotti più creativi ed esclusivi, come quelli che vuole il mercato cinese: ci vorranno ancora un po' di anni, ma poi anche la Cina diventerà importante». Allargare i mercati vuol dire approdare, per esempio, nelle profumerie Sephora? «Per adesso no - risponde Francis -. Lvmh me l’ha chiesto e io ho risposto che in questa fase non è opportuno». Più avanti, si vedrà: oggi il segmento della profumeria artistica ha il vento in poppa (si veda Il Sole 24 Ore del 15 settembre scorso), e Francis Kurkdjian pure.

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