petrolio

L’Opec rinnova l’asse con Mosca e apre al possibile ingresso dell’Azerbaijan

di S.Bel.


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(REUTERS)

2' di lettura

L’Opec incassa una rinnovata manifestazione di lealtà da parte della Russia, all’indomani del trionfo alle presidenziali di Vladimir Putin. E intanto si dispone ad aprire le porte all’Azerbaijan.

Il rinnovo del mandato a Putin non è una sorpresa per nessuno. Ma è comunque significativo che a poche ore dalla chiusura delle urne il ministro dell’Energia russo Alexander Novak sia tornato a riaffermare con decisione la linea di Mosca in campo energetico.

Il patto per tagliare la produzione di greggio continuerà fino a quando «il fine ultimo dell’accordo. ossia il riequilibrio del mercato, non sarà raggiunto», ha dichiarato il ministro a Bloomberg Tv.

La cosiddetta Opec Plus inizierà probabilmente a considerare un «graduale ritiro» dei tagli nel terzo o nel quarto trimestre e la discussione sull’exit strategy potrebbe iniziare anche al vertice di giugno. Ma l’azione congiunta potrebbe proseguire se necessario anche nel 2019, ha affermato Novak, allineandosi ancora una volta con le posizioni saudite.

Il ministro non ha perso l’occasione di lanciare un avvertimento anche a chi, come la Gran Bretagna, fosse tentato di boicottare il gas russo. «Questo danneggerebbe prima di tutto i consumatori. Se una società o un Paese optasse per un altro fornitore, non credo che si troverebbe in una condizione preferenziale o di beneficio».

Quanto all’Opec, il segretario generale Mohammed Barkindo ha raccolto una – sia pure generica – apertura dell’Azerbaijan ad un maggiore coinvolgimento, fino al potenziale ingresso nell’Organizzazione. «Tutte le opzioni sono prese in considerazione – ha dichiarato Barkindo, in visita a Baku – Il futuro dell’Azerbaijan come culla dell’industria petrolifera è nell’Opec».

Il Paese è il maggior fornitore di greggio dell’Italia, con 12,4 milioni di tonnellate nel 2017 (+39,5%), secondo Up, quasi un quinto del totale delle nostre importazioni.

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