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Macron spinge Parigi ai massimi dal 2008, brillano le banche

di Giuliana Licini

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(AFP)


2' di lettura

La probabile vittoria di Emmanuel Macron al ballottaggio delle elezioni presidenziali francesi ha galvanizzato la Borsa di Parigi, dove sono in luce soprattutto i bancari. A metà seduta l'indice Cac 40 tocca il livello più alto dal 15 gennaio 2008 e aver segnato anche l'apertura migliore da quella data. Macron ha superato tutti gli altri candidati al primo turno con il 23,75% dei voti, davanti a Marine Le Pen (21,53%), in base ai dati finali del ministero dell'Interno e affronterà nel ruolo di grande favorito la leder del Front National euro-scettico e anti-immigrati il 7 maggio. «Gli investitori sono rassicurati dai risultati del primo turno. Macron è arrivato primo e sembra in buona posizione per essere eletto nuovo presidente francese tra 15 giorni», commenta Franklin Prichard, direttore generale della Kiplink Finance. «Il primo turno ha confermato lo scenario che oppone Macron a Marine Le Pen con il sostegno di un fronte che sarà estremamente ampio grazie all'appoggio» a suo favore annunciato dal candidato della destra tradizionale Francois Fillon e da quello socialista Benoit Hamon», commenta Christopher Dembik, responsabile della ricerca economica alla Saxo Banque.

Gli investitori sono «rassicurati anche dal fatto che i partiti anti-euro rappresentano 'solo' il 47,9% dei voti», rilevano gli analisti della Aurel Bgc, che però non prevedono altri grossi movimenti per l'indice-guida del mercato parigino in quanto molti investitori avevano già anticipato la sfida Macron-Le Pen. Il potenziale di rialzo della Borsa parigina potrebbe però esaurirsi già oggi - avvertono gli analisti - in parte perchè il secondo turno non è stato ancora fatto e soprattutto «perchè le elezioni legislative seguiranno le presidenziali a breve e diranno molto sulla capacità del leader di 'En marche'». Insomma, alla Borsa di Parigi si festeggia, ma ancora con un sottofondo di prudenza. A spingere agli acquisti sono, per altro, anche il balzo segnato in aprile dall'indice Ifo sulla fiducia delle imprese tedesche e le rassicurazioni giunte alla fine della scorsa settimana dal G20 di Washington in materia di commercio, o meglio contro il protezionismo. Ad essere in forma oggi sono, comunque, soprattutto i titoli bancari, in quanto considerati i maggiori beneficiari dalla vittoria dell'ex-banchiere Macron. Societé Generale sale del 9,5%, davanti a Credit Agricole (+8,9%), Natixis (+8,3%) e Bnp Paribas (+8,2%). Brilla anche Vivendi (+4,9%). Il gruppo presieduto da Vincent Bolloré, posto di fronte alla scelta tra Telecom Italia e Mediaset dall'Agcom, venerdì ha indirettamente espresso la sua preferenza per l'operatore di tlc, del quale ha ribadito di essere «azionista di lungo termine per creare valore». Domani, inoltre, Vivendi terrà la sua assemblea annuale degli azionisti.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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