NEL MESSAGGIO DI FINE ANNO

Manovra, il richiamo di Mattarella sui limiti dell’iter parlamentare

di Lina Palmerini


default onloading pic
il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella (Ansa)

3' di lettura

Di manovra Mattarella parlerà nel discorso di fine anno. Un passaggio per riaffermare il valore del Parlamento mentre è esclusa l’ipotesi di una lettera di richiamo insieme alla promulgazione della legge di bilancio che quest’anno, come mai era accaduto, ha avuto un iter tormentato per evitare la procedura d’infrazione Ue e un’approvazione sul filo per scampare all’esercizio provvisorio.

Anche per Sergio Mattarella sono state settimane di tensione, come si sa si è speso in prima persona con il premier e con Di Maio e Salvini per convincerli a una trattativa con Bruxelles e, poi, ne ha accompagnato gli sviluppi con colloqui diretti con Juncker. Dunque è probabile che nel suo messaggio agli italiani voglia sottolineare l’importanza di aver scongiurato le sanzioni della Commissione Ue e di essere rimasti nel perimetro delle regole europee e costituzionali ma in questo ambito potrebbe far riferimento a come siano stati compressi i tempi e i passaggi del dibattito parlamentare sul bilancio. Quel maxi-emendamento andato avanti a tappe più che forzate, senza dare la possibilità a deputati e senatori di esaminare un testo che più di ogni altro incide nel vivo della vita sociale ed economica degli italiani, e che ha scatenato fino all’ultimo la guerra delle opposizioni. Proprio ieri sarebbe partita dal Pd una richiesta di un incontro al Colle ma dal Quirinale smentiscono contatti.

Uno strappo per niente banale ed è su questo che il capo dello Stato potrebbe mettere l’accento, senza fare sconti alla maggioranza e al Governo nonostante il contesto eccezionale di un negoziato con l’Europa e conseguente “riscrittura” tra palazzo Chigi e Mef della manovra. Sembra sia questo l’orientamento delle ultime ore al Quirinale mentre si lima ancora il discorso che, come la scorsa volta, durerà poco più di 10 minuti. Il voler evitare una lettera di richiamo insieme alla promulgazione (arrivata ieri) è invece una forma di cortesia istituzionale verso i presidenti delle Camere e tiene anche conto del fatto che parte delle opposizioni si è già rivolta alla Consulta.

Ma nel suo messaggio di fine anno, l’intenzione è di affrontare - con toni colloquiali e diretti - argomenti che toccano la vita di ciascuno, condividendo le difficoltà – a cominciare dalla mancanza di lavoro – ma mostrando le realtà positive di cui gli italiani sono capaci. Sarà un’occasione per Mattarella di dare la sua visione del Paese accentuando il valore della convivenza solidale e della legalità, promuovendo l’idea di avere stessi diritti su tutto il territorio, da Nord a Sud. Probabilmente si ritroveranno temi che sono stati trattati dal Governo, dall’immigrazione alla sicurezza, o quelli che saranno trattati come è appunto il tema del federalismo e autonomia regionale su cui è in programma un provvedimento di legge. Del resto, l’assegnazione, ieri, delle 33 onorificenze agli “eroi comuni” - cittadini che si sono distinti nel sociale, nella solidarietà, nel rifiuto del razzismo - sono il segno dell’inclinazione che Mattarella vuole dare nel suo saluto agli italiani. Spicca, per esempio, la nomina a Cavaliere di Mustapha El Aoudi, 40 anni, venditore ambulante, per il suo intervento che ha consentito di salvare la vita a una dottoressa dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Crotone, aggredita da un uomo che l’ha colpita più volte con un cacciavite. E Cavaliere è stata nominata anche Roxana Roman, 34 anni di origine rumena, per aver reagito e denunciato due del clan Casamonica. Onorificenza per Maria Rosaria Coppola, 62 anni di Napoli, per il coraggio con cui ha pubblicamente difeso un giovane straniero vittima di una aggressione razzista mentre viaggiava su un treno della rete circumvesuviana. Sono solo tre casi tra i 33 di «impegno civile, di dedizione al bene comune e di testimonianza dei valori repubblicani» che sono quell’esempio “felice” a cui vuole richiamare il capo dello Stato.

Al di là dei sondaggi e delle analisi sociologiche che indicano come sia aumentato il “rancore” tra gli italiani, è come se Mattarella volesse raccontare con casi concreti che non c’è un solo umore, una sola attitudine ma che la società è fatta di più voci e di valori positivi. Dunque convivenza civile e legalità: questo potrebbe essere il filo su cui articolerà il suo discorso. E non mancherà di ricordare il voto europeo di maggio, l’importanza di contribuire all’elezione del Parlamento Ue al di là dei calcoli dei singoli partiti per misurare le rispettive forze numeriche. Un appuntamento che lui considera cruciale non solo per la sua radicata convinzione europeista ma anche per contribuire a dare una piega sempre più democratica a un’Europa spesso criticata per i suoi eccessi burocratici.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...