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Marvis conquista l’estero con il dentifricio di lusso

di Silvia Pieraccini


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2' di lettura

Su un prodotto di consumo quotidiano come il dentifricio non è facile costruire un posizionamento di fascia alta. Ci è riuscito Marvis, il marchio dell’azienda fiorentina di beauty Ludovico Martelli che ha investito su una distribuzione selettiva all’estero, soprattutto in Cina, e sulla comunicazione social, e ora raccoglie i frutti.

«Buona parte della nostra crescita 2017 – spiega l’amministratore delegato Giovanni Galeotti – è legata alle vendite in Cina, dove un prodotto non convenzionale come Marvis, che si posiziona su un segmento luxury e nel mondo costa dai 7 ai 10 euro a tubetto, sta avendo grande appeal. Tra l’altro il 50% del nostro fatturato in Cina è realizzato online». Ma la strategia ha portato a vendere il dentifricio aromatizzato Marvis anche nei corner beauty dei department store di fascia alta o in negozi come Bigelow Apothecary a New York, la più antica farmacia degli Stati Uniti (che è anche il distributore americano del marchio). Nel 2017 Ludovico Martelli – azienda nata nel 1908 che fa capo all’omonima famiglia e possiede 13 brand tra cui lo storico Proraso (prodotti per la cura di barba e baffi), Kaloderma, Oxy, Batist, Schultz – ha toccato i 61,2 milioni di ricavi, in crescita del 16% sull’anno precedente, con un utile lordo del 20%. Le vendite sono state trainate dai mercati oltreconfine: l’export è raddoppiato, passando da 7,8 a 15,6 milioni di euro realizzati dagli unici due marchi esportati, Marvis e Proraso che nel 2018 festeggia i 70 anni di vita.

«Il nostro obiettivo è continuare a crescere soprattutto all’estero, visto che l’Italia è un mercato stagnante», spiega Galeotti che sta investendo in due nuove linee di produzione Marvis per ottenere la certificazione della Food and Drug Administration (negli Stati Uniti il dentifricio è un farmaco da banco).

Tutta la produzione è realizzata nello stabilimento di Fiesole, alle porte di Firenze, dove lavorano 116 persone, in crescita costante: 30 assunti negli ultimi tre anni, periodo in cui l’azienda ha rinnovato metà del parco macchine investendo in tecnologie 4.0. Per quest’anno Galeotti prevede una crescita dei ricavi del 3-4%, anche se l’andamento delle vendite in Cina potrebbe dare un risultato migliore. Una spinta arriverà anche dalla nuova linea viso Bio Kaloderma, in fase di lancio sul mercato italiano. Nel frattempo Galeotti guarda ad acquisizioni di piccoli marchi: dopo l’acquisto all’asta del brand “Sapone del Mugello”, ora nel mirino c’è un altro nome storico italiano.

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