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Lavoro giovani, Boccia: servono 10 miliardi in 2-3 anni per creare 900mila posti

di Laura Di Pillo

(Ansa)

3' di lettura

Servono «investimenti massivi per l'assunzione dei giovani» avverte Confindustria. Perchè le misure che il Governo ha in cantiere possano avere successo «occorrerà investire risorse sufficienti a garantire la piena decontribuzione fiscale per i primi tre anni». Una questione calda su cui lavora il Governo e sulla quale è tornato il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia a margine del Meeting di Cl a Rimini .

A proposito delle ipotesi di agevolazioni per le assunzioni dei giovani allo studio ha chiarito: «Da quello che abbiamo letto fino ad oggi ci sembra una proposta un po' più timida rispetto a quell'effetto che vorremmo si realizzasse nell'economia reale».

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Dieci miliardi in tre anni per 900mila posti
Per il presidente degli industriali servono più coraggio e più risorse. «Abbiamo fatto i conti - spiega Boccia - che in due o tre anni occorre un'operazione da una decina di miliardi per attivare 900 mila posti di lavoro».

Risorse superiori alle stime circolate in questi giorni che vanno focalizzate. Per Confindustria infatti, solo in presenza di decisioni mirate sarà infatti possibile aprire le porte delle imprese ai giovani. «Se vogliamo fare una operazione cosiddetta massiva di inclusione dei giovani nel mondo del lavoro occorrerebbe fare una proposta un po' diversa, in linea con quelli che sono i dati del nostro Centro studi». In particolare, per il presidente di Confindustria, «occorre decidere se questa (l'occupazione giovanile) è una delle grandi priorità del Paese e su questo eventualmente confrontarsi con il Governo».

I 900mila posti di lavoro in più ha spiegato Boccia «attivano anche la domanda all'interno del Paese e quindi hanno un doppio obiettivo, di attirare giovani nel mondo lavoro, riattivare domanda nel Paese», oltre a «rendere piu' competitive le imprese». Le stime del governo sono di 2 miliardi di euro per il bonus giovani che dovrebbero creare 300mila posti di lavoro. Per Boccia, quella avanzata da Confindustria «mi sembra una logica premiale, chi assume ha questo beneficio in termini di cuneo fiscale. Naturalmente è un primo passo».

Lavoro: Boccia, favorevolissimi a norma antilicenziamenti
Sulla volontà da parte del Governo di introdurre una norma antilicenziamenti nel pacchetto di agevolazioni allo studio per favorire l'assunzione di giovani, il presidente di Confindustria si è detto favorevole. «Noi dobbiamo evitare azzardi morali, questa operazione - ha precisato - deve essere fatta sull'incremento di occupazione, non sullo 'status quo'. Questa norma ci trova non favorevoli, ma favorevolissimi».

Per restare il secondo Paese industriale d’Europa servono politiche all’altezza.
«Noi non chiediamo soldi, chiediamo una politica fiscale che sia all'altezza di un Paese industriale che e' il secondo Paese industriale d'Europa» ha aggiunto Boccia rispondendo a una domanda sulle possibili accuse all'associazione imprenditoriale di chiedere altri soldi al Governo nel proporre la piena defiscalizzazione per tre anni per le assunzioni di giovani. «Ricordo che in Francia il presidente Macron sta prevedendo una operazione da 50 miliardi, di cui 30 su lavoro e imprese, e in Inghilterra stanno portando avanti un'idea di questione industriale sul Nord del Paese».

L’industria centrale per il rilancio e la crescita. Questione nazionale e non di parte . «Noi dobbiamo mantenere la posizione di secondo Paese industriale e usare le leve della politica fiscale nell'interesse del Paese e della sua industria. Non è una questione degli industriali ma dell'industria del Paese, che e' cosa diversa».

Fca: Boccia, speriamo cuore e testa rimangano italiani
Poi sul futuro di Fca e sulle possibili attenzioni di società cinesi ha aggiunto: «non entriamo nel merito di singole scelte strategiche delle imprese, vediamo anche una certa reazione su Borsa italiana. Ometto di fare qualche riflessione» comunque ha osservato il presidente degli industriali «è evidente che Fca ha un cuore italiano, speriamo che rimangano sempre un cuore e testa italiani».


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